Expat in Italia: Michele Ambrogio di ILF semplifica il diritto per chi arriva da lontano

Intervista a Michele Ambrogio, fondatore di ILF Law Firm: diritto, burocrazia, cittadinanza e servizi legali per expat in Italia.

Redazione 04/06/26
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Michele Ambrogio è un avvocato italiano di base a Firenze, un professionista del diritto con una visione internazionale, maturata attraverso un percorso accademico ed esperienze negli Stati Uniti e in Sud America. Il suo itinerario professionale, attraversando contesti giuridici differenti, gli ha permesso di sviluppare una profonda comprensione del funzionamento dei sistemi legali.
Da questa consapevolezza è nata l’ispirazione per creare ILF Law Firm – un portale con oltre quindici anni di storia alle spalle, dedicata a rendere più comprensibile il complesso universo legale italiano a imprenditori, expat o semplici cittadini stranieri interessati a spostarsi o comprare una seconda casa in Italia. Combinando competenze giuridiche tradizionali e soluzioni digitali moderne, Michele Ambrogio punta a costruire ponti tra culture legali diverse e a semplificare i processi per chiunque debba orientarsi nella burocrazia italiana.

Indice

1. Può raccontarci come è iniziato il suo percorso nel mondo del diritto e cosa l’ha attratta inizialmente verso questa professione?


Fin da giovane sono sempre stato affascinato dal rapporto complesso tra giustizia, storia e società. Crescendo a Firenze, ero colpito dal vedere quante persone provenienti dall’estero scegliessero la città come propria casa, portando con sé sfide, prospettive ed esigenze diverse nel tentativo di integrarsi nella società italiana. Durante gli studi in giurisprudenza, ho osservato da vicino le difficoltà specifiche che ciascun individuo incontrava con la burocrazia, i procedimenti legali e, più in generale, con le complessità legate all’adattamento a un nuovo contesto culturale.
Questa osservazione mi ha portato a concentrarmi sugli aspetti più pratici del diritto e ad approfondire ulteriormente i sistemi giuridici internazionali in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America. Ho capito che equità e giustizia sono valori universali, ma che il modo in cui vengono applicati può cambiare profondamente a seconda del contesto locale. Questa consapevolezza è diventata una delle forze che guidato la mia carriera.

2. In che modo le sue esperienze internazionali hanno influenzato il suo approccio alla professione legale in Italia?


Negli Stati Uniti sono entrato in contatto con un ambiente giuridico dinamico e veloce, fortemente orientato all’innovazione, alla trasparenza e all’efficienza. Era un contrasto evidente rispetto al quadro più tradizionale e talvolta rigido del sistema italiano. Il Sud America, invece, mi ha insegnato la capacità di adattamento di fronte a scenari politici e giuridici mutevoli.
Oggi utilizzo questa prospettiva per offrire un approccio più completo, capace di rispettare le radicate tradizioni giuridiche italiane e, allo stesso tempo, di adottare pratiche efficienti a vantaggio dei clienti, in particolare degli expatriates che devono muoversi in un territorio per loro poco familiare.

3. Cosa l’ha portata a specializzarsi nel diritto italiano in chiave internazionale, con particolare attenzione alle persone di lingua inglese?


La decisione di specializzarmi in questo settore è maturata dopo il 2000, in un momento in cui le persone iniziavano a spostarsi e trasferirsi con una frequenza sempre maggiore. In questo nuovo scenario, questioni come i diritti di proprietà, le controversie contrattuali e la conformità normativa attraversano spesso più giurisdizioni.
In ILF Law Firm parliamo fluentemente inglese e spagnolo e conosciamo a fondo diversi contesti regionali, il che ci consente di offrire consulenze mirate a una clientela più ampia. Riconoscendo la varietà di esigenze culturali del nostro pubblico internazionale, abbiamo fatto in modo che fin dall’inizio il sito fosse tradotto anche in arabo, russo e cinese, rendendo il sistema legale italiano più accessibile e adattabile agli stranieri, in particolare a chi proviene da Paesi di lingua inglese.

