Semplificazione: le otto proposte di Confprofessioni per semplificare i rapporti tra Stato, imprese e cittadini

Semplificazione: le otto proposte di Confprofessioni per semplificare i rapporti tra Stato, imprese e cittadini

Redazione

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Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D’Alia, ha incontrato nei giorni scorsi il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, per definire un tavolo di lavoro sulla semplificazione amministrativa che vedrà protagonisti i liberi professionisti.

Il Ministro D’Alia ha mostrato una profonda attenzione alle proposte avanzate dal mondo dei liberi professionisti per implementare una strategia di semplificazione normativa e amministrativa. Il presidente Stella ha illustrato al Ministro le otto priorità individuate attraverso l’esperienza quotidiana di migliaia di professionisti rappresentati dalla Confederazione. Questi gli punti otto punti presentati al ministro D’Alia:

1) semplificazione normativa: la semplificazione normativa non va perseguita soltanto attraverso tecniche abrogative della legislazione vigente e di delegificazione, ma occorrerebbe accompagnare i processi di abrogazione legislativa e di delegificazione con una vasta e sistematica opera di raccolta di testi unici normativi per aree, in modo da offrire all’operatore un quadro normativo di agile consultazione;

2) semplificazioni amministrative per il mondo delle imprese: Confprofessioni propone l’agevolazione e il sussidio alle attività di impresa attraverso il ruolo dei professionisti, con la costituzione di Agenzie per l’impresa costituite da professionisti specializzati di diverse aree professionali, accreditati dalla Pubblica Amministrazione sulla base della verifica di requisiti e di controlli periodici, cui affidare tutta l’attività di supporto, informazione e promozione dell’imprenditoria a livello territoriale;

3) snellimento degli oneri mediante la funzione sussidiaria dei professionisti delle aree legali ed economiche: Confprofessioni segnala l’opportunità di valorizzare le certificazioni tributarie effettuate dai commercialisti, secondo indirizzi già presenti in alcuni recenti provvedimenti legislativi;

4) snellimento degli oneri e semplificazioni normative nell’area del lavoro: Confprofessioni sottolinea la necessità di valorizzare, proprio in un’ottica di semplificazione, il ruolo delle Parti sociali nella gestione di importanti funzioni come l’incontro tra domanda/offerta di lavoro e sostegno al reddito;

5) snellimento degli oneri mediante la funzione sussidiaria dei professionisti delle aree tecniche: Confprofessioni ritiene che gli ingegneri e gli architetti, in particolare, dovrebbero essere maggiormente valorizzati nella valenza pubblicistica del loro potere certificatorio ed autorizzatorio: assegnando a tali professionisti la competenza in materia di permessi edilizi e Dia/Scia si snellirebbe fortemente il lavoro burocratico per gli uffici comunali, consentendo di effettuare controlli più efficaci ex post;

6) snellimento degli oneri mediante la funzione sussidiaria dei professionisti delle aree sanitarie: Confprofessioni ritiene che lo sviluppo del principio della sussidiarietà orizzontale in ambito socio-sanitario costituisca un elemento fondamentale per fronteggiare le necessità di assistenza specie per pazienti fragili (anziani e affetti da malattie croniche debilitanti);

7) semplificazioni e Agenda digitale: appare necessario insistere nella direzione della costituzione di banche dati informatiche “Open Access”; allo scopo, la Pubblica Amministrazione potrebbe avvalersi del supporto di Società interprofessionali costituite nella forma di S.t.p. Allo scopo, sarebbe essenziale veicolare in questa direzione i Fondi Strutturali stanziati nell’ambito del Programma europeo per il periodo 2014-2020;

8) osservatorio sulle semplificazioni: Confprofessioni propone al Governo di perseguire questi ed altri obiettivi di semplificazione a partire da un monitoraggio condiviso con la società civile e gli operatori professionali. La strategia di semplificazione richiede una messa in discussione delle criticità normative e burocratiche che non possono essere apprezzate soltanto dalla prospettiva interna della Pubblica Amministrazione, ma richiedono, al contrario, una prospettiva esterna.

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