Spending review, Bondi è pronto

Spending review, Bondi è pronto

di Redazione

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Il Commissario ha presentato il cronoprogramma per tagliare le spese della pubblica amministrazione. Il 12 giugno valutazione definitiva del Comitato interministeriale. Tre macroaree di intervento e risparmi realizzati puntando sugli acquisti in rete e il monitoraggio delle quantità

 

di Fortunato Laurendi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Entro il mese di giugno saranno varati tutti gli strumenti operativi “per ottenere le riduzioni di spesa programmate, pari ad almeno 4,2 miliardi di euro, su un volume di spesa considerata aggredibile di circa 100 miliardi”. Lo annuncia in una nota della Presidenza del Consiglio, in merito alla riunione svoltasi ieri del Comitato interministeriale presieduto dal Premier Mario Monti. Alla riunione Enrico Bondi ha presentato il crono-programma per la razionalizzazione della spesa dell’acquisto di beni e servizi, sviluppato su tre macroaree: ottimizzazione dei prezzi/costi unitari; ottimizzazione delle quantità/consumi unitari; integrazione e razionalizzazione degli strumenti già esistenti per raggiungere gli scopi sopra indicati. Domani dovrebbe esserci un Consiglio dei Ministri proprio per discutere di questa relazione, alla cui stesura hanno in qualche modo contribuito anche i cittadini italiani. Il Commissario si è infatti avvalso anche delle segnalazioni ottenute dalla consultazione pubblica sulla revisione della spesa che si chiude oggi. Più di 130.000 cittadini e associazioni hanno scritto al Governo segnalando inefficienze e sprechi e proponendo soluzioni per razionalizzare la spesa pubblica. Alcune di queste hanno motivato un’indagine specifica, in particolare nel caso denunce ricorrenti apparivano provenienti da territori diversi. Il Comitato interministeriale per la revisione della spesa presieduto dal Presidente Monti (e composto anche dal Ministro per il programma di Governo Piero Giarda, dal Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Filippo Patroni Griffi, dal Viceministro dell’economia e delle finanze Vittorio Grilli e dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza Antonio Catricalà) si riunirà nuovamente il 12 giugno prossimo, “quando saranno disponibili i risultati della spending review interna effettuata dai singoli Ministeri, in applicazione della Direttiva del Presidente del Consiglio adottata il 3 maggio scorso”. Nella nota si spiega che “su tale base, ciascun Ministro deve proporre un progetto contenente sia gli interventi di revisione e riduzione della spesa atti a generare i risparmi previsti, sia misure di razionalizzazione organizzativa e di risparmio per gli esercizi futuri entro il 31 maggio 2012”. Molti ministri sono già avanti con il lavoro. “Io sto già facendo la spending review nel mio ministero”, ha annunciato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, osservando che nella spending review “sono coinvolti tutti i ministri, nessuno ha il piacere sadico di fare o proporre tagli, ma tutti i ministri sono consci di quanto sia importante selezionare la spesa pubblica e tagliare dove ci sono spese inefficienti e sprechi”. “Il ministro Giarda ha già indicato anche gli enti previdenziali, ma ovviamente non voleva alludere alla spesa per le pensioni perché quella è già stata oggetto di un importante e severa riforma” ha precisato Fornero, aggiungendo: “Ci sono però nell’amministrazione centrale e quindi anche nel ministero del Lavoro e nelle sue varie articolazioni, magari anche territoriali, settori nei quali si può agire”. “Bisogna passare tutto al setaccio – ha concluso il ministro Fornero – per vedere tutto quello che si può risparmiare per gli italiani”. “Sulla spending review che vuole fare il governo siamo totalmente d’accordo, ma siamo come San Tommaso: vogliamo toccare con mano dove si vanno a tagliare le spese”, commenta Antonio Di Pietro: il leader dell’Idv si dice pronto a sostenere il provvedimento, ma ad una condizione: “Da tempo diciamo che si possono ridurre le spese con il maggiore controllo e la rivisitazione degli impieghi. Il problema, però, è stabilire dove tagliare. Se – avverte – prenderemo i soldi dal fondo per gli esodati o dagli aiuti per le fasce più deboli, come è successo, noi non siamo d’accordo”. “Speriamo. Se siamo capaci di farli è francamente una buona cosa”. Con queste parole il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha invece commentato l’annuncio del Ministro Giarda, sulla possibilità di intervenire immediatamente con un pacchetto di tagli su 100 miliardi di spesa pubblica potenzialmente aggredibile. “I tagli alla spesa pubblica sono importantissimi. Bisogna fare tutto quello che si può fare anche per evitare che il carico fiscale sia troppo elevato per le imprese e per i cittadini”, ha dichiarato Squinzi a margine della presentazione del Made Expo che si terrà a Fiera Milano Rho dal 17 al 20 ottobre. Alla domanda che quindi gli interventi annunciati da Giarda siano un primo passo, Squinzi ha ribadito: “Speriamo”. Secondo la nota di palazzo Chigi i primi risultati della analisi condotta da Bondi “suggeriscono la possibilità di una serie di azioni per realizzare un sistema di acquisto realmente integrato e performante, in grado di ottimizzare il prezzo unitario di acquisto. Il Commissario ha quindi iniziato a delineare una metodologia volta ad individuare i fabbisogni ottimali di beni e servizi per le pubbliche amministrazioni e a determinare un benchmark interno per le varie amministrazioni, il quale potrà costituire una base per la programmazione degli acquisti ai fini di ottimizzarne la quantità. Dal lavoro sin qui svolto emerge che, grazie alla creazione di un sistema “a rete” per gli acquisti e all’individuazione di indicatori per le quantità, già nella seconda parte del 2012 possa essere conseguito un risparmio rispetto agli attuali volumi di spesa”.

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