Corte dei conti – det. N. 73/2006 – sezione controllo enti – Istituto di studi e analisi economica (Isae) – relazione sul controllo sulla gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259

Corte dei conti – det. N. 73/2006 – sezione controllo enti – Istituto di studi e analisi economica (Isae) – relazione sul controllo sulla gestione ex legge 21 marzo 1958 n. 259

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Con la determinazione n. 73/2006, la Sezione del Controllo Enti della Corte dei Conti, dispone, a norma dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958, la comunicazione alle Presidenze delle due Camere del Parlamento della relazione conclusiva del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE) relativamente all’esercizio 2005.
Giova ricordare che il legislatore del 1958, in attuazione dell’art. 100 Cost. II comma, ha attribuito alla Corte dei conti il controllo sulle gestioni finanziarie degli enti cui lo Stato contribuisce in via ordinaria.
Rientrano nella nozione di contribuzione ordinaria nel senso di cui sopra:
a)           i contributi che, con qualsiasi denominazione, una Pubblica Amministrazione o un’azienda autonoma statale abbia assunto a proprio carico, con carattere di periodicità, per la gestione finanziaria di un ente, o che da oltre un biennio siano iscritti nel suo bilancio;
b)           le imposte, tasse e contributi che con carattere di continuità gli enti siano autorizzati ad imporre o che siano comunque ad essi devoluti.
Tali contribuzioni consentono all’ISAE di svolgere attività di previsione e di analisi di breve, medio e lungo periodo, di studio di macro e microeconomia della finanza pubblica, di politiche di sviluppo nonché della coesione economica, sociale e territoriale, nonché di effettuare, in particolare, ricerche relative alla congiuntura economica ed alle dinamiche tendenziali e programmatiche, di medio e lungo periodo, dell’economia, nel contesto nazionale e internazionale, con il fine precipuo del loro utilizzo nelle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni.
La Corte riscontra che l’Istituto, sorto dalla fusione di altri due enti (ISCO e ISPE), ha, comunque, dovuto preliminarmente fronteggiare i preesistenti, molteplici vincoli costituiti da situazioni (in essere nei due enti disciolti) tra loro fortemente differenziate sotto molti aspetti e non facilmente e/o rapidamente superabili né tanto meno azzerabili.
L’unificazione delle procedure contabili (in specie, per il calcolo e la corresponsione delle spettanze retributive), il riassetto dell’architettura informatica hanno poi rivestito carattere prioritario ed urgente fra le numerose emergenze affrontate dall’ISAE nel suo primo e secondo anno di vita e che solo recentemente hanno trovato soluzione.
Il Collegio sottolinea come la costante riduzione del contributo ordinario abbia certamente comportato riflessi negativi sullo sviluppo delle attività istituzionali, motivo per il quale si richiama la necessità che l’Ente incrementi al massimo le “risorse proprie” al fine di un migliore risultato della propria azione.
Alla luce di quanto sopra, il Collegio conclude la propria relazione valutando positivamente le attività sottoposte a controllo.

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