Spending review, doppio attacco

Spending review, doppio attacco

Redazione

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Le Regioni partono lancia in resta contro il taglio delle società in house mentre i dirigenti pubblici parlano delle riduzioni di organico come di spoil system mascherato. L’Authority degli scioperi lancia l’allarme sulle sforbiciate al trasporto locale

 

di Giuseppe Manfredi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Spending review, è fibrillazione nel mondo della politica e delle pubbliche amministrazioni. Ieri, sulla questione del taglio alle società in house, si è svolto un incontro tra esponenti delle Regioni e del Ministero dell’economia e delle finanze. “L’incontro non è andato bene”, ha detto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. “Siamo rimasti che troveremo una posizione unitaria”, con le altre regioni, “dal punto di vista degli emendamenti per poi sottoporla al tavolo” con il Governo “che si riunirà non appena saremo pronti”, ha aggiunto la governatrice annunciando che chiamerà il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, “perché sulla questione delle società in house secondo me, fino ad oggi, da parte della Conferenza delle regioni non c’è stata la giusta attenzione che da questo momento in poi credo sia quanto mai necessaria”. Sempre in tema di Regioni, la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome che, per la prima volta dalla sua costituzione, ha avuto luogo a Perugia, nella sede del Consiglio regionale dell’Umbria, ha focalizzato i propri lavori anche sui tagli alla spesa pubblica. La presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini, è intervenuta affrontando i contenuti e gli effetti del decreto spending review che “opera dei veri e propri tagli e non una riqualificazione della spesa”. Il coordinatore della Conferenza, Francesco Cascio, ha sottolineato che nella fase estremamente difficile attraversata dal Paese “è essenziale che le assemblee legislative regionali facciano sentire in maniera sempre più autorevole ed efficace la propria voce, sia per ciò che riguarda i provvedimenti governativi della spesa pubblica che quelli tesi a ridisegnare il quadro istituzionale”. Quindi l’assemblea ha approvato un ordine del giorno che, da un lato chiede alle Regioni di contenere la “spesa storica”, ma dall’altro invita governo e Parlamento ad “accogliere le proposte delle Regioni sulle modalità di rimodulazione dei tagli e sulla loro stessa ripartizione per superare ogni qualsivoglia rischio di taglio lineare”. In tutto ciò, i dirigenti pubblici, che non hanno digerito le misure del Governo, hanno promosso sempre ieri a Roma, una “manifestazione di proposte” per dire la loro sulla spending review e “per rivolgersi direttamente al Paese, respingendo le etichette di burocrati e privilegiati che sono state loro appiccicate addosso”. I dirigenti contestano l’esecutivo “perché ha operato con la logica dei tagli lineari: le riduzioni dell’organico sono arbitrarie e la stessa Relazione tecnica del decreto non quantifica i risparmi; perché mentre taglia gli organici continua a fare nomine di dirigenti esterni, perfino negli enti soppressi (il direttore generale dei Monopoli, ad esempio)”. I dirigenti parlano di uno “spoil system mascherato” e sostengono che “alcuni tagli e soppressioni sono illogici e controproducenti (come la soppressione dell’Agenzia del territorio che negli ultimi anni ha scovato migliaia di immobili fantasma e aumentato le entrate). Un appello giunge invece dal settore del Trasporto locale. “Siamo alla vigilia di giorni fondamentali per trovare una soluzione concordata tra Governo e Regioni, in tema di stanziamenti da destinarsi al trasporto pubblico locale. Ad entrambi, come Presidente dell’Autorità, ho rivolto un appello, affinché possa riattivarsi un confronto fattivo tra le parti sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del Tpl, scaduto da cinque anni. Ne va dell’effettività del diritto dei cittadini utenti a godere del servizio pubblico essenziale”, dichiara Roberto Alesse, Presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi. Sempre in materia di spending review da segnalare infine la sigla ieri dell’accordo triennale tra Inail e Consip per l’acquisizione di beni e servizi. Nell’ambito di tale convenzione, che ha durata triennale ed è rinnovabile, l’Inail si avvarrà di Consip, nella sua qualità di centrale di committenza, per una serie di iniziative di gara specificate da un elenco predisposto entro il 31 dicembre di ogni anno, con lo scopo di ottenere risparmi grazie all’aggregazione della domanda e al ricorso agli strumenti di e-procurement.

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