È all’esame del Parlamento dal 29 maggio 2026 l’Atto del Governo n. 404, lo schema di decreto ministeriale che interviene sul regolamento relativo al conseguimento e al mantenimento del titolo di avvocato specialista. Il provvedimento, assegnato alla Commissione Giustizia della Camera, introduce una modifica apparentemente circoscritta ma destinata ad avere effetti significativi sull’organizzazione delle specializzazioni forensi.
Indice
1. Una riforma mirata per valorizzare le competenze del mercato
L’obiettivo principale è riconoscere al diritto commerciale e societario una dignità autonoma all’interno del sistema delle specializzazioni. Fino ad oggi, infatti, tale materia era ricompresa tra gli indirizzi del più ampio settore del diritto civile. La scelta del Governo risponde a una richiesta proveniente sia dal mondo professionale sia dalla giurisprudenza amministrativa, che aveva evidenziato l’inadeguatezza dell’attuale assetto.
La modifica interessa direttamente gli avvocati che operano nel settore dell’impresa, delle società, dei mercati finanziari, della proprietà intellettuale e delle procedure di crisi, consentendo loro di qualificare in modo più preciso le proprie competenze professionali.
2. Il peso delle sentenze del TAR Lazio
Uno degli aspetti più interessanti del provvedimento è rappresentato dalle ragioni che ne hanno determinato l’adozione. Lo schema di decreto recepisce infatti le indicazioni contenute nelle sentenze nn. 188 e 189 del 2024 del TAR Lazio, che hanno parzialmente annullato il regolamento vigente.
Secondo i giudici amministrativi, il diritto commerciale non poteva essere considerato un semplice indirizzo del diritto civile, poiché costituisce un settore autonomo sotto il profilo scientifico, accademico e professionale. Inoltre, la sua collocazione tra gli indirizzi civilistici finiva per accomunarlo a materie che ne rappresentano in realtà specifiche articolazioni, come il diritto bancario, il diritto della crisi d’impresa o il diritto della proprietà intellettuale.
Il TAR ha evidenziato come tale impostazione impedisse agli avvocati di valorizzare adeguatamente la propria specializzazione e rendesse più difficile per cittadini e imprese individuare professionisti dotati di competenze realmente specialistiche in ambito commerciale.
3. Nasce il nuovo settore del diritto commerciale e societario
La novità centrale dell’Atto del Governo n. 404 consiste dunque nell’inserimento del diritto commerciale e societario tra i settori autonomi di specializzazione.
Contestualmente, alcune materie che oggi rientrano tra gli indirizzi del diritto civile vengono trasferite nel nuovo settore. Si tratta del diritto industriale, della proprietà intellettuale e dell’innovazione tecnologica, del diritto della crisi d’impresa e dell’insolvenza e del diritto bancario e dei mercati finanziari.
La riorganizzazione appare coerente con l’evoluzione del mercato legale. Negli ultimi anni, infatti, le attività professionali connesse al mondo delle imprese hanno acquisito una crescente complessità, richiedendo competenze altamente specialistiche che difficilmente possono essere ricondotte alla generica etichetta del diritto civile.
Per gli studi legali che operano nel settore corporate, la riforma rappresenta quindi un importante riconoscimento istituzionale della specificità delle competenze maturate.
4. Formazione, conversione dei titoli e questioni aperte
Il nuovo settore seguirà regole analoghe a quelle già previste per le principali specializzazioni forensi. I corsi di formazione specialistica dovranno avere durata almeno biennale e articolarsi in una parte generale e in una parte speciale dedicata all’indirizzo prescelto.
Particolare attenzione è riservata alla disciplina transitoria. Gli avvocati che hanno già conseguito il titolo di specialista nel settore civile con indirizzi riconducibili al diritto commerciale potranno chiedere la conversione nel nuovo settore. Tuttavia, il passaggio non sarà automatico: sarà necessario superare una prova scritta e orale organizzata dal Consiglio nazionale forense.
La scelta del legislatore pone però alcuni interrogativi. Lo stesso dossier parlamentare evidenzia la necessità di chiarire quali effetti produrrà il mancato superamento della prova e se il professionista conserverà integralmente il titolo già posseduto.
Nel complesso, il provvedimento appare destinato a rafforzare il sistema delle specializzazioni forensi, rendendolo maggiormente aderente alla realtà professionale contemporanea e alle esigenze del mercato dei servizi legali. Una modifica tecnica, dunque, ma con ricadute concrete sulla qualificazione e sulla riconoscibilità delle competenze degli avvocati che operano nel mondo dell’impresa.
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