Sconto IVA per la casa si applica anche agli immobili restaurati

Sconto IVA per la casa si applica anche agli immobili restaurati

di Redazione

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La nuova detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo dell’IVA pagata nel 2016 per la nuova casa può essere estesa anche a chi acquista un immobile da imprese che vi hanno compiuto dei restauri. È una delle precisazioni della circolare 20/E delle Entrate.

Il documento di prassi si occupa di vari argomenti che spaziano dal bonus scolastico all’IVA ridotta per gli e-book, fino alle detrazioni IRPEF e alle agevolazioni per le borse di studio Erasmus.

Tra i tanti argomenti trattati, la detrazione IRPEF del 50% dell’IVA pagata al costruttore per l’acquisto di immobili residenziali. Infatti, il tenore della norma di legge sarebbe alquanto restrittivo: «il riferimento all’impresa costruttrice, inteso in senso letterale escluderebbe dall’ambito di applicazione della norma le cessioni poste in essere dalle imprese di ripristino o ristrutturatrici».

Tuttavia, l’Agenzia ha chiarito che la finalità della disposizione è da intendere in senso più ampio e, pertanto, il beneficio «si applica anche nel caso di imprese di “ripristino” o “ristrutturatrici” che hanno eseguito, anche tramite imprese appaltatrici, interventi di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia o ristrutturazione urbanistica».

Riqualificazione energetica. 

La circolare precisa che la proroga delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici «è disposta modificando i termini di scadenza indicati nell’art. 14 del d.l. n. 63/2013 che già prorogava al 31 dicembre 2015 le detrazioni per gli interventi di efficienza energetica, senza modificarne l’impianto normativo di riferimento».

Tale disposizione, introdotta dal comma 74 della Stabilità, concede anche ai contribuenti che ricadono nella no tax area di cedere la detrazione per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016, sotto forma di un corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato i predetti interventi.

Specifica il documento che «la disposizione in esame si applica alle sole spese per interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici e consente al condòmino incapiente di cedere, sotto forma di credito, la detrazione teoricamente spettante in favore dei fornitori che hanno eseguito i lavori, a titolo di pagamento della quota di spese a suo carico. I fornitori non sono, tuttavia, obbligati ad accettare, in luogo del pagamento loro dovuto, il credito in questione».

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