La storia di una rivoluzione incompiuta di SRLS

SRLS, storia di una rivoluzione a metà: i buoni propositi non sono bastati

di Redazione

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SRLS, storia di una rivoluzione a metà: i buoni propositi non sono bastati

Lungaggini burocratiche, procedure inutilmente complesse e un eccessivo e spesso inutile controllo delle minuzie della gestione e dell’organizzazione di una compagine societaria sono da sempre i problemi che gli specialisti del settore hanno imputato al nostro diritto societario.

Un diritto societario già inadeguato nelle sue basi, ovvero nelle parti che regolano la costituzione delle società di capitali, e che il legislatore negli ultimi anni ha provato a migliorare con misure più o meno organiche e più o meno incisive.

Tra quelle sulle quali le ultime compagini di governo hanno sottolineato con la maggior veemenza troviamo senza dubbio l’introduzione, nel nostro ordinamento, della società a responsabilità limitata semplificata, la SRLS, che avrebbe dovuto permettere anche a chi non ha già organizzazioni societarie complesse di avvalersi degli innegabili vantaggi della società di capitali rispetto alla società di persone.

I buoni propositi a livello legislativo raramente, purtroppo, riescono a tradursi in manovre effettivamente incisive, e mentre in molti (anche ai piani alti) insistono su una riforma organica dell’intero settore, l’impatto della SRLS, analizzandolo a ormai relativa lontananza temporale dalla sua introduzione, può essere ritenuto senza più paura di essere smentiti come di poco conto.

La SRL ad un euro di capitale sociale (come se fosse poi quello il problema delle eccessive complicazioni nostrane rispetto ai paesi di diritto anglosassone) è stata pubblicizzata come la panacea in grado di curare i (tanti) mali del diritto societario italiano. Ma sono davvero andate così le cose?

La SRLS: ci sono davvero dei vantaggi?

Sulla Società a Responsabilità Limitata Semplificata ha pubblicato un dettagliato approfondimento il blog AffariMiei.biz, arrivando alle medesime conclusioni degli specialisti, con l’ulteriore pregio di essere una produzione che non arriva dalle torri d’avorio accademiche, sempre o quasi critiche di ogni tentativo, anche flebile, di riforma, ma da chi con SRLS e altre forme societarie deve sporcarsi le mani in senso metaforico ogni giorno, ovvero quell’enorme esercito di piccoli e medi imprenditori italiani che, al netto degli enormi ostacoli burocratici e fiscali, prosperano o comunque provano a prosperare.

La stesura dell’atto costitutivo è sicuramente semplificata rispetto a quella della SRL Standard: si ricorre ad un modulo precompilato ed entro 20 giorni il notaio deve preoccuparsi di registrare la neonata impresa. Costi molto bassi (non si paga il notaio) e che sono limitati in fase di avvio ai 200 euro richiesti per le spese di registro e accorciamento dei tempi sono sicuramente dei lati positivi introdotti dalla novità legislativa oggetto della nostra disamina, ma limitano appunto il loro raggio di azione a quella che è la meno incisiva delle fasi della vita di un’azienda, ovvero appunto quella costitutiva.

Per quanto riguarda le ulteriori complicazioni che riguardano le società di capitali in Italia anche nella loro forma più semplice, quella appunto della Società a Responsabilità Limitata, non si è fatto abbastanza o meglio, testo di legge in mano, non si è fatto nulla.

Continuano dunque a persistere le criticità che hanno accompagnato la SRL sin dalla sua introduzione nel nostro diritto societario e che sono il maggiore ostacolo per imprenditori grandi e piccoli, soprattutto quando continuano ad uniformarsi ad una logica che vede il contribuente e l’imprenditore come categoria a priori colpevole, che deve dimostrare la propria correttezza producendo documentazione contabile e non che è ridondante, spesso inutile e sempre o quasi gravosa in termini di tempo e denaro.

L’aspetto fiscale è rimasto identico

Vale la pena anche di ricordare, anche se per gli ulteriori approfondimenti non possiamo che rimandare ad AffariMiei.biz, che sotto il profilo fiscale non cambia assolutamente nulla, non solo a livello di imposizione (tra le più alte al mondo), ma anche a livello di tempo perso (perché di tale si tratta) per ottemperare ai mille obblighi fiscali, di registro e di tenuta della contabilità che non esistono altrove (pensiamo all’Inghilterra, dove nonostante un regime di libertà quasi assoluta le frodi sono inferiori rispetto a quelle che si registrano in Italia).

La SRLS ha sicuramente dei costi e dei tempi di costituzione interessanti, ma i suoi vantaggi si esauriscono comunque lì, senza intaccare la pletora di leggi, norme, leggine, obblighi fiscali e societari che rendono la società di capitali una via ancora particolarmente tortuosa nel nostro Paese.

 

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