Spending review come una manovra

Spending review come una manovra

di Redazione

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Tagli su personale pubblico, sanità, auto blu, ferie, permessi sindacali.
Ecco cosa prevede il decreto che sarà approvato in settimana dal Consiglio dei Ministri

 

di Fortunato Laurendi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Sforbiciata al personale della pubblica amministrazione pari al 20% per quanto riguarda i dirigenti e al 10% invece per i dipendenti semplici. Tagli nel 2012 anche sulla sanità (nessun aumento del ticket è previsto) e sul trasporto pubblico locale. Questo il quadro presentato ieri dal Governo ai rappresentanti degli enti locali convocati a palazzo Chigi per l’illustrazione del primo provvedimento sulla spending review, che dovrebbe vedere la luce in settimana. La manovra dovrebbe essere articolata in tre fasi. La prima parte è stata affrontata nei giorni scorsi e riguarda i tagli alla presidenza del Consiglio e al Ministero dell’economia. La seconda è l’oggetto della riunione di ieri e la terza, che inizierà tra qualche settimana, toccherà i governi locali e la riorganizzazione delle amministrazioni periferiche dello Stato. I tagli per il 2012 supereranno complessivamente i 4,2 miliardi. Per evitare l’aumento di due punti dell’Iva in autunno servono infatti 4,2 miliardi, ma poi – hanno riferito gli enti locali – servono altri soldi per gli esodati e il terremoto in Emilia. In materia di sanità, si parla di uno sconto del 3,7% sulle forniture di dispositivi medici agli enti sanitari, più altre misure di razionalizzazione della spesa. L’intervento “è urgente” e dovrà essere portato a termine “entro questa settimana” attraverso la realizzazione del decreto legge, ha detto il Vice ministro all’economia, Vittorio Grilli, ricordando che in Europa l’Italia è e resta “sorvegliata speciale”. Grilli ha aggiunto che la riduzione degli organici della pubblica amministrazione “sarà fatta dopo la verifica delle piante organiche e solo dopo sarà possibile selezionare e modulare l’intervento di riduzione attraverso la mobilità di due anni”.  Il presidente del Consiglio Mario Monti ha invece fatto sapere che non c’è la necessità di una ulteriore manovra aggiuntiva, anche se il provvedimento in arrivo ci assomiglia molto quanto a impatto economico. Il primo dei provvedimenti di tagli alla spesa dovrebbe arrivare alla Camera il 9 luglio, lunedì prossimo, ed essere approvato entro il 9 settembre, in tempo per evitare l’aumento dell’Iva di due punti percentuali che scatterebbe da ottobre. “Il Governo dice che non ci saranno tagli lineari, ma il nostro giudizio è negativo: se non ci saranno tagli e non è una nuova manovra, vogliamo capire dove verranno reperite le risorse”, ha affermato il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, al termine del confronto, aggiungendo che dopo il primo decreto da varare entro la settimana  “ce ne sarà un altro”. Per risparmiare miliardi di euro, nell’ottica della spending review, il Governo dovrebbe porsi il problema di ritirare le missioni di pace da paesi come l’Afghanistan o il Libano, propone il presidente del Veneto, Luca Zaia, che ieri ha scelto di non andare a Roma. “Si ritirino le cosiddette missioni di pace, come quelle in Afghanistan”, ha attaccato. Tra le novità in arrivo con il decreto, il parametro mq/dipendente per il capitolo risparmi nel settore degli affitti per la pubblica amministrazione. Ulteriori specificazioni sui contenuti sono poi giunte dalle Regioni. Il Governo, secondo quanto hanno fatto trapelare i Governatori al termine dell’incontro, ha individuato sette settori in cui effettuare i tagli: 1) costi dei beni e dei servizi nella pubblica amministrazione (complessivamente sono 60 miliardi l’anno e c’è la possibilità di risparmiare in alcune categorie merceologiche fra il 20 ed il 60%). Per la sanità si pensa di tagliare i costi per i pasti e le pulizie; 2) taglio del 20% dei dirigenti della p.a.; 3) taglio del 10% dei dipendenti della p.a.; 4) gestione più economica del patrimonio dello Stato; 5) soppressione di alcuni enti statali e locali; 6) ridefinizione della governance delle società pubbliche che non potranno avere più di 3 membri nel Cda (5 se le società gestiscono servizi); 7) riduzione delle consulenze delle società pubbliche.
Ecco più nello specifico alcune novità contenute nel provvedimento, in base alle bozze che circolavano ieri.

BLOCCO DEGLI STIPENDI. Per due anni, dal1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2014, lo stipendio dei dipendenti delle società pubbliche non potrà superare quello del 2011.
CONCORSI SOSPESI. Sono sospesi i concorsi per l’accesso alla prima fascia dirigenziale, “non oltre il 31 dicembre 2015”.
P.A., ASSUNZIONI RIDOTTE. Le spese del personale della p.a. vengono ridotte in questo modo: le “facoltà assunzionali” sono ridotte al 20% per tutte le amministrazioni nel triennio 2012-2014, del 50% nel 2015 e del 100% a decorrere dal 2016.
RIDUZIONE PERMESSI SINDACALI. A partire da gennaio del 2013, i permessi sindacali saranno ridotti del 10%. “I contingenti dei distacchi sindacali e dei permessi sindacali retribuiti … sono ulteriormente ridotti del 10%. La riduzione è effettuata a decorrere dal 1 gennaio 2013”.
FERIE OBBLIGATE. Gli uffici pubblici resteranno chiusi nella settimana di Ferragosto e in quella tra Natale e Capodanno e gli statali saranno messi in ferie.
FERIE NON GODUTE. Gli statali non possono monetizzare ferie, riposi e permessi non goduti. La disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni e pensionamento.
PROVINCE. Al via la riduzione e la razionalizzazione delle province.
AFFITTI P.A. Al via il blocco degli adeguamenti Istat relativi ai canoni dovuti dalle Amministrazioni per l’utilizzo di immobili in locazione passiva.
BENI ENTI TERRITORIALI. Previsto l’uso gratuito allo Stato di beni di proprietà degli enti territoriali e viceversa.
RIDUZIONE COMPENSI CAF. Il compenso scende a 13 euro per ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa e a 24 euro per l’elaborazione e la trasmissione delle dichiarazioni in forma congiunta. Il decreto riduce anche del 10% i trasferimenti a favore dei patronati.
AUTO BLU. Nel 2013 la spesa per le auto blu non dovrà superare il 50% di quanto speso nel 2011.
POSTI LETTO NEGLI OSPEDALI. Circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2.
UNIVERSITA’. Dal 2013 il fondo per il finanziamento ordinario delle università sarà ridotto di 200 milioni.
CNR, INFN E INGV, AL VIA RIORGANIZZAZIONE. Riorganizzati il Cnr, l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
AUTOTRASPORTO. La bozza del dl sulla spending review destina 200 milioni per il 2013.
LIQUIDATORI. I commissari liquidatori di enti pubblici potranno avere un incarico non superiore ai 3 anni, che potrà essere prorogato una sola volta per un periodo massimo di 2 anni, quindi per complessivi 5 anni.

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