Terreno agricolo e decreto ingiuntivo: registro proporzionale confermato

La Cassazione esclude l’IVA su un terreno agricolo con minima edificabilità: legittima l’imposta di registro proporzionale sul decreto ingiuntivo.

Redazione 09/02/26
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Con l’ordinanza n. 2566 del 5 febbraio 2026, la Corte di cassazione torna a pronunciarsi su un tema di grande rilevanza pratica per operatori del diritto tributario e civile: il corretto regime impositivo applicabile alla registrazione di un decreto ingiuntivo emesso per il pagamento del saldo prezzo di una compravendita immobiliare. La decisione offre spunti significativi in tema di distinzione tra terreno agricolo ed edificabile, rapporto tra IVA e imposta di registro e limiti del giudizio di legittimità. In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.

Corte di Cassazione -sez. T- ordinanza n. 2566 del 5-02-2026

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Indice

1. Decreto ingiuntivo sul saldo prezzo: nasce la lite sull’imposta di registro


La vicenda trae origine da un avviso di liquidazione dell’imposta di registro notificato dall’Agenzia delle Entrate a una società agricola, in relazione alla registrazione di un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. Il decreto era stato emesso per il pagamento del saldo prezzo dovuto a seguito della compravendita di un terreno qualificato, dalle parti, come agricolo.
L’Ufficio aveva applicato l’imposta di registro in misura proporzionale, ritenendo l’operazione non soggetta a IVA. I contribuenti avevano impugnato l’atto sostenendo, invece, la natura edificabile del terreno e, conseguentemente, l’assoggettamento dell’operazione a IVA, con applicazione del registro in misura fissa. In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.

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2. CTR Veneto: “edificabilità minima” non basta a cambiare la natura del terreno


Sia la Commissione tributaria provinciale sia la Commissione tributaria regionale del Veneto hanno respinto le doglianze dei contribuenti. In particolare, la CTR ha evidenziato come l’eventuale possibilità edificatoria emergente dal certificato di destinazione urbanistica fosse del tutto marginale rispetto alla vastità del fondo e comunque strumentale allo sfruttamento agricolo.
Secondo i giudici di merito, tale limitata edificabilità non era idonea a mutare la qualificazione giuridica del bene, che doveva restare agricolo. Da ciò la correttezza dell’applicazione dell’imposta di registro in misura proporzionale ai sensi della nota II all’art. 8 della tariffa, parte I, del d.P.R. n. 131/1986

3. Ricorso in Cassazione: la tesi IVA e l’attacco al registro proporzionale


I contribuenti hanno proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge, con riferimento alla disciplina dell’imposta di registro. In sintesi, hanno sostenuto che il giudice regionale avrebbe errato nel non riconoscere la natura edificabile del terreno, così disattendendo il corretto riparto tra IVA e registro.
Hanno inoltre ritenuto irrilevante il fatto che, in sede contrattuale, le parti avessero qualificato l’operazione come non soggetta a IVA, trattandosi di elemento non decisivo ai fini dell’imposizione.

4. Cassazione: stop al “terzo grado di merito” e ricorso inammissibile


La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Secondo i giudici di legittimità, la censura, pur formalmente prospettata come violazione di legge, mirava in realtà a ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove, operazione preclusa nel giudizio di cassazione.
La Corte ha ribadito che l’accertamento della natura agricola o edificabile di un terreno, quando fondato su elementi concreti e coerentemente motivato, rientra nel giudizio di fatto riservato al giudice di merito. Non è consentito, pertanto, trasformare il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito.

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5. Ricadute pratiche per avvocati: terreni, IVA/registro e strategie difensive


L’ordinanza presenta diversi profili di interesse pratico. In primo luogo, conferma che una possibilità edificatoria minima e accessoria non è sufficiente, di per sé, a qualificare un terreno come edificabile ai fini fiscali. Occorre che lo strumento urbanistico attribuisca al fondo una chiara e autonoma vocazione edificatoria.
In secondo luogo, la decisione rafforza l’attenzione sul corretto inquadramento dell’operazione originaria, poiché la natura del bene trasferito incide direttamente sul regime IVA/registro e, a cascata, sulla tassazione degli atti giudiziari collegati, come i decreti ingiuntivi.
Infine, la pronuncia richiama i difensori alla necessità di calibrare con precisione i motivi di ricorso per cassazione, evitando di mascherare contestazioni di merito sotto la veste formale della violazione di legge, pena l’inammissibilità del ricorso.

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