Tirocinio avvocati, nel 2017 gratis e senza borsa di studio

Tirocinio avvocati, gratis e senza borsa di studio

Redazione

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Ancora cattive notizie per gli aspiranti avvocati che devono svolgere 18 mesi di tirocinio prima di poter sostenere l’esame di abilitazione forense: i tirocinanti non solo non sono pagati, ma in molti casi devono rinunciare anche alla borsa di studio. Quest’anno, infatti, ben 1.300 dei 4.000 giovani che hanno svolto il tirocinio presso gli uffici giudiziari non riceveranno alcuna forma di compenso o di rimborso spese.

Una situazione che, purtroppo, sta diventando abituale per tutti i ragazzi che svolgono il praticantato per diventare avvocati. Ma vediamo a che tipo di compenso potrebbero avere diritto i tirocinanti.

 

Tirocini in tribunale, niente rimborso per un volontario su tre

Dei 4.000 giovani laureati in Giurisprudenza che hanno svolto un tirocinio presso un tribunale nel 2016, dunque, ben 1.300 dovranno rinunciare alla borsa di studio promessa. È quanto i tirocinanti hanno scoperto pochi giorni fa, con la pubblicazione delle graduatorie ufficiali basate sull’indice Isee: ci sono fondi solo per i primi due terzi dei volontari in lista, tutti gli altri non riceveranno un euro.

Di stipendio vero e proprio per il lavoro svolto, a dir la verità, non si era mai parlato: il “decreto del fare” del 2013, che ha introdotto la possibilità per i giovani laureati di svolgere il tirocinio presso gli uffici giudiziari, parlava solo di una borsa di studio di 400 euro mensili. Tale borsa è subordinata, secondo il decreto, a indici Isee ricalcolati ogni anno. Questo ha fatto sì, nella pratica, che l’anno scorso il rimborso sia stato garantito a tutti i partecipanti, quest’anno solo a due laureati su tre.

 

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Tirocinio solo per i laureati più meritevoli

E pensare che i tirocini in tribunale sono pensati come un’occasione importante riservata solo ai laureati in Giurisprudenza più meritevoli. Si tratta della possibilità, per chi ha la media del 27 su 30 in tutti gli esami più importanti e ha conseguito un voto finale non inferiore a 105 su 110, di affiancare un magistrato per 18 mesi presso un tribunale, una Corte d’Appello, un Tar, o nei casi più fortunati presso il Consiglio di Stato o la Corte di Cassazione.

Il tirocinio in ufficio giudiziario può essere convertito in un anno di pratica forense o notarile oppure in un anno di frequenza di una scuola superiore per le professioni legali. Questo tipo di tirocinio, inoltre, costituisce titolo di preferenza nei concorsi indetti dall’amministrazione della giustizia e dall’Avvocatura dello Stato. L’ultimo vantaggio dovrebbe essere, per l’appunto, il versamento di 400 euro al mese a titolo di borsa di studio. Vantaggio che però, da quest’anno, non è garantito a tutti.

Le proposte degli aspiranti avvocati

La notizia non ha mancato di suscitare ulteriore malcontento tra le schiere di giovani laureati in Giurisprudenza che sono testimoni di una progressiva svalutazione del loro lavoro, anche nei casi in cui sono coinvolti gli aspiranti avvocati più meritevoli e dalla carriera accademica più brillante.

Sui gruppi Facebook dei tirocinanti, si tenta nel frattempo di avanzare proposte per permettere a tutti coloro che svolgono il praticantato di ricevere un adeguato rimborso. I ragazzi chiedono in particolare di stanziare ulteriori fondi, ridistribuire le risorse in maniera più equa oppure prevedere l’accesso al tirocinio a numero chiuso.

Tirocinio pagato, cosa dice la legge?

Bisogna sottolineare, in ogni caso, che la legislazione attuale non è del tutto chiara su questo punto anche per quanto riguarda i tirocini più “tradizionali”. La riforma forense (L. n. 247/2012), al comma 11 dell’art. 41, riconosce per i tirocinanti negli studi legali il diritto solo al rimborso spese –e solo nel caso di pagamenti corrisposti per conto dello studio. È poi stabilito, allo stesso comma 11, che a partire dal secondo semestre di tirocinio al praticante può essere riconosciuto un compenso per l’attività svolta “commisurato all’effettivo apporto professionale”.

Il problema è che anche nel caso in cui lo studio legale decide di pagare il tirocinante la legge non stabilisce alcun compenso minimo mensile. Nella grande maggioranza dei casi, quindi, ai praticanti viene offerto un compenso estremamente basso.

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