Translatio iudicii e processo amministrativo (Cons. di Stato N.940)

Translatio iudicii e processo amministrativo (Cons. di Stato N.940)

Iride Pagano

Qui la sentenza: Translatio iudicii e processo amministrativo (Cons. di Stato N.940)

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A seguito della decisione della Corte Costituzionale n. 77/2007, con la quale è stata dichiarata la illegittimità costituzionale dell’art. 30 della legge n. 1034/1971 , nella parte in cui non prevedeva che gli effetti, sostanziali e processuali, prodotti dalla domanda proposta a Giudice privo di giurisdizione, si conservino, a seguito di declinatoria di giurisdizione, nel processo proseguito davanti al Giudice munito di giurisdizione, il legislatore ha introdotto, all’art.59 della l. n.69/2009, il principio della translatio iudicii , allo scopo di evitare che le parti incorrano in preclusioni e decadenze, a causa delle incertezze nell’individuazione del Giudice fornito di giurisdizione.

Detto principio comporta che, ai fini del rispetto del termine per ricorrere, la domanda,inizialmente proposta erroneamente davanti al Giudice civile, si intende proposta davanti al Giudice amministrativo.

Con la sentenza breve che segue, riguardante l’approvazione di atti e della graduatoria formulata a seguito di concorso interno nella Pubblica Amministrazione, la III Sezione del Consiglio di Stato, fornendo una interpretazione dell’art.11 c.p.a., comma 2, ha precisato che, in materia, affinchè si abbia l’ utile effetto derivante dal principio della translatio iudicii, occorre che il ricorso innanzi al Giudice del lavoro sia stato introdotto entro lo stesso termine di decadenza previsto per il ricorso al Giudice amministrativo, vertendosi in tema di interesse legittimo.

Viene rilevato nella decisione che l’ordinamento non ammette la possibilità di azionare una pretesa, a tutela di un interesse legittimo, “ad libitum” dell’interessato, al quale non viene riconosciuta la facoltà di impugnare provvedimenti amministrativi in un arco di tempo superiore a quello dei 60 giorni dalla conoscenza degli stessi, aggirando,così, i termini decadenziali prescritti per la celerità del processo amministrativo e la rapida definizione e certezza dei rapporti fra il dipendente e la P.A..

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