Decreto legislativo 28/2026: tutte le novità per i mercati finanziari

Decreto legislativo 28/2026: aggiornato il TUF. Nuove regole su mercati finanziari, green bond europei, ESAP e vigilanza Consob.

Lorena Papini 06/03/26
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Il decreto legislativo 9 febbraio 2026, n. 28 aggiorna il Testo unico della finanza (TUF) per adeguare l’ordinamento italiano a una serie di recenti regolamenti e direttive dell’Unione europea in materia di mercati dei capitali. Il provvedimento interviene su diversi ambiti della disciplina finanziaria, tra cui depositari centrali di titoli, controparti centrali, trasparenza dei mercati, obbligazioni verdi europee e diffusione delle informazioni finanziarie.
L’intervento normativo si inserisce nel processo di integrazione del mercato dei capitali europeo e mira a rafforzare la stabilità del sistema finanziario, migliorare la qualità dei dati di mercato e favorire una maggiore trasparenza per investitori e operatori professionali. Per banche, intermediari finanziari, società quotate, gestori di mercati e consulenti legali, il decreto introduce diversi aggiornamenti operativi che incidono sulla vigilanza, sugli obblighi informativi e sulla gestione delle negoziazioni.
Consigliamo per approfondire anche: Imprese, mercati e intermediari finanziari nella Legge di Bilancio 2026: regole, incentivi e vigilanza.

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Indice

1. Depositari centrali di titoli: rafforzata la vigilanza


Una prima parte del decreto adegua il TUF alle modifiche del regolamento europeo sui depositari centrali di titoli (CSD), infrastrutture che gestiscono la custodia e il regolamento delle operazioni su strumenti finanziari.
Le nuove disposizioni rafforzano la cooperazione tra Consob e Banca d’Italia, che condividono compiti di vigilanza e scambio di informazioni con le autorità europee. Vengono inoltre aggiornate le norme relative alla valutazione delle partecipazioni qualificate nei depositari centrali, prevedendo specifiche verifiche sulle acquisizioni rilevanti nel capitale di tali infrastrutture.
Il decreto disciplina anche il funzionamento dei collegi di autorità di vigilanza, strumenti utilizzati per coordinare le attività di supervisione a livello europeo nei confronti dei depositari centrali operanti in più Stati membri. Volume consigliato per approfondire: Cessione del credito bancario deteriorato e tutela del debitore, disponibile su Shop Maggioli e Amazon.

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La pluralità di cessioni in blocco ex art. 58 T.U.B. dei crediti bancari è diventato il sistema di gestione dei crediti NPL (Non-Performing Loans) e degli UTP (Unlikely To Pay) da parte delle banche che da anni – in luogo della gestione interna – preferiscono cedere a società terze massimizzando la perdita economica, al fine di effettuare la pulizia dei propri bilanci con risparmio dei costi di gestione e con notevoli benefici fiscali.Tali società acquistano i crediti di difficile esazione, assumendosi i rischi del recupero.L’attuale instabilità e incertezza, economica e finanziaria, ha riportato il tema dei Non-Performing Loans al centro delle attenzioni e discussioni anche sul fronte istituzionale.Il presente Fascicolo, passando per un inquadramento normativo complessivo della materia della gestione dei crediti bancari inesigibili, disvela le criticità e le opacità che emergono in merito alle operazioni di cessione dei crediti, alle modalità del recupero del credito, alla gestione degli stessi, per poi focalizzarsi, nell’ambito tecnico-processuale, sul profilo probatorio e sulle questioni, tanto dibattute in giurisprudenza, afferenti alle legittimazioni sulle cartolarizzazioni di chi ha ceduto e di chi ha acquistato il credito deteriorato e/o inesigibile.Monica MandicoAvvocato Cassazionista di Mandico & Partners, del Foro di Napoli. Ha svolto incarichi di docenza in numerosi corsi di formazione ed è legale accreditato presso Enti no profit e Onlus. È componente della Commissione per la nomina di Esperto Negoziatore presso la C.C.I.A.A. di Napoli. Autrice di libri su diritto bancario e finanziario, sovraindebitamento e GDPR.

