Sospensione rata IMU di giugno, 20 milioni le abitazioni coinvolte

Sospensione rata IMU di giugno, 20 milioni le abitazioni coinvolte

Redazione

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Il premier Letta a Che tempo che fa: “L’Imu non è una cosa di Berlusconi, il suo superamento faceva parte dei programmi di tutti e tre i partiti politici che sostengono il governo”

 

Francesco Maltoni (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

È partito il conto alla rovescia per l’arrivo in Aula del decreto debiti della pubblica amministrazione. La data fissata in agenda da ormai diverse settimane è quella di domani, per un provvedimento che, si ricorderà, è stato varato in fretta e furia da un governo Monti ormai semi inoperoso, prima di passare il testimone all’esecutivo Letta che ne ha ereditato l’iter di approvazione. Non mancano le sorprese: la prima è quella del sì all’emendamento per introdurre la tassa sulle sigarette elettroniche, che appare ormai appare una sicurezza nel provvedimento salva debiti.
In realtà, dopo la presentazione dell’emendamento firmato da Alberto Giorgetti (Pdl) e Ugo Sposetti (Pd), la modifica al decreto era stata, in un primo momento, dichiarata inammissibile. Ma le limature degli ultimi giorni devono averlo reso passibile di accoglimento se è vero che il testo in presentazione del decreto, domani, conterrà anche questa novità.
Davvero l’accisa sulla sigaretta elettronica servirà per coprire i 40 miliardi di debiti che lo Stato deve consentire alle pubbliche amministrazioni di pagare in tempi rapidi? Niente di tutto ciò. Secondo le prime stime, infatti, la tassa che dovrebbe pendere sulla e-cig finirebbe per portare in dote all’erario poco più di qualche milione di euro, briciole rispetto ai 40 miliardi promessi alle p.a.
Va notato, infatti, che attualmente sulla commercializzazione delle sigarette elettroniche viene pagata la comune Iva, mentre non è prevista l’accisa invece applicata alla vendita dei tabacchi usuali. Ora, con l’emendamento al decreto sui debiti della Pa, viene allargato lo spazio di manovra che gli enti locali hanno tra i vari livelli di governo per coprire eventuali investimenti effettuati, cosicché possa venire introdotto anche questo balzello. Insomma, una sussidiarietà di bilancio tra Regioni, Province e Comuni che introdurrebbe, tra i suoi nuovi caratteri, anche quello dell’imposta sulla vendita della sigaretta elettronica.
In sostanza, verrà applicata l’accisa come per i prodotti contenenti nicotina o surrogati del tabacco, in modo da non sfavorire troppo la presenza sul mercato delle classiche bionde, che, come certifica la protesta dei tabaccai di questi giorni, con tanto di esposto al TAR per bloccare la libera vendita delle elettroniche, stanno risentendo sensibilmente del boom della e-cig. Ma lo Stato dimostra di sapere badare a se stesso quando vede una voce di entrate colare a picco, anche se questo potrebbe favorire la salute dei cittadini.

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