Il Ministero della Giustizia riapre i tempi per una delle procedure interne più attese dal personale dell’Organizzazione giudiziaria. Con il decreto del 26 giugno 2026 è stata avviata la procedura di progressione tra le aree per il passaggio di 1.500 unità dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari, famiglia professionale dei servizi giudiziari.
La novità principale arriva però dall’avviso del 6 luglio 2026: il termine per presentare la candidatura, inizialmente fissato al 29 luglio, è stato prorogato fino alle ore 12 del 6 agosto 2026. Lo stesso avviso integra inoltre l’elenco dei periodi di aspettativa o congedo non utili ai fini del calcolo dell’esperienza professionale maturata.
Si tratta di una selezione interna, quindi non aperta all’esterno, ma di forte interesse per il personale già in servizio negli uffici giudiziari, perché consente il passaggio all’Area dei Funzionari attraverso una procedura valutativa fondata su esperienza, titoli e prova sulle competenze professionali.
Indice
1. Una progressione interna per 1.500 assistenti
La procedura riguarda complessivamente 1.500 posti per il passaggio dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari del ruolo dell’Organizzazione giudiziaria. I posti saranno ripartiti sull’intero territorio nazionale all’esito della rimodulazione delle piante organiche.
Il contesto è quello delle progressioni verticali previste dal nuovo ordinamento professionale del comparto Funzioni Centrali. L’obiettivo è valorizzare l’esperienza maturata dal personale già in servizio, riconoscendo percorsi professionali costruiti negli uffici giudiziari e nelle attività di supporto alla giurisdizione.
I vincitori saranno inquadrati nell’Area dei Funzionari, famiglia professionale dei servizi giudiziari, con decorrenza giuridica ed economica dalla presa di possesso e previa sottoscrizione del contratto individuale di lavoro.
2. Chi può partecipare
Possono presentare domanda i dipendenti a tempo indeterminato dell’Organizzazione giudiziaria inquadrati nell’Area degli Assistenti.
Sono previste due strade di accesso. La prima riguarda chi possiede una laurea triennale, magistrale, specialistica, a ciclo unico o del vecchio ordinamento e almeno 5 anni di esperienza nell’Area degli Assistenti o nell’area equivalente del precedente sistema di classificazione. La seconda riguarda chi possiede il diploma di scuola secondaria di secondo grado e almeno 10 anni di esperienza.
Non possono partecipare, tra gli altri, i dipendenti sospesi cautelarmente dal servizio o destinatari, negli ultimi due anni, di sanzioni disciplinari più gravi del rimprovero scritto. Sono esclusi anche coloro che non sono dipendenti a tempo indeterminato dell’Organizzazione giudiziaria, anche se vi prestano servizio in comando o altra posizione giuridica.
3. Domande prorogate al 6 agosto
La domanda deve essere presentata esclusivamente online tramite la piattaforma indicata dal Ministero della Giustizia, con accesso tramite SPID, CIE o CNS.
Per effetto dell’avviso del 6 luglio 2026, la nuova scadenza è fissata alle ore 12 del 6 agosto 2026. L’avviso ha valore di notifica, quindi gli interessati devono considerare la proroga come ufficiale senza attendere ulteriori comunicazioni individuali.
Il Ministero raccomanda di non attendere le ultime ore per l’invio, anche per evitare rallentamenti o sovraccarichi della piattaforma. Dopo la trasmissione, il sistema rilascia una ricevuta e un codice candidatura, che sarà utilizzato per convocazioni, esiti e comunicazioni successive.
4. Come funziona la valutazione
La graduatoria nazionale sarà formata sulla base di un punteggio massimo di 100 punti, suddiviso in tre criteri: esperienza professionale, titoli di studio e competenze professionali.
L’esperienza può valere fino a 35 punti. Sono attribuiti punteggi diversi a seconda del servizio svolto: maggiore valore è riconosciuto all’esperienza maturata nell’Area degli Assistenti del Ministero della Giustizia, seguita da quella maturata in altra area dello stesso Ministero e poi da quella presso altre Pubbliche Amministrazioni o altri comparti.
Anche i titoli di studio possono valere fino a 35 punti. Il diploma dà diritto a 27 punti, la laurea triennale a 30 punti, mentre laurea magistrale, specialistica, a ciclo unico o vecchio ordinamento valgono 33 punti. Sono inoltre previsti punteggi aggiuntivi per master, scuole di specializzazione, dottorato, abilitazioni o iscrizioni ad albi connessi alle competenze della famiglia professionale.
5. La prova: 30 quesiti in 30 minuti
Le competenze professionali saranno valutate con una prova da 30 quesiti a risposta multipla, con una sola risposta corretta. La durata massima sarà di 30 minuti.
Le materie previste sono: elementi di procedura penale, elementi di procedura civile, servizi di cancelleria ed elementi di diritto amministrativo, con particolare riferimento al Codice dei contratti pubblici, alla trasparenza e alla responsabilità del dipendente pubblico.
Ogni risposta corretta vale 1 punto, mentre le risposte omesse o errate valgono 0 punti. La prova si intende superata con almeno 21 punti su 30. Calendario, sede ed esiti saranno pubblicati sul sito del Ministero della Giustizia, con valore di notifica.
6. Cosa cambia con l’avviso del 6 luglio
Oltre alla proroga della scadenza, l’avviso del 6 luglio 2026 integra l’elenco dei periodi di aspettativa o congedo che non sono considerati utili per il calcolo dell’esperienza professionale.
Tra i nuovi periodi inseriti rientrano, tra gli altri, l’aspettativa per motivi familiari e personali, l’aspettativa per ricongiungimento al coniuge all’estero, il congedo per la formazione o il completamento degli studi, l’aspettativa per conservazione del posto dopo la vincita di un concorso presso altra amministrazione, alcune aspettative per attività a tempo determinato presso soggetti pubblici o privati e specifiche assenze legate alla tutela di dipendenti in particolari condizioni psicofisiche.
È un punto particolarmente importante per i candidati: i periodi esclusi devono essere correttamente dichiarati nella domanda online, perché incidono sul calcolo dell’esperienza valutabile e quindi sul punteggio finale.
7. Perché controllare bene la domanda
La procedura si basa in larga parte sulle dichiarazioni rese dal candidato. Esperienza, titoli e ulteriori elementi valutabili devono quindi essere indicati in modo preciso e completo nelle sezioni della domanda telematica. Il bando chiarisce che non saranno prese in considerazione dichiarazioni generiche o incomplete e che il curriculum non deve essere allegato.
Prima dell’invio definitivo è quindi opportuno verificare con attenzione esperienze lavorative, periodi non computabili, titoli di studio e dati inseriti. In caso di errore, la domanda può essere riaperta e modificata, ma sarà presa in considerazione solo l’ultima candidatura trasmessa correttamente entro la scadenza.
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