 

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2. Controparti centrali: nuove regole per la compensazione


Il provvedimento introduce modifiche anche alla disciplina delle controparti centrali (CCP), adeguando l’ordinamento nazionale alle recenti modifiche del regolamento europeo EMIR.
Le controparti centrali svolgono una funzione essenziale nella compensazione delle operazioni finanziarie, assumendo il ruolo di intermediario tra le parti nelle transazioni. Le nuove norme sono finalizzate a rafforzare la resilienza del sistema europeo di clearing e a ridurre l’esposizione verso controparti centrali situate in paesi terzi.
Il decreto chiarisce inoltre le competenze delle autorità nazionali:

  • Consob vigila sugli obblighi degli operatori che partecipano alle controparti centrali;
  • Banca d’Italia interviene per gli aspetti legati alla stabilità finanziaria e alle infrastrutture di mercato.

3. Mercati finanziari: più trasparenza e qualità dei dati


Una parte rilevante del decreto riguarda l’adeguamento della normativa italiana alle modifiche della disciplina europea MiFID II e MiFIR.
Le nuove disposizioni puntano a migliorare la trasparenza e la qualità dei dati di negoziazione, introducendo requisiti specifici per le sedi di negoziazione in materia di pubblicazione delle informazioni di mercato.
Tra le principali novità operative:

  • obblighi per i gestori dei mercati di garantire la qualità dei dati di trading;
  • nuove regole per la sospensione o limitazione delle negoziazioni in presenza di forti oscillazioni dei prezzi;
  • maggiori poteri di intervento per Consob e Banca d’Italia in caso di condizioni di mercato anomale.

Il decreto interviene anche sulla disciplina degli internalizzatori sistematici, ossia le imprese di investimento che eseguono ordini dei clienti al di fuori dei mercati regolamentati.

4. Derivati su merci e quote di emissione


Un ulteriore intervento riguarda il monitoraggio delle posizioni in derivati su merci e derivati sulle quote di emissione.
I gestori delle sedi di negoziazione devono adottare sistemi di controllo che consentano di verificare l’entità e la finalità delle posizioni detenute dagli operatori. Sono inoltre previsti obblighi di report periodici sulle posizioni aggregate, con l’obiettivo di prevenire manipolazioni del mercato e rischi sistemici.
Queste misure rafforzano gli strumenti di vigilanza sul mercato dei derivati collegati alle materie prime e al sistema europeo di scambio delle emissioni.

5. Obbligazioni verdi europee: introdotta la disciplina EuGB


Il decreto introduce nel TUF la disciplina relativa alle European Green Bonds (EuGB), prevista dal regolamento europeo sulle obbligazioni verdi europee.
La normativa stabilisce criteri uniformi per l’utilizzo della denominazione “obbligazione verde europea”, riservata ai titoli destinati al finanziamento di progetti con impatto ambientale positivo.
La Consob è individuata come autorità nazionale competente per la vigilanza sul rispetto della disciplina. Il decreto prevede inoltre sanzioni amministrative nei confronti degli operatori che violano le disposizioni europee o utilizzano in modo improprio la denominazione di obbligazione verde.
L’introduzione delle EuGB rappresenta un passo rilevante nello sviluppo del mercato europeo della finanza sostenibile.

6. ESAP: accesso europeo ai dati finanziari


Il decreto recepisce anche la direttiva europea relativa all’istituzione dell’European Single Access Point (ESAP), una piattaforma che consentirà di accedere in modo centralizzato alle informazioni pubbliche sui mercati finanziari e sulle imprese.
Gli emittenti dovranno trasmettere le informazioni regolamentate in formato digitale strutturato e corredato di metadati, in modo da renderle accessibili tramite la nuova infrastruttura europea.
Per imprese, investitori e professionisti del settore, ESAP rappresenterà uno strumento destinato a migliorare l’accessibilità e la comparabilità dei dati finanziari e di sostenibilità a livello europeo.

7. Trasparenza fiscale delle imprese multinazionali


Infine, il decreto introduce alcune modifiche alla disciplina relativa alla comunicazione delle informazioni sull’imposta sul reddito da parte delle imprese multinazionali.
In particolare vengono ridefiniti alcuni obblighi dei revisori legali, che dovranno verificare l’eventuale sussistenza dell’obbligo di pubblicazione delle informazioni fiscali e attestare la corretta predisposizione della relativa comunicazione da parte delle imprese.

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