Territorio, fisco soft per la sicurezza

Territorio, fisco soft per la sicurezza

di Redazione

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Credito d’imposta o Iva ridotta per chi investe per la difesa del territorio: è la proposta del ministro dell’ambiente Clini. Allarme sui rifiuti: dopo la Campania potrebbe essere la volta di Lazio e Calabria

 

Articolo di Fortunato Laurendi tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

 

Credito d’imposta o Iva ridotta per chi investe in sicurezza del territorio. Nella cui difesa come anche nell’attività contro il dissesto idrogeologico, bisogna pensare a un sistema di “collegamento delle risorse pubbliche con quelle private e con quelle comunitarie”. Lo ha sottolineato il ministro dell’ambiente, Corrado Clini, nel corso di un’audizione in Senato. Parlando delle regioni alluvionate nelle ultime settimane a causa del maltempo, come la Liguria o la Toscana, Clini ha spiegato che è “necessario che le regioni alluvionate presentino dei progetti e preparino rapidamente, non solo una valutazione dei danni ma anche un pacchetto che serve all’Unione europea”. Per Clini nella difesa del territorio si può anche pensare a misure “incentivanti per chi investe in sicurezza del territorio con tecnologie avanzate e innovazione”. Secondo Clini si potrebbe pensare a misure come il credito di imposta o la riduzione Iva. “Sarà assolutamente necessario considerare sia le norme esistenti sia individuare con il Parlamento quali sono le innovazioni che vanno introdotte per la sicurezza del territorio”. Infine ha detto Clini “bisogna ridisegnare l’uso del territorio nelle zone più vulnerabili del paese”. Entro l’anno, inoltre, sarà completata la revisione degli incentivi sulle rinnovabili. Per il ministro “quella dell’energia è una tematica rilevante e urgente” e l’Italia “è già in ritardo”. La revisione degli incentivi si sarebbe già dovuta concludere ma “le vicende politiche non lo hanno permesso”. Per quanto riguarda la situazione dei rifiuti, essa è “molto delicata in Campania e potrebbe diventare rapidamente delicata in Calabria e rapidamente delicata nel Lazio”, ha detto il ministro dell’ambiente. “Questo non è possibile – ha aggiunto – perché le soluzioni le abbiamo. Bisogna applicare prima delle norme l’etica della responsabilità. In Campania siamo impegnati a chiarire con la società civile i problemi che abbiamo di fronte”. “Il problema della Campania – ha aggiunto – rischia di diventare enorme e non si capisce perchè non possa essere risolto come si è fatto in altre regioni come l’Emilia Romagna o la Lombardia”. Ieri dall’Unione Europea è arrivato un duro monito alla Campania: qualora, entro il prossimo venerdì 25, non arriverà il Piano preparato sull’argomento rifiuti, la Commissione europea notificherà una multa di venti milioni di euro più una sanzione quotidiana per ogni giorno di ritardo. Se, inoltre, non ci saranno risposte su termovalorizzatore e discariche, l’Italia sarà nuovamente portata davanti alla Corte di Giustizia. Il commissario all’ambiente a Bruxelles, Janez Potocnik ha parlato di “vergogna che va avanti da anni” sottolineando che “non ci sono scuse” per i ritardi che sta accumulando la Campania soprattutto per ottenere risultati congrui sulla raccolta differenziata. Il nuovo piano energetico nazionale dovrà puntare su risparmio ed efficienza energetica, ha affermato Antonio d’Alì, presidente della Commissione territorio, ambiente e beni ambientali del Senato, durante l’audizione. “Massima attenzione e priorità- ha sottolineato – a temi come la revisione della legge sulle aree protette, ad un nuovo piano energetico nazionale che comprenda un’adeguata e puntuale riqualificazione ambientale in direzione del risparmio e dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente e dei territori più vulnerabili, allo sviluppo di una nuova politica di mobilità sostenibile meno impattante sugli stili di vita, sui consumi e sulle produzioni mediante il conseguente abbattimento delle emissioni nocive prodotte dai mezzi di trasporto, ad una nuova filosofia di sviluppo e tutela del Mar Mediterraneo, con particolare attenzione alle innumerevoli richieste di perforazioni petrolifere davanti le coste italiane, all’impatto delle emissioni in atmosfera di CO2 e ai dissesti idrogeologici connessi, a causa, principalmente, della inadeguata gestione del suolo e dei mutamenti climatici in atto”. E sempre nella giornata di ieri il ministro Clini ha incontrato alcune associazioni ambientaliste per una prima presa di contatto e scambio di opinioni dopo l`assunzione dell`incarico ministeriale: concordato con i rappresentanti delle associazioni di “attivare un meccanismo di consultazioni bilaterali con il ministero sui temi nazionali ed internazionali in agenda”.

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