Sentenza Consulta Italicum: ecco la motivazione della Corte sulla Legge elettorale

Sentenza Consulta Italicum: ecco la motivazione della Corte sulla Legge elettorale

Redazione

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Legge Elettorale. E’ arrivata sorprendentemente entro la fine della settimana la motivazione della sentenza sull’Italicum, depositata nelle scorse ore dalla Corte Costituzionale. È la n. 35/2017, e consta di ben 99 pagine, in cui sono argomentate le censure di legittimità relative alla ormai riformata legge elettorale Italicum (l. n.52/2015).
Motivazione della Consulta: cosa è cambiato?
No al Ballottaggio
Avrebbe determinato una lesione della rappresentatività degli elettori, comprimendo “eccessivamente il carattere rappresentativo dell’assemblea elettiva e l’eguaglianza del voto“. Anche “il premio attribuito al secondo turno resta un premio di maggioranza e non diventa un premio di governabilità”. Non paragonabile al ballottaggio per i sindaci, che avviene in maniera diretta e per una carica monocratica.
Sì ai Capilista bloccati
I Capilista bloccati sono legittimi, in quanto ad essere bloccati sono solo i capilista, non le intere liste (come nel Porcellum). All’interno delle liste presentate in cento collegi plurinominali di dimensioni ridotte, l’elettore può esprimere sino a due preferenze, quindi ha ancora margine di scelta apprezzabile. Infine, secondo la Consulta, i capilista sarebbero espressione del metodo democratico con cui i cittadini sono chiamati a partecipare alla politica nazionale.
Sì al Premio di Maggioranza
E’ considerato ragionevole per la lista che raggiunge il 40 per cento dei voti. In particolare, alla stessa sono riservati 340 seggi alla Camera. Ciò, a detta della Corte, sarebbe in accordo “con gli obbiettivi, pure di rilievo costituzionale, della stabilità del governo del Paese e della rapidità del processo decisionale”.

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Sentenza Consulta: ora tocca al Legislatore
Pur essendo potenzialmente già operativo l’impianto strutturale della legge riformata, è la stessa Corte Costituzionale ad invitare i partiti politici a migliorarne il testo e le caratteristiche, soprattutto tentando di garantire maggioranze omogenee nei due rami del parlamento. Infatti, pur non essendo obbligatorio adottare lo stesso sistema elettivo per Camera e Senato, la Consulta ritiene comunque necessario “al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare” che “i sistemi adottati, pur se differenti, non” ostacolino “all’esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee“. Rappresentanza, infatti, non significa scarsa governabilità.
Consultellum al Senato: quali sono le differenze?
Per quanto riguarda le differenze attuali con il Consultellum operativo al Senato, possiamo riportare quanto segue: vige un sistema proporzionale puro, non essendo previsto alcun premio di maggioranza; le liste non sono bloccate, nemmeno rispetto ai capilista; gli elettori possono esprime solo una preferenza; le soglie di sbarramento continuano ad essere determinate a livello regionale; i collegi elettorali sono in totale 20, uno per Regione, oltre al collegio estero.

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