Società sportive dilettantistiche: differenze tra A.S.D. e S.S.D.R.L.

di Redazione

Tralasciando il comparto “pro” del calcio, della pallacanestro, del ciclismo e del golf, dove per essere inquadrati a livello professionistico, è necessario avere un contratto con una società sportiva di capitali s.r.l. o s.p.a., per tutti gli altri sport ed anche per gli sport sopra richiamati, ove la legge n. 91 del 23/03/1981 non sia applicabile, sono essenzialmente due le forme di contratto sociale che la stragrande maggioranza dei club utilizzano:

– l’associazione sportiva dilettantistica: A.S.D.

– la società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata: S.S.D.R.L. . 

E’ un interrogativo che moltissimi dirigenti membri di consigli direttivi si pongono: “qual è la formula più vantaggiosa ?” Entrambe le formule sono riconducibili a soggetti (enti) senza fini di lucro che non hanno la possibilità di distribuire utili. Inoltre, sia la A.S.D. che la S.SD.R.L. possono godere, se rilevano proventi annui istituzionali non superiori ad euro 250.000,00 e se iscritte nel registro del C.O.N.I. , di un particolare regime fiscale agevolato (legge n. 398 del 16/12/1991), che oltre a permettere una determinazione forfettaria dell’IVA e delle imposte dirette, consente di pagare compensi ad allenatori, istruttori, preparatori, collaboratori in genere ed anche atleti, usufruendo di una totale esenzione da imposte dirette o sostitutive sui redditi, fino ad un massimo annuo di euro 7.500 e dell’applicazione di ritenute fiscali del 23% per compensi non superiori ad euro 28.158,28 annui. Secondo importantissimo argomento è quello della responsabilità. Purtroppo, dove c’è attività sportiva, c’è pubblico e quindi aggregazione di persone, ci sono costi e anche tante altre responsabilità patrimoniali. Questo aspetto non deve mai essere sottovalutato, soprattutto quando in presenza di pubblico, a causa di comportamenti di determinate persone o a causa di incidenti, si può essere facilmente coinvolti in procedimenti legali basati su richieste di risarcimento. Per quei presidenti che opteranno per l’A.S.D. , questi devono sapere che in caso di dissesto finanziario dell’ente, pagheranno i debiti contratti dall’A.S.D. di tasca loro, poiché anche il patrimonio personale della singola persona verrebbe compromesso. Relativamente alla responsabilità dei dirigenti / amministratori della S.S.D.R.L., poiché giuridicamente sono applicabili gli stessi articoli del codice civile applicabili per le società di capitali, questi invece possono stare più tranquilli, in quanto la responsabilità patrimoniale, se non sono state rilasciate fideiussioni personali, è limitata all’importo del capitale sociale. Altro discorso è quello relativo alla proprietà e al governo dell’ente. Di chi è l’A.S.D. ? Di chi è la S.S.D.R.L. ? La risposta alla prima domanda è: “di nessuno, o meglio di tutti” , poiché a causa degli effetti del “voto capitario”, ogni singolo associato in assemblea vota per 1 (una testa – un voto), in quanto il capitale della A.S.D. non è suddiviso in quote. Relativamente alle S.S.D.R.L., la società sportiva in questo caso, è di chi possiede le quote del capitale sociale. Astrattamente, una s.s.d.r.l. che nel proprio libro degli associati frequentatori, conta 1.000 tesserati, può essere posseduta da un singolo socio che è titolare di tutte le quote e che ovviamente la governa in prima persona o tramite soggetti di sua fiducia. La S.S.D.R.L. permette infatti una forte distinzione tra i soci della società e i frequentatori degli impianti in uso alla società. Vi è anche da dire però, che coloro che sceglieranno di optare per la S.S.D.R.L. , dovranno sostenere maggiori costi di gestione (gli adempimenti civilistici e fiscali sono molti di più) e non potranno nemmeno accedere al contributo del 5 per mille. Quale scegliere allora ? Il mio consiglio è quello di esaminare attentamente le dimensioni ed il numero delle attività sportive che intendete praticare. Le polisportive ad esempio, necessitano di impianti e strutture organizzative più complete ed efficienti. Analizzate il territorio circostante il bacino di utenza, nonché quanti e quali tipi di strutture analoghe già esistono sul territorio stesso. Le società sportive dilettantistiche con tanti iscritti, possono diventare un vero business anche se non si pratica il professionismo: in Italia il 95 % delle società sportive dilettantistiche sono costituite sottoforma di A.S.D. … ma ricordate che chi sbaglia, paga !

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