Spending review a muso duro

Spending review a muso duro

Redazione

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Accordo con i sindacati (da trasformare in una direttiva) in 30 giorni o il governo andrò dritto per la propria strada. Questo l’esito dell’incontro Funzione pubblica-sindacati di ieri. Cgil e Ugl confermano lo sciopero contro i tagli

 

 

di Giuseppe Manfredi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Trenta giorni di tempo per trovare un accordo sulla spending review che sfoci in una direttiva del governo. Sennò l’esecutivo tirerà dritto per la propria strada. Questo l’esito dell’incontro svoltosi ieri tra Funzione pubblica e sindacati sull’attuazione dei tagli alla spesa nel pubblico impiego.

Il ministro
Con i sindacati “ci siamo parlati con la consueta franchezza. C’è l’intenzione di dare attuazione alla norma introdotta con la spending review che prevede il meccanismo dell’esame congiunto con le parti sociali per le materie di esuberi, delle eccedenze e della mobilità“, ha detto il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, al termine dell’incontro con Cgil, Cisl e Uil sul pubblico impiego. “Il confronto – ha affermato ancora – consente di acquisire il valore aggiunto che deriva dal fatto che ci si parla, senza acquisire la negatività nel potere di veto o nella commistione di ruoli”. Sindacati e ministero, ha spiegato, avranno 30 giorni di tempo “perché tutte le tematiche attinenti ai criteri per la gestione delle eccedenze, dei prepensionamenti e della mobilità siano oggetto di un confronto, auspicabilmente finalizzato a trovare un accordo”. Se si troverà un’intesa, questa si tradurrà in una direttiva, altrimenti le parti “riprenderanno la loro libertà di azione sul da farsi. Evidentemente – ha sottolineato il ministro – il processo di riorganizzazione non può essere interrotto, neanche nei tempi, dalla mancata condivisione dei criteri. Questa è la logica dell’esame congiunto che ha il grande pregio di preservare il valore aggiunto che viene dal confronto senza che questo possa tradursi in un potere di veto da una parte o dall’altra”. L’impostazione delle nuove relazioni sindacali, ha tenuto a precisare il ministro, “da una parte segna una discontinuità rispetto al passato e dall’altra evita le criticità e gli effetti negativi di una concertazione non fatta bene, che sia frutto di commistione di ruoli. Il confronto consente di acquisire il valore aggiunto che deriva dal fatto che ci si parla, senza acquisire la negatività nel potere di veto o nella commistione di ruoli in questo caso tra datori di lavoro pubblici e organizzazioni sindacali”.

I sindacati
“Le argomentazioni offerte dal ministro Patroni Griffi non hanno mutato né il giudizio negativo già espresso dalla Cgil, né le decisioni già assunte”, afferma il segretario confederale del sindacato di corso d’Italia, Nicola Nicolosi, confermando così lo sciopero degli statali per il 28 settembre insieme alla Uil. La Cgil, fa sapere Nicolosi in una nota, “nel corso del suo intervento ha confermato la propria contrarietà, di metodo e di merito, rispetto alle scelte del Governo. Di metodo – spiega – perché, nonostante l’accordo del 3 maggio, il Governo ha proseguito con l’assunzione di decisioni unilaterali senza confronto, in una scelta di negazione delle relazioni sindacali e del ruolo delle rappresentanze sociali”. Di merito invece, aggiunge, “perché i provvedimenti della Spending Review, a cominciare dai tagli previsti sul personale, sono destinati a creare problemi gravi e di difficile soluzione per le persone e per i servizi, aumentando le tensioni sociali”. Inoltre il sindacato ha posto “la necessità di dare seguito al confronto annunciato sul tema del precariato, che va riportato al centro dell’attenzione nel settore pubblico, in modo da evitare ulteriori conseguenze sui lavoratori non garantiti; e ha ricordato la necessità, nello spirito dell’accordo del 3 maggio, di coinvolgere nel confronto le regioni e le autonomie locali, che sono destinatarie di parte non marginale dei provvedimenti di riorganizzazione”. “Bisognerebbe che tutti ci impegnassimo per proseguire il confronto senza rotture fino alla verifica. È singolare che nonostante il tavolo avviato con il ministro della Funzione pubblica, altri sindacati abbiano confermato invece uno sciopero nel pubblico impiego in una fase in cui i lavoratori fanno già fatica ad arrivare a fine mese”, controbatte Gianni Baratta, segretario confederale della Cisl. “Il ministro ha fornito delle risposte che consentiranno di affrontare, in un confronto con una possibile intesa, i temi relativi alla gestione di tutto il processo relativo ai tagli stabiliti dalla spending review (esuberi, compensazioni, mobilità, tabelle di equivalenza professionale, ecc.?). Stiamo lavorando anche ad un possibile accordo quadro che in base anche alla previsione del sistema di relazioni sindacali stabilito dal decreto sulla spending, innovi quanto non previsto dagli attuali contratti vigenti. In sostanza – continua Baratta – si tratta di due tavoli di grande importanza per i lavoratori pubblici che in mancanza di queste certezze negoziali, rischierebbero di essere gestiti come numeri e non come persone/lavoratori – lavoratrici. La posizione espressa dalla Cisl è coerente con la valorizzazione della partecipazione come strumento di risoluzione dei problemi nei quali si dibatte il paese. Ecco perché al Ministro Patroni Griffi abbiamo ribadito la nostra piena disponibilità in questa direzione e parteciperemo a tutti gli incontri di carattere tecnico e politico per gestire l’applicazione della spending”.”Questi sono strumenti imprescindibili – conclude Baratta – per garantire la razionalizzazione e la produttività dei nuovi assetti organizzativi ed amministrativi che deriveranno dalla spending, evitando che tutto si concluda con tagli al personale ed ai servizi ed a scapito delle professionalità dei lavoratori”. Il responsabile del Dipartimento pubblico impiego Ugl, Paola Saraceni ha spiegato che “solo nella riunione delle prossima settimana entreremo nel merito delle problematiche originate da una legge, quella sulla spending review, che con la logica del “fare cassa” ha seguito un percorso del tutto diverso da quello sancito dall’accordo siglato a maggio dal ministero per la pubblica amministrazione e la semplificazione e dai sindacati del pubblico impiego”. “Patroni Griffi – prosegue Saraceni – ha affermato che dalla prossima settimana effettueremo l’esame congiunto delle materie interessate dalla spending review, come la mobilità del personale, per definire criteri omogenei che valgano per tutte le amministrazioni e che saranno contenuti in una successiva direttiva ministeriale. Saranno anche istituiti tavoli ad hoc sulla scuola e sul precariato. Ma è ovvio che, come ha confermato lo stesso ministro, c’è una legge che non può essere aggirata, quella sulla revisione della spesa pubblica”. “Da parte nostra – conclude la sindacalista -, continuiamo a ritenere che i tagli previsti per il pubblico impiego sono eccessivi e non mirano ad abbattere i veri sprechi, anzi, mettono a rischio la funzionalità degli uffici. Per questo, non possiamo che confermare lo sciopero generale di lavoratrici e lavoratori della p.a. del 28 settembre. La prossima settimana saremo al tavolo per l’esame congiunto”.

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