Stupri, vietata la diffusione di dettagli sulle vittime di violenza
Home » News » Focus

Stupri, vietato diffondere informazioni sulle vittime

Redazione

Versione PDF del documento

Stupri, vietato diffondere le notizie sulle vittime

Stupri, i media trasmettono troppo

A fronte ai numerosi episodi di violenza sulle donne che riempiono le cronache di questi tempi, il Garante sulla privacy ha sentito la necessità di intervenire, vietando la diffusione di dettagli personali sulle vittime degli stupri attraverso i media, che possano in qualche modo permetterne l’identificazione. A maggior ragione, se la vicenda è avvenuta in una piccola realtà di paese, dove è evidentemente ancor più facile individuarne la protagonista.

Il divieto di diffusione opera anche nel caso in cui i dati siano forniti da fonti ufficiali: i media sono comunque tenuti a non diffonderli, pena la violazione del codice deontologico del giornalista, nonché del codice della privacy e delle norme a tutela rafforzata per le vittime di violenza sessuale.

Manuale di diritto alla protezione dei dati personali

Manuale di diritto alla protezione dei dati personali

Marco Maglio - Miriam Polini - Nicola Tilli, 2017, Maggioli Editore

Questa nuovissima Opera esamina il diritto alla protezione dei dati personali, alla luce delle novità introdotte dal regolamento europeo 2016/679 che troverà effettiva applicazione nel 2018. Attraverso il commento approfondito della normativa, questa pubblicazione...



Privacy e interesse alla notizia

Il codice deontologico dei giornalisti contiene disposizioni che hanno carattere giuridico e che riguardano il trattamento dei dati personali; pertanto, nel diffondere le notizie, non si tratta solo di mantenere un comportamento “meramente corretto”, ma lecito e legittimo, non violando la privacy di chi è coinvolto in fatti al centro delle cronache giornalistiche, come gli stupri.

Il Garante nazionale si è dunque pronunciato in linea con il Garante europeo, Giovanni Buttarelli, il quale pochi giorni fa ha affrontato la stessa tematica. La trasmissione delle notizie deve avere un interesse per la collettività, che deve essere soddisfatto e garantito. Ma tutti quei dati che non aggiungono nulla alla portata della notizia e che non sono indispensabili ai fini informativi, rientrano nella sfera delle circostanze non divulgabili.

 

L’argomento è di forte attualità, in quanto proprio in queste settimane si sta discutendo il decreto che riformerà la disciplina delle intercettazioni; in particolare, pare voglia essere inserito il divieto di trascrizione delle conversazioni che non hanno rilevanza per le indagini nel caso concreto. La disciplina attualmente vigente, al contrario, non prevede distinzioni, disponendo la trascrizione delle intercettazioni in toto (art. 268 c.p.p.). La rilevanza o meno delle stesse viene poi in rilievo nel momento successivo, quando l’autorità pubblica deve decidere se esercitare o meno l’azione penale.

Per approfondire, leggi qui Diritto di cronaca

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it  |  www.maggioliadv.it

Gruppo Maggioli
www.maggioli.it