Un Comitato per le politiche urbane

Un Comitato per le politiche urbane

Redazione

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Avrà il compito di coordinare le politiche urbane delle amministrazioni centrali e concertarle con le regioni e con le autonomie locali. Lo prevede un emendamento al d.l. sviluppo. Accorpati dismissioni e spending review

 

di Fortunato Laurendi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Nascerà a Palazzo Chigi un comitato interministeriale per le politiche urbane. Lo prevede un emendamento al decreto Crescita (n. 83 del 2012) approvato dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera. Il nuovo organo, guidato dal presidente del Consiglio, avrà il compito di coordinare le politiche urbane delle amministrazioni centrali e “concertarle con le Regioni e con le autonomie locali, nella prospettiva della crescita, dell’inclusione sociale e della coesione territoriale”. Tra le altre novità, la norma secondo cui sarà garantita una remunerazione per i servizi di flessibilità energetica, assicurati dagli impianti di produzione abilitati (tra cui quelli a ciclo combinato a gas). Le modalità per selezionare e remunerare i servizi di flessibilità – necessari perché le fonti rinnovabili non assicurano la programmabilità – saranno definite dall’Authority per l’energia entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge sviluppo. Via libera inoltre alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e di efficientamento energetico. L’articolo 11 del decreto e’ stato approvato senza modifiche poiche’ sono stati respinti tutti gli emendamenti. La misura prevede che la detrazione per le ristrutturazioni edilizie passi dall’attuale 36% al 50% fino al 30 giugno 2013 mentre quella per le spese di riqualificazione energetica scenda dall’attuale 55% al 50%, anche in questo caso fino al 30 giugno 2013. Slittato invece il voto sull’emendamento che chiude l’emergenza per il terremoto in Abruzzo e istituisce una struttura permanente per la ricostruzione dei territori colpiti in futuro. La Lega ha puntato i piedi e avviato un ostruzionismo con interventi a catena. Il Carroccio chiede che le commissioni discutano anche “i problemi che riguardano le zone terremotate del Nord” e contestano i pareri negativi dati da esecutivo e relatori alle proposte presentate sul sisma in Emilia. L’unico subemendamento approvato dalle commissioni sul terremoto in Abruzzo riguarda le risorse residue: con la fine dell’emergenza e il passaggio alla gestione ordinaria per la ricostruzione, le somme passeranno ai sindaci e saranno escluse dal patto di stabilità interno. L’obiettivo è di chiudere il provvedimento entro oggi ma l’ostruzionismo della Lega potrebbe far diventare più difficile il proposito di governo e maggioranza. Intanto il governo ha espresso la volontà di accorpare il decreto dismissioni al decreto spending review. Lo ha annunciato nell’Aula del Senato, il presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani. Il governo, durante la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, ha espresso l’intenzione di presentare un “emendamento – ha spiegato Schifani – che consenta di accorpare il decreto legge sulla spending review con il decreto sulle dismissioni”. La spending review comunque sarà all’esame dell’Aula per circa 24 ore visto che il governo porrà la questione di fiducia. La conferenza dei capigruppo del Senato ha inserito il provvedimento in calendario giovedì prossimo, 26 luglio. A contestare l’ordine del giorno il Pd e l’Idv che hanno chiesto di eliminare dal calendario le riforme costituzionali, cui l’Aula dovrebbe dedicare i primi tre giorni della prossima settimana, e fare una discussione più ampia sulla spending review. Tornando alle dismissioni, le commissioni hanno esaminato gli emendamenti sino all’articolo 3 e approvato poche proposte di modifica. Tra queste ci sono lo slittamento dell’accorpamento delle Agenzie fiscali al primo dicembre e una disposizione che impone al ministero dell’economia di emanare entro 60 giorni dall’esercizio dell’opzione l’emanazione del decreto sul valore definitivo dei trasferimenti, per le acquisizioni da parte di Cassa depositi e prestiti di Simest, Sace e Fintecna.

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