Spesometro 2017, ufficiale la proroga al 16 ottobre
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Spesometro 2017, ufficiale la proroga al 16 ottobre

Redazione

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La notizia è finalmente ufficiale: il termine ultimo di invio dello spesometro relativo al primo semestre del 2017 è stato spostato al 16 ottobre. Ennesimo ripensamento del Governo riguardo la presentazione dei dati all’Agenzia delle Entrate, quindi, con i soggetti passivi Iva che avranno adesso undici giorni di tempo in più per organizzarsi e ultimare tutte le operazioni. Una proroga che è arrivata, letteralmente, l’ultimo giorno utile, visto che la precedente scadenza era fissata a oggi 5 ottobre.

Restano però numerosi problemi relativi al malfunzionamento del nuovo sistema online e alle sanzioni che potrebbero essere applicate per le trasmissioni tardive o contenenti errori materiali.

 

Spesometro, terza proroga in due mesi

All’ultimo momento, dunque, il Fisco ha accolto le motivazioni dei professionisti e ha spostato ancora in avanti la data di scadenza per la presentazione del nuovo spesometro. Il Ministro dell’Economia Padoan ha firmato il decreto che posticipa il termine al 16 ottobre, si attende adesso solo l’ok del Presidente del Consiglio Gentiloni.

Una proroga, va detto, che suona per molti come la conferma definitiva di quanto il nuovo sistema di trasmissione dei dati non funzioni e dia solo luogo a numerosi problemi. Con il Decreto fiscale 2016 lo spesometro è passato da annuale a semestrale, ma la scadenza per il primo semestre è stata spostata prima dal 31 agosto al 18 settembre, poi dal 18 settembre al 5 ottobre e infine –come detto– dal 5 ottobre a lunedì 16 ottobre. L’anno prossimo lo spesometro diverrà addirittura trimestrale, con il doppio di possibilità di commettere sbagli e ritardi.

 

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Come funziona lo spesometro 2017?

Lo spesometro con scadenza 16 ottobre è lo strumento attraverso il quale i professionisti e tutti i soggetti passivi Iva sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate nel primo semestre del 2017. Vanno indicate nello spesometro sia tutte le operazioni con obbligo di emissioni della fattura sia tutte quelle senza obbligo ma di importo superiore a 3.600 euro.

Per ogni fattura, in ogni caso, devono essere indicati i dati dei soggetti, la data e il numero della fattura, la base imponibile, l’aliquota, l’imposta e il tipo di operazione.

I problemi tecnici e di invio dati

L’ennesima proroga dello spesometro è stata resa necessaria soprattutto dai persistenti problemi tecnici alle nuove modalità di trasmissione dei dati. La piattaforma online Fatture e corrispettivi è stata infatti oggetto di numerosi malfunzionamenti nelle ultime settimane che hanno comportato ritardi di ogni genere. Il problema più grave si è avuto quando è stato permesso l’accesso ai dati di tutti i contribuenti con il solo codice fiscale, situazione in chiara violazione della privacy che ha portato all’intervento del Garante e alla sospensione del software. Al ripristino dell’applicazione, diverse funzionalità hanno continuato a non essere riattivate per giorni.

Il nodo più importante, però, rischia a questo punto di essere quello delle sanzioni.

Chiesta la sospensione delle sanzioni

L’Agenzia delle Entrate aveva infatti comunicato la scorsa settimana che probabilmente non sarebbe stata comminata alcuna sanzione agli utenti che avessero commesso degli errori materiali nell’invio dei dati derivanti da obiettive difficoltà e malfunzionamenti nell’uso del nuovo sistema. Era inoltre spuntata l’ipotesi di non somministrare sanzioni a tutti coloro che non rispettassero la scadenza (allora prevista) del 5 ottobre ma inviassero comunque i dati entro i 15 giorni successivi.

Queste promesse, però, non hanno per ora trovato compimento. Certo, la data di scadenza è stata spostata di undici giorni, ma la sospensione delle sanzioni non è ancora stata ufficializzata e il Governo non si è espresso in merito. Bisognerà, insomma, aspettare ancora.

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