Voucher, ultime notizie: potranno usarli solo le famiglie?

Voucher, ultime notizie: potranno usarli solo le famiglie?

di Redazione

Riportiamo di seguito un abstract dell'articolo, che può essere letto integralmente su Leggi Oggi a questo indirizzo

Versione PDF del documento

Ancora un’importante novità che riguarda i tanto discussi voucher lavoro: i buoni dovranno essere usati solo dalle famiglie per pagare le prestazioni occasionali, e non più dalle imprese. Questa la proposta del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che se attuata risponderebbe a molte delle critiche sull’abuso dei voucher e sui diritti dei lavoratori.
La forte limitazione all’uso dei voucher proposta da Poletti potrebbe porre fine definitivamente al referendum per l’abolizione dei buoni. Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le principali novità.
La proposta: voucher solo per le famiglie, non per le imprese
La proposta allo studio del Governo, e annunciata da Poletti, cambierebbe completamente l’utilizzo dei voucher. Nelle parole del Ministro, i voucher dovranno essere usati “dalle famiglie per i piccoli lavori” e non dalle imprese, che invece “hanno i contratti”. E non dovrebbero quindi ricorrere ai buoni.
Nella pratica, questo vuol dire che secondo le modifiche allo studio del Governo i voucher dovranno essere utilizzati a partire da quest’anno per pagare colf, badanti e altri professionisti che svolgono piccoli lavori in casa. Aziende e imprese, invece, che soprattutto nel corso del 2016 hanno in gran parte abusato dei buoni per retribuire quelle che di fatto erano prestazioni da lavoro dipendente, non li potranno più usare.
Si tornerebbe di fatto, dunque, alle caratteristiche originarie dei voucher lavoro, che sono stati introdotti nel 2003 solo per regolarizzare quelle attività lavorative del tutto occasionali e marginali.
Speciale Jobs Act
Le eccezioni per artigiani e imprese agricole
Sono già allo studio, però, due eccezioni.
La prima riguarda le imprese agricole, che potrebbero utilizzare i voucher anche in futuro ma solo per pagare studenti universitari e pensionati per le attività di tipo stagionale. Un caso quindi, per l’appunto, marginale. La seconda, ancora in via di definizione, riguarderebbe invece le aziende senza dipendenti, e quindi in pratica gli artigiani, a cui sarebbe similmente permesso di continuare a usare i voucher per la retribuzione.
In ogni caso, le proposte di modifica di Poletti saranno presentate ufficialmente il 9 marzo, giorno di incontro con i Sindacati.

Leggi anche: Voucher lavoro: quali novità per il 2017?

Il referendum per l’abolizione dei voucher
Le proposte del Governo, come accennato, rispondono alla pioggia di critiche da parte di lavoratori e Sindacati e mirano a evitare il referendum per l’abolizione dei buoni.
L’11 gennaio scorso, ricordiamo, la Corte Costituzionale ha ritenuto infatti legittimo il quesito referendario sull’abolizione dei voucher, sostenuto in particolare dalla Cgil. La Consulta ha stabilito che l’uso dei buoni deve essere limitato “a particolari categorie di prestatori” e “a specifiche attività accessorie”.
Se le modifiche suggerite da Poletti dovessero trovare effettiva attuazione, il referendum stenterebbe a raggiungere il quorum e quindi i voucher – nella loro nuova forma limitata – resterebbero in vigore. La Cgil per ora sembra gradire la proposta. Per l’ufficialità si dovrà aspettare il 9 marzo.
Volume consigliato:

Previdenza 2017
Gabriele Bonati – Pietro Gremini, 2017, Maggioli Editore
Il volume rappresenta un vero e proprio instant book, che ha l’obiettivo di offrire un quadro generale e di immediata intuitività circa le ultime novità intervenute nel sistema previdenziale italiano, oggetto di numerosi provvedimenti, di cui…

28,00 € 23,80 € Acquista

su www.maggiolieditore.it

Diventa autore di Diritto.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it

Ricevi tutte le novità di Diritto della settimana 
in una pratica email  direttamente nella tua casella di posta elettronica!

Non abbandonare Diritto.it
senza iscriverti alla newsletter!