Spesa pubblica, tagli dietro l’angolo

Spesa pubblica, tagli dietro l’angolo

di Redazione

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Domani l’incontro tra Governo ed enti locali, poi in tempi stretti i provvedimenti sulla spending review. Le Province: ci sono oltre 3 mila enti strumentali inutili, tagliamo prima quelli

 

di Fortunato Laurendi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Si terranno domani e non più oggi come inizialmente previsto, le riunioni del governo con le parti sociali e gli enti locali in vista dell’approvazione del testo sulla spending review. Il Presidente del Consiglio Mario Monti incontrerà le parti sociali alle ore 9 e gli enti locali alle ore 11 a palazzo Chigi. È l’antipasto del varo dei decreti sul taglio della spesa pubblica, che dovrebbe avvenire in tempi molto stretti.  “Sui tempi diciamo che ormai è questioni di giorni, o al massimo di una settimana”, ha detto infatti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, rispondendo alle domande dei giornalisti, a Catanzaro a margine degli stati generali del Mezzogiorno d’Europa. “Noi – ha aggiunto – abbiamo il dovere di colpire alcuni sprechi. Non voglio dire che sono sprechi dolosi, ma sono oggettivi, costi che si pagano al di sopra della media. Non tagliamo i servizi ma i surplus di spesa”.  “Quello che si risparmia attraverso la spending review sarà destinato alla crescita e, se riusciamo a realizzare il bottino di 4,2 miliardi di euro entro l’anno, non avremo necessità di aumentare di due punti l’Iva e raggiungeremo l’obiettivo di bilancio”. In attesa dell’approvazione dei provvedimenti, i potenziali interessati ai tagli sono in fibrillazione. “Ci riformi, ma tagli gli enti inutili”, è il messaggio lanciato nella lettera aperta inviata dai presidenti delle province italiane, tra cui Antonio Saitta, Giuseppe Castiglione di Catania, Nicola Zingaretti di Roma, Guido Podestà di Milano, Massimo Ferrarese di Brindisi e Andrea Barducci di Firenze al Premier Monti. “Abbiamo scritto una lettera aperta al Capo del Governo – spiega Saitta presidente della provincia di Torino e vice presidente dell’Upi – per sollecitare la riforma degli Enti locali, Province in testa, ma soprattutto l’abolizione degli enti inutili e degli sprechi”.  Saitta interviene sulla scelta dei vertici dell’Unione delle Province italiane di acquistare spazi sui principali quotidiani italiani per pubblicare una lettera aperta a Mario Monti: “gli abbiamo voluto segnalare pubblicamente le stanze segrete della politica, di cui i cittadini ignorano l’esistenza e che costano al Paese oltre sette miliardi di euro, di cui due solo per i consigli di amministrazione: sono i 3127 enti strumentali degli enti locali, contenuti in una lista pubblicata sul sito del ministero del Tesoro. Sono organismi –  aggiunge Saitta – impegnati in servizi che dovrebbero essere svolti dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni”. “Noi vogliamo-prosegue Saitta- come Monti un Paese nuovo, in cui le istituzioni abbiano funzioni certe e responsabilità individuabili, sulle quali i cittadini possano esercitare un controllo democratico. Autoriformandoci con coraggio, -conclude- le Province dimostrano di essere consapevoli delle necessità del momento”.  Un incontro con il presidente Monti, sempre per affrontare il tema della revisione della spesa dello Stato, chiedono invece i sindacati di Polizia, Siap, Anfp, Silp per la Cgil e Coisp, convinti che “un confronto serio e responsabile ha la capacità di evitare effetti negativi della spending review sia sulla sicurezza civile del Paese sia sugli equilibri istituzionali che la garantiscono”. Con una lettera inviata a Palazzo Chigi, oltre che ai ministri dell’Interno e della Pubblica Amministrazione, le organizzazioni sindacali osservano che “l’Italia è attraversata da una grave crisi economica che, oltre ad alimentare le tensioni sociali, crea condizioni favorevoli alla criminalità organizzata di trasformare il controllo delle attività illecite e criminali in potere economico diretto ad assumere la testa delle attività lecite in diversi settori, nonché a condizionare la politica in tutti i suoi livelli”. Per questo, aggiungono i sindacati di Polizia, “è essenziale che i livelli di efficienza della capacità operativa delle Forze di polizia sia rafforzata e rientri negli investimenti affinché sia garantita quella legalità che è precondizione per lo sviluppo e la crescita italiana”. I sindacati rilevano che “in questi ultimi anni sulla sicurezza sono stati effettuati tagli e significativi disinvestimenti per miliardi di euro che hanno ridotto la capacità operativa delle forze di polizia”. Per questo, auspicano “che la Presidenza del Consiglio voglia trarre dal confronto con i sindacati della Polizia utili spunti per l’azione di governo nell’interesse del Paese”.

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