Contratto di Lavoro con Dio...

Contratto di Lavoro con Dio…

Jose Geraldo da Fonseca

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Etimologicamente, agnostico viene dall’inglese agnostic, che proviene dall’aggettivo greco ágnôstos, che significa ignorante, inconoscibile e deriva dal verbo agnoein, nel senso di “non sapere”, “ignorare”.

Il termine agnostic è stato coniato da Thomas Huxley nei Collete Essays. Huxley è stato un biologo inglese che è vissuto dal 1825 fino a 1895.

E’ chiaro, fino a questo punto, che agnostico è quello che sconosce, che non sa certe cose (i misteri di Dio; dell’Universo; della Vita, per esempio).

Non è un eretico, un settario, uno scomunicato.

Per principio, io sono agnostico e laico. Vado subito spiegando perché mi dichiaro agnostico e laico prima che qualche vezzoso inizi un movimento per arrostirmi in un falò in piazza pubblica, come se fossero i tempi della Santa Inquisizione o del Medioevo, o promuova nel Congresso Nazionale una Commissione Parlamentare di Inquisizione che, come tutti i noi sappiamo, finisce sempre in pizza, con l’aggravante che in questo caso io poteri essere il carbone di un “forno” che potrebbe avere l’effetto di proteggere l’accusato perché in questo modo gli accusatori diventano tanto colpevoli quanto quelli contro cui procedono.

In campagna, noi conosciamo questo come “bue di piranha”. Piranha è un pesce carnivoro che infesta alcuni fiumi brasiliani. “Bue di piranha” è quel quadrupede rachitico e così malato e denutrito che purtroppo non potrà arrivare alla fine del viaggio. Avendo il branco di buoi che attraversano un fiume che non si sa se è infestato di piranha, i vaccari spingono il povero bue malandato per attraversare prima degli altri. Se arriva nell’altra riva illeso, allora tutta la mandria può attraversare senza paura perche’ nessuno corre pericolo.

Se il povero bue è stato divorato dai piranha, allora la cosa migliore da fare è andare piu’ avanti e scegliere un altro punto per attraversare il fiume.

Così è la CPI: si sceglie il tizio che è già tutto schizzato di fango e arrangiano per lui qualsiasi articolo del Regolamento Interno che esige CPI !

Andiamo poi in una pizzeria per festeggiare questa importante dimostrazione di democrazia e civilità. Il branco di buoi può attraversare il Lago Paranoá1 e saziarsi del denaro pubblico…

Laico è chi non appartiene al clero e neanche ad un ordine religioso.

È un secolare, avverso all’influenza od al controllo di qualsiasi chiesa e/o clero nella vita intellettuale e morale delle istituzioni e degli affari pubblici.

In una parola: è indipendente innanzi al clero ed alla chiesa e, nel senso ampio, innanzi alle influenze religiose, qualsiasi sia il suo orientamento.

Sebbene non avviene spesso, di quando in quando ho avuto a che fare con controversie di lavoro dove persone fisiche legate ad entità morali per mezzo di vincoli di fede cercano di trasformare i vincoli sacri in rapporti di lavoro in modo da ottenere somme considerevoli a carico delle chiese a cui sono appartenuti, e dalle quali si sono allontanati a causa di questioni di fede o a causa di altre questioni interne.

Per il diritto, le chiese sono persone giuridiche di diritto privato.

Viste in se stesse, sono comunità morali senza finalità di lucro, fondate su norme di condotta religiosa di origine divina che presuppongono una relazione tra gli uomini e Dio.

La natura giuridica delle attività religiose è di natura ecclesiastica.

Il vincolo tra un ministro di Dio e la sua congregazione è di ordine morale e spirituale.

Se l’attività sviluppata dal religioso è stata essenzialmente spirituale, fatta dentro o fuori della congregazione, la regolazione di questo rapporto sarà fatta dal diritto canonico, e non dal diritto del lavoro, perché questa attività dipende dallo spirito di appartenenza o dal voto e non dalla subordinazione giuridica.

Questo vincolo si indirizza all’assistenza spirituale e morale per la divulgazione della fede.

Non cambia il concetto, anche se il religioso riceve somme di denaro periodicamente. Tali somme sono destinate alla sua assistenza e sussistenza e sono date anche perche’ possa dedicarsi meglio alla sua professione di fede. Non hanno la natura retributiva e sinallagmatica dello stipendio, in senso stretto.

Il lavoratore laico che non ha vincolo morale con la sua congrega — come per esempio il sagrestano, il custode, il carpentiere, gli ausiliari di nettezza, i musicisti, i decoratori, addetti ai campanili ecc. — e che non presta servizio in carattere devotionis causa può stipulare un contratto di lavoro con la chiesa e avvalersi delle presunzioni degli art.2º e 3º dalla CLT2.

Sacerdoti, suore, diaconi e ministri di Dio che, aldilà delle loro funzioni evangeliche, prestano servizio in condizioni speciali come insegnanti, infermieri, istruttori di attività fisica, di cucina, di rilegatura e di illustrazione, tecnici di computer, revisori e redattori, possono avere rapporti di lavoro riconosciuti se provano che queste attività non hanno relazione con la vita monastica o religiosa.

Configura rottura della fiducia legittima con la chiesa — venire contra factum proprium — la causa di lavoro in cui il religioso, dimenticandosi dei voti di fede, chiede il riconoscimento giuridico del rapporto di lavoro. Dal momento che professa il suo voto, il religioso sa che si lega alla sua comunità morale attraverso un vincolo di fede, e non di lavoro. La chiesa, quando lo accetta tra i suoi, non si comporta in modo di creare in questo membro la impressione di averlo come dipendente, anche se tra le sue funzioni correlate a quella di professare la fede sono inclusi ad esempio la divulgazione ed il commercio di sottoscrizioni di riviste, pubblicità e vendita di porta in porta di riviste e altri prodotti religiosi.

In pratica questi soggetti che professano la fede vogliono, in verità, che il giudice del lavoro dichiari in giudizio che hanno firmato un “contratto di lavoro con Dio”. E Dio — almeno nelle udienze che io ho condotto — non era presente (dico meglio: era presente , perché è onnipresente, ma non si è manifestato in modo da far si’ che io dovessi decidere in una altra maniera), ed io non ho potuto raccogliere da Lui l’indispensabile testimonianza personale e ho visto nella domanda giudiziaria qualcosa di “giuridicamente impossibile”. Proprio così, in relazione al merito della causa, ho giudicato la richiesta improcedibile. Non so se ho giudicato correttamente o no. Non sono stato ancora chiamato a spiegare nè davanti i miei superiori e neanche davanti il Nazareno. E, per essere onesto, ho più paura dei miei colleghi superiori. Con Gesù credo che la mia contabilità sia leggermente favorevole…

1 Il “Lago Paranoá” è un specchio d’acqua, un lago artificiale progettato dal’architetto Oscar Niemeyer davanti il Palazzo presidenziale.

2 Consolidazione dagli Leggi del Lavoro.

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