Dopo una lunga attesa, è stato pubblicato il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026 che aggiorna la disciplina operativa della composizione negoziata della crisi d’impresa, recependo le novità introdotte dal D.Lgs. n. 136/2024, il cosiddetto correttivo-ter del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il provvedimento interviene sul documento operativo che disciplina il funzionamento della piattaforma telematica, il test pratico per la verifica della perseguibilità del risanamento, la check list per la redazione dei piani e il protocollo di conduzione della composizione negoziata. Si tratta di un aggiornamento particolarmente rilevante per professionisti, esperti indipendenti, imprese e tribunali, poiché fornisce indicazioni operative destinate a incidere concretamente sulle future procedure di risanamento. Per approfondire l’argomento, consigliamo il volume Composizione negoziata della crisi – Guida pratica per l’esperto con casistica giurisprudenziale, modelli, strumenti e prassi applicativa, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon. Abbiamo anche organizzato il corso Composizione negoziata: come gestire le garanzie MCC e ottenere nuova finanza.
Indice
- 1. La vera novità: la nuova sezione dedicata agli strumenti di regolazione della crisi
- 2. Check list e test pratico diventano strumenti centrali del risanamento
- 3. Un ruolo più incisivo per l’esperto della composizione negoziata
- 4. Cessione d’azienda e finanziamenti: più regole e maggiore trasparenza
- 5. FAQ – Domande frequenti sul nuovo decreto della composizione negoziata
- Formazione per professionisti
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1. La vera novità: la nuova sezione dedicata agli strumenti di regolazione della crisi
L’innovazione più significativa del decreto è rappresentata dall’introduzione della nuova Sezione II-bis, dedicata alle specificità dei piani nell’ambito degli strumenti di regolazione della crisi e al tema del valore riservato ai soci.
Per la prima volta vengono fornite indicazioni sistematiche sulla costruzione dei piani destinati a supportare concordati preventivi, accordi di ristrutturazione e altri strumenti previsti dal Codice della crisi. Particolare attenzione è riservata alla determinazione del valore riservato ai soci nel concordato in continuità aziendale, tema che ha assunto un ruolo centrale dopo le modifiche introdotte dal correttivo-ter.
Il decreto chiarisce che tale valore deve essere determinato sulla base del valore effettivo dell’impresa, calcolato mediante l’attualizzazione dei flussi finanziari futuri previsti dal piano e tenendo conto anche del rischio di esecuzione del progetto di risanamento. Si tratta di precisazioni destinate a influenzare in modo significativo l’attività degli attestatori e il controllo giudiziale sull’ammissibilità delle proposte concordatarie. Per approfondire l’argomento, consigliamo il volume Composizione negoziata della crisi – Guida pratica per l’esperto con casistica giurisprudenziale, modelli, strumenti e prassi applicativa, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Composizione negoziata della crisi
Quali sono le condizioni di accesso alla composizione negoziata? Che cos’è il test della crisi per il risanamento? Cosa si fa in presenza della richiesta di misure protettive o cautelari? Il presente fascicolo nasce dall’esperienza maturata sul campo come esperti indipendenti, advisor, attestatori e difensori delle imprese, con l’obiettivo di fornire una bussola operativa a imprenditori, avvocati, commercialisti e gestori della crisi, ma anche a coloro che si avvicinano per la prima volta a questo percorso. Il testo accompagna il lettore in tutte le fasi della composizione negoziata, dalla valutazione preliminare di risanabilità all’attuazione delle strategie di ristrutturazione, fino alla gestione delle trattative con i creditori. Una guida concreta e aggiornata attraverso casistica giurisprudenziale, modelli, check list ed “errori da evitare”, e la lettura ragionata del Codice della crisi d’impresa a confronto con la prassi professionale e le decisioni giurisprudenziali più recenti. Monica MandicoAvvocato cassazionista, Founder di Mandico&Partners. Gestore della crisi, curatore, liquidatore e amministratore giudiziario. È presidente di Assoadvisor e coordinatrice della Commissione COA Napoli “Sovraindebitamento ed esdebitazione”. Già componente della Commissione per la nomina degli esperti indipendenti della composizione negoziata presso la CCIAA di Napoli. Esperta in crisi d’impresa e procedure di sovraindebitamento e presidente di enti di promozione sociale. Autrice di numerose pubblicazioni, dirige la Collana “Soluzioni per la gestione del debito” di Maggioli Editore, ed è docente di corsi di alta formazione e master accreditati presso Università e ordini professionali. Pasquale CapaldoAvvocato, specializzato in diritto civile, contrattualistica, crisi d’impresa e diritto bancario. Componente della Commissione COA Napoli “Sovraindebitamento ed esdebitazione”.
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2. Check list e test pratico diventano strumenti centrali del risanamento
Il decreto rafforza il ruolo della check list particolareggiata e del test pratico, che cessano di essere strumenti pensati esclusivamente per la composizione negoziata e assumono una funzione più ampia nell’ambito della pianificazione del risanamento aziendale.