4. Quando ha iniziato a prendere forma l’idea di Italylawfirms.com e quale ne è stata la motivazione principale?


L’idea di Italylawfirms.com è nata in me quasi vent’anni fa. Era l’inizio dell’era del web semantico così come la conosciamo oggi. Le informazioni legali provenienti da fonti autorevoli cominciavano a comparire online, ma non esisteva ancora qualcosa di realmente strutturato per il contesto italiano. Immaginai ILF come un ponte digitale, una piattaforma in grado non solo di offrire accesso semplice a consulenze legali qualificate, ma anche risorse utili.

5. Può approfondire le prime sfide incontrate nel lancio di ILF e il modo in cui le avete superate?


Mi resi conto da subito che, per aiutare davvero gli expat, la piattaforma doveva essere non solo accurata e affidabile, ma anche accessibile a chi aveva poca o nessuna familiarità con il diritto.
Questo ha significato investire molto in un design semplice da utilizzare e in contenuti chiari, sintetici e comprensibili. Inoltre, costruire una rete di professionisti legali affidabili ha richiesto un importante lavoro di relazione e collaborazione.
Superare queste difficoltà ha richiesto l’ascolto costante dei feedback degli utenti, la capacità di perfezionare costantemente la piattaforma dal punto di vista dello stack tecnologico adottato.

6. In che modo ILF risponde concretamente alle esigenze e alle preoccupazioni della comunità expat in Italia?


ILF è stato progettato mettendo al centro la comunità internazionale in Italia. Affrontiamo, per esempio, temi come i permessi di soggiorno, le norme sulla proprietà immobiliare e la regolamentazione delle attività d’impresa, spiegandoli in modo da rendere il processo più chiaro e meno intimidatorio. Inoltre, forniamo aggiornamenti periodici sui cambiamenti normativi e organizziamo call e piccoli webinar interattivi in cui gli utenti possono porre domande direttamente agli esperti.

7. In una città rinomata per il suo patrimonio culturale come Firenze, come riesce a bilanciare il rispetto della tradizione con la ricerca dell’innovazione legale?


Firenze è una città che custodisce con orgoglio il proprio passato, ma è anche un luogo vivo, aperto alle idee moderne e all’innovazione. Oggi, ci stiamo espandendo direttamente oltre il capoluogo toscano: abbiamo un ufficio a Roma (via Sardegna, 29), a Viareggio (via Trieste, 24) e nuove filiali apriranno presto a Termoli e Milano.

8. Può raccontare un caso reale in cui la sua esperienza internazionale ha fatto una differenza concreta per un cliente expat?


Uno dei casi più significativi è stato una recente causa davanti al Tribunale di Napoli, in materia di cittadinanza italiana iure sanguinis. Assistevamo un gruppo di clienti nati all’estero, discendenti da un avo italiano, che da tempo cercavano di ottenere un appuntamento consolare attraverso il portale ufficiale Prenot@Mi. Il problema era molto concreto e purtroppo comune a migliaia di expat e discendenti italiani nel mondo: il sistema non permetteva materialmente di prenotare, nonostante ripetuti tentativi documentati.
La differenza l’ha fatta proprio l’approccio internazionale al caso. Non ci siamo limitati a trattarlo come una pratica amministrativa italiana, ma abbiamo ricostruito l’intero percorso dei clienti nel loro Paese di residenza, raccogliendo screenshot, email inviate al Consolato di Chicago e prove concrete dei tentativi di prenotazione già effettuati prima dell’entrata in vigore del Decreto Tajani, la nuova normativa più restrittiva.
Il 18 maggio 2026 Tribunale di Napoli ha riconosciuto che quei tentativi documentati costituivano un vero avvio della procedura prima della scadenza prevista dalla riforma. Questo ha consentito ai clienti di essere giudicati secondo la normativa precedente, più favorevole, ottenendo il riconoscimento della cittadinanza italiana. 

