Semplificazione negli appalti

Semplificazione negli appalti

Redazione

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Sale da 500.000 a 1 milione di euro la soglia per gli appalti di lavori pubblici senza bando di gara. È una delle misure nella bozza del decreto sviluppo che arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri domani. Gli appalti potranno così essere affidati con procedure negoziate. Per rilanciare il piano casa sarebbe confermato il meccanismo del silenzio-assenso e semplificazioni sono in vista per la Scia: la Segnalazione certificata di inizio attività. Arrivano i distretti turistico-alberghieri e godranno di “burocrazia zero”. I distretti nascono allo scopo di riqualificare l’offerta turistica e le imprese godranno anche di agevolazioni per la ricerca e lo sviluppo. E ancora, i mutui variabili fino a 150.000 euro potranno essere rinegoziati. La rinegoziazione potrà essere chiesta fino al 30 aprile dell’anno prossimo ma solo se chi la chiede ha un Isee (Indicatore situazione economica equivalente) sotto i 30.000 euro e non abbia ritardi nei pagamenti. Aumenta la soglia del tasso di interesse usuraio. La norma era già stata presentata via emendamento nel milleproroghe ma alla fine era stata bocciata. Si tratterebbe di una diversa modalità di calcolo. Se fosse passata la proposta del milleproroghe, ad esempio, la soglia dei tassi usurai per i conti correnti garantiti e non garantiti fino a 5.000 euro sarebbe passata dall’attuale 16,695% al 17,84%. La comunicazione annuale dei dati per le detrazioni fiscali per i familiari a carico viene eliminata per dipendenti e pensionati.

Tra le novità anche l’estensione dei ‘paletti’ previsti per le aziende dall’articolo 12 dello Statuto del Contribuente ai contribuenti sottoposti a verifica. Torna poi il credito d’imposta per le imprese che assumono al Sud lavoratori svantaggiati, mentre per quanto riguarda la scuola, gli insegnanti neoassunti potranno chiedere il trasferimento solo dopo cinque anni dall’immissione in ruolo e la validità delle prossime graduatorie diventerà da biennale, triennale; pare confermata anche l’intenzione del Miur di concedere 20 giorni di tempo (e non più trenta, come in passato) dalla pubblicazione del decreto ministeriale per la presentazione delle domande di aggiornamento. Tra le altre novità, viene soppresso il limite di età (15 anni) per ottenere la carta di identità che ora diventa elettronica. La nuova carta varrà 3 anni per i minori e 10 anni per i maggiorenni.

Insieme con il decreto sviluppo viaggerà anche il decreto legislativo per la riforma dell’apprendistato, che definirà tre tipologie contrattuali. Lo ha affermato il Ministro del welfare, Maurizio Sacconi, a margine del tavolo di confronto con le parti sociali. “La riforma – ha detto – definisce l’apprendistato come un contratto a tempo indeterminato con tre possibilità”. Il rappresentante del Governo ha sottolineato che la prima è “quella per il conseguimento di una qualifica professionale per i più giovani senza diploma”. Poi c’è “quella – ha continuato – che si definisce come contatto di mestiere che si conclude con la verifica della specifica competenza professionale”. E, inoltre, “quella – ha aggiunto Sacconi – di alta professionalità e di ricerca per concorrere a conseguire titoli universitari o di scuola secondaria superiore o di praticantato professionale, finanche di dottorato di ricerca”. Sacconi ha poi riferito che “si è avviato con le parti sociali il confronto sulla riforma dell’apprendistato, che sarà oggetto di contemporaneo negoziato con le Regioni in relazione alle loro competenze in materia di formazione”. Il Ministro del welfare dovrà sciogliere proprio il nodo con le Regioni, che sono divise sul tema della formazione. Dopo il tavolo con le parti sociali ci sarà un passaggio con le Regioni. Il decreto legislativo andrà poi, come detto, in Consiglio dei Ministri insieme con il d.l. sviluppo. Si tratterà, a quanto pare, di un testo ‘aperto’ al contributo del dibattito parlamentare e del confronto con parti sociali e Regioni. A valle di questo percorso Sacconi dovrebbe riconvocare sindacati e imprese.

 

Articolo di Fortunato Laurendi tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it

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