Violazione del codice della strada e sanzioni amministrative: inderogabilità dell’invito dell’autorità a esibire documenti in originale

Violazione del codice della strada e sanzioni amministrative: inderogabilità dell’invito dell’autorità a esibire documenti in originale

di Milizia Giulia, Dott.ssa

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Recentemente la Suprema Corte, con le sue ultime e costanti decisioni, ha, de facto, novellato la disciplina delle sanzioni amministrative relative a violazioni del codice della strada (v. ex multis G. Milizia Circolazione stradale e mancata indicazione dell’accertamento tramite Autovelox: la sanzione è nulla, Cass. civ. sez.II n.7419/09; “Multe, il ricorso al prefetto contro il verbale “stoppa” l’esecuzione della cartella esattoriale” Cass. civ. sez.II. n.26173/09 entrambe  in www.dirittoegiustizia, ed.Giuffrè rispettivamente negli arretrati del 23/05/09  e del 12/01/10; Cass. civ. sez. II. n.1303/09).

Tutte queste sentenze sono favorevoli al cittadino, perciò è particolarmente interessante la Cass. civ. sez. II n. 23085 del 30/09/09, depositata lo scorso 30 ottobre, è un unicum in questo panorama giurisprudenziale perché, in controtendenza con l’orientamento appena descritto, per la prima volta, accoglie le richieste della P.A.

Il caso: dal testo non è agevole ricostruire i fatti né dedurre su quale titolo si fondi l’elevata multa, ma si desume che l’autorità aveva invitato l’automobilista a produrre in originale “il certificato di idoneità tecnica […] per verificare le vicende tecniche e giuridiche successive all’immatricolazione e la possibilità di avere trasportati a bordo […]”.

L’utente non aveva ottemperato a questa richiesta, limitandosi a depositarne una copia, poiché sosteneva che il combinato disposto degli artt. 97, 170, 180 e 226 CDS non imponesse alcun dovere di consegnare la documentazione richiesta in originale, essendo sufficiente ad assolvere a tale onere la produzione della medesima tramite copia fotostatica. In prime cure l’adito GDP accoglieva il suo ricorso concordando con questa tesi difensiva.

La Cassazione, però, come appena esplicato, ha ribaltato questa decisione enunciando un nuovo principio di diritto in base al quale “l’ordine di esibizione di un documento in originale, anziché in fotocopia”, da parte della P.A. “non ammette deroghe e non può essere eluso contrapponendo la tesi della sua non obbligatorietà, in contrasto con l’espressa previsione normativa e con la stessa esibizione in fotocopia, da cui deriva la necessità della verifica della conformità all’originale”.

In limine si ricordi che la Corte (Cass. civ. sez. II n. 1903/09 in www.dirittoegiustizia.it, ed. Giuffrè, negli arretrati del 09/05/09) aveva già enunciato una massima simile a quella in esame sulle modalità di esecuzione della perizia grafologia su un testamento olografo (valida anche per le altre analoghe procedure), sancendo che dovesse essere effettuata esclusivamente sul documento originale e non su copie fotostatiche o riprodotte con le più moderne tecnologie.

Per tutte queste motivazioni la Cassazione ha accolto il gravame del Comune, rigettando l’originaria opposizione.

 

      Giulia Milizia

 

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Milizia Giulia

Autrice per riviste giuridiche di fama nazionale ed internazionale. Ha completato la sua formazione con corsi di specializzazione in mediazione civile ex Dlgs 28/10  e relativi aggiornamenti ex DM 145/11, corsi sulla tutela della privacy, sul diritto societario e fallimentare, sulle nuove frontiere del web e sulle relative implicazioni giuridiche, sulle politiche familiari in Italia ed in Europa, sulla tutela del lavoratore e sulla sicurezza sul lavoro, sulla contrattualistica, sul diritto bancario e per l’esercizio della professione di amministratore di condomini. Le sue aree d'interesse sono la tutela della privacy, della proprietà intellettuale, pari opportunità, diritto internazionale, diritto del lavoro e previdenziale, diritto amministrativo, processo telematico e diritto legali all'informatizzazione della società, RCA, diritto condominiale, malpratice. Ho all'attivo oltre 1000 pubblicazioni riprese dai più importanti luminari del diritto nelle loro opere, monografie e portali giuridici.


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