9. Quali sono alcuni degli errori legali più comuni che i nuovi arrivati in Italia, e in particolare a Firenze dovrebbero evitare?


Chi arriva a Firenze incontra spesso alcune difficoltà ricorrenti, dovute soprattutto a una comprensione incompleta delle norme locali legate ai permessi di costruzione, e alle procedure burocratiche per ottenere permessi. Tra queste vi sono la sottovalutazione dei tempi necessari per completare i processi amministrativi, l’interpretazione errata degli obblighi contrattuali e la mancata attenzione alla documentazione corretta, soprattutto nelle transazioni immobiliari e nelle questioni legate alle attività d’impresa.

10. Quali nuove iniziative o funzionalità sta pianificando ILF per supportare ulteriormente gli expat nel muoversi nel panorama legale italiano?


Stiamo evolvendo costantemente ILF per servire meglio la nostra comunità. Da pochi mesi abbiamo lanciato la nuova versione del nostro portale Fiscalcodeitaly.it, dedicato all’ottenimento del codice fiscale italiano.
Stiamo inoltre ampliando la nostra rete di professionisti legali, includendo esperti provenienti da diversi contesti giuridici internazionali. Tutte queste iniziative mirano a creare un’esperienza più fluida, interattiva e semplice da usare, affinché gli expat abbiano a portata di mano tutti gli strumenti necessari.

11. Può raccontare una storia di successo in cui ILF ha avuto un impatto significativo sulla vita di una persona, in particolare di un expat alle prese con difficoltà legali?


Una storia di successo che ricordo con particolare chiarezza riguarda un giovane imprenditore statunitense intenzionato a lanciare la propria startup tecnologica in Italia, ma completamente sopraffatto dagli adempimenti legali e burocratici.
Doveva affrontare numerose difficoltà, dall’ottenimento dei permessi alla comprensione delle norme locali per le attività d’impresa. Attraverso ILF è stato messo in contatto con un team di esperti legali che lo ha guidato passo dopo passo, spiegandogli le sfumature del diritto italiano in modo comprensibile e facilitando anche il collegamento con reti imprenditoriali locali.
Con il nostro supporto è riuscito a superare le complessità, ottenere le autorizzazioni necessarie e avviare con successo la sua azienda. Questa esperienza ha trasformato la sua vita e ha confermato l’importanza di un supporto legale accessibile e trasparente per gli expat che vogliono realizzarsi in Italia.

12. Perché ritiene che l’educazione e l’alfabetizzazione legale siano così importanti per la comunità expat, e in che modo ILF contribuisce a questo obiettivo?


L’educazione legale è una forma di emancipazione. Per gli expat, una buona comprensione del diritto italiano può fare la differenza tra una scelta consapevole e un errore costoso.
Molti nuovi arrivati si sentono intimiditi dal linguaggio giuridico e dalle procedure complesse, con il rischio di cadere nella confusione o in una posizione di vulnerabilità. ILF svolge un ruolo importante nel rendere questi processi più comprensibili, offrendo risorse chiare, accessibili e consigli pratici.
La nostra piattaforma contiene contenuti educativi come articoli, video tutorial e guide interattive, pensati per spiegare i concetti legali in modo semplice e immediato. Rafforzando l’alfabetizzazione legale, aiutiamo gli expat a prendere decisioni informate, tutelare i propri diritti e interagire con maggiore sicurezza con il sistema giuridico italiano.
Questo approccio proattivo non avvantaggia solo i singoli individui, ma contribuisce anche a creare una comunità più informata e resiliente.

13. Guardando avanti, qual è la sua visione finale per ILF Law Firm e per la cooperazione legale internazionale in Italia?


Negli ultimi mesi stiamo stringendo importanti accordi di collaborazione con realtà importanti, sia in Italia che all’estero.  Immagino ILF non solo come una piattaforma per accedere a servizi legali, ma come una comunità viva in cui le idee possano circolare e la cooperazione giuridica diventi la norma.

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