La check list viene configurata come una vera guida metodologica per la predisposizione dei piani, fondata sulle migliori pratiche professionali. Il documento insiste sulla necessità di partire da una situazione contabile aggiornata, individuare con precisione le cause della crisi, elaborare strategie credibili e tradurle in proiezioni economiche e finanziarie coerenti.
Anche il test pratico mantiene una posizione centrale. La verifica si fonda sul rapporto tra il debito da servire e i flussi disponibili per il suo rimborso, consentendo di misurare il grado di difficoltà del percorso di risanamento. Il decreto conferma che, all’aumentare del rapporto tra debito e flussi, cresce la necessità di interventi industriali, finanziari o, nei casi più complessi, di operazioni straordinarie come la cessione dell’azienda o di rami di essa.
3. Un ruolo più incisivo per l’esperto della composizione negoziata
Numerose disposizioni riguardano l’attività dell’esperto indipendente, figura che emerge ulteriormente rafforzata.
L’esperto è chiamato a verificare fin dalle prime fasi la concreta perseguibilità del risanamento, esaminando il test pratico, il progetto di piano e le prospettive di continuità aziendale. Il decreto chiarisce inoltre che la presenza di uno stato di insolvenza non esclude automaticamente l’accesso alla composizione negoziata, purché vi siano realistiche possibilità di superamento della crisi, anche attraverso operazioni di cessione aziendale.
Viene inoltre formalizzata la necessità di programmare l’attività dell’esperto, definendo una pianificazione delle iniziative da svolgere nel corso delle trattative. Allo stesso tempo, il provvedimento disciplina in modo più dettagliato la relazione finale, introducendo un apposito indice standardizzato che mira a uniformare la documentazione conclusiva delle procedure.
4. Cessione d’azienda e finanziamenti: più regole e maggiore trasparenza
Il decreto dedica ampio spazio alle operazioni di cessione dell’azienda e ai finanziamenti funzionali al risanamento.
Per quanto riguarda le cessioni, viene valorizzato il principio di competitività nella selezione dell’acquirente, attraverso procedure trasparenti, raccolta di manifestazioni di interesse e utilizzo della piattaforma telematica come data room. L’obiettivo è garantire il miglior risultato possibile per i creditori e facilitare il rilascio delle autorizzazioni giudiziali previste dal Codice della crisi.
Particolare attenzione è dedicata anche ai finanziamenti prededucibili e alla riattivazione delle linee di credito sospese. Il decreto fornisce criteri operativi che l’esperto dovrà seguire per valutare l’utilità delle nuove risorse finanziarie e la loro compatibilità con l’interesse dei creditori.
Con questo intervento si completa, almeno sul piano operativo, il percorso di adeguamento della composizione negoziata alle novità del correttivo-ter, offrendo agli operatori un quadro più organico e dettagliato per la gestione delle situazioni di crisi e per la costruzione di percorsi di risanamento realmente sostenibili.
5. FAQ – Domande frequenti sul nuovo decreto della composizione negoziata
Qual è la principale novità del decreto attuativo del 2026?
- La novità più rilevante è l’introduzione della nuova Sezione II-bis, dedicata alle specificità dei piani negli strumenti di regolazione della crisi e alla disciplina del valore riservato ai soci nel concordato preventivo in continuità.
Il test pratico serve a verificare se l’impresa è in crisi?
- No. Il decreto chiarisce che il test pratico non ha funzione diagnostica. Lo strumento serve a valutare la ragionevole perseguibilità del risanamento, misurando il rapporto tra il debito da ristrutturare e i flussi disponibili per il suo servizio.
La check list riguarda solo la composizione negoziata?
- No. Dopo le modifiche introdotte dal correttivo-ter, la check list assume una funzione più ampia e può essere utilizzata come riferimento anche per la predisposizione dei piani relativi agli altri strumenti di regolazione della crisi previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
È possibile accedere alla composizione negoziata anche in stato di insolvenza?
- Sì. Il protocollo conferma che l’insolvenza non preclude automaticamente l’accesso alla procedura. Tuttavia, devono sussistere concrete prospettive di risanamento, eventualmente anche attraverso la cessione dell’azienda o di rami aziendali.
Come cambia il ruolo dell’esperto indipendente?
- L’esperto assume un ruolo ancora più centrale. Oltre a verificare le prospettive di risanamento e facilitare le trattative, deve valutare la coerenza del piano, programmare la propria attività e redigere una relazione finale strutturata secondo il nuovo schema previsto dal decreto.
Quali indicazioni fornisce il decreto sulla cessione d’azienda?
- Il provvedimento valorizza il principio di competitività, raccomandando procedure trasparenti, raccolta di manifestazioni di interesse e selezione dell’acquirente attraverso meccanismi idonei a garantire il miglior risultato per i creditori.
Quando entra in vigore il decreto?
- Il decreto dirigenziale è stato adottato il 23 aprile 2026 e pubblicato nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia n. 10 del 31 maggio 2026, diventando il nuovo riferimento operativo per la composizione negoziata della crisi d’impresa.
Formazione per professionisti
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