Cassazione conferma che spese di assicurazioni obbligatorie devono essere conteggiate per accertare se il mutuo è usurario

di Vincenzo Vitale
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Qui la sentenza: Corte di Cassazione - II sez. civ. - sentenza n. 17466 del 20-08-2020

La Suprema Corte di Cassazione viene chiamata  a decidere se  il costo dell’assicurazione obbligatoriamente previsto dal D.P.R. n.180/1950 (in caso  di morte, invalidità, infermità o di disoccupazione del debitore)  per l’ipotesi  di prestito con CESSIONE DEL QUINTO dello stipendio rientra nel calcolo del TEG ai fini dell’usura, nonostante  le istruzioni della Banca d’Italia prevedessero fino al 31.12.2009  che  i TEG contrattuali non dovevano prevedere l’inclusione di tale costo assicurativo.

La decisione

La Cassazione con la sentenza 17466/2020 ha confermato che “ai fini della valutazione dell’eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, devono essere conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito essendo, all’uopo, sufficiente che le stesse risultino collegate alla concessione del credito. La sussistenza del collegamento può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova ed è presente nel caso di contestualità tra spesa di assicurazione ed erogazione del mutuo (Cass. Civ. n. 8806 del 05/04/217)”.

La Suprema Corte, inoltre, evidenziato che “le rilevazione della Banca d’Italia hanno l’unico scopo di determinare, sulla base della media registrata, il TEGM (tasso effettivo globale medio) e non già di stabilire il paniere del corrispettivo di cui tener conto alla fine di accertare l’usurarietà del compenso, stante che la composizione dello stesso trova compiuta descrizione nell’art. 644 cod. pen.

In disparte va soggiunto che l’assicurazione obbligatoriamente prevista dall’art. 54 del D.P.R. n. 180/1950 è volta a garantire il mutuante, nel caso in cui per qualsiasi ragione venga a mancare la disponibilità dello stipendio del mutuatario”.

La decisione conferma  quindi, da una parte, il principio di onnicomprensività fissato dall’art. 644 c.p., comma 3,  valevole sia sotto il profilo penale che sotto quello civile, secondo cui “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito” e, dall’altra, che quando la polizza  è a garanzia del credito e a beneficio dell’intermediario, come certamente avviene nell’assicurazione obbligatoria prevista dall’art. 54 del D.P.R. n. 180/1950,  vi è senz’altro il collegamento necessario per inserire il costo nel TEG.

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Roberto Di Napoli
Avvocato in Roma, abilitato al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori. Esercita la professione forense prevalentemente in controversie a tutela degli utenti bancari e del consumatore. È autore di vari “suggerimenti per emendamenti” al disegno di legge (S307) di modifica della disciplina sui benefici alle vittime di usura ed estorsione, alcuni dei quali recepiti nella legge 3/2012. È titolare del proprio blog www.robertodinapoli.it

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