Riforma penale 2021: incontro Ministro Cartabia, commissione e capigruppo Giustizia

di Redazione

Il Ministro della giustizia Marta Cartabia, nella riunione alla Camera con membri e capigruppo delle Commissioni Giustizia, a proposito della riforma del processo penale, ha dichiarato: “Occorre intervenire sui tempi del processo penale 2021 anche per contenere i rischi che il processo si trasformi in un anticipo di pena, quanto meno sul piano sociale”.

Ragionevole durata del processo

Il Ministro ha dichiarato che il violazione del fattore tempo ha quale diretta conseguenza:

  • la prescrizione;
  • la violazione del principio della ragionevole durata dei processi.

Il Ministro ha chiarito come il diritto alla ragionevole durata dei processi, ex artt. 24 e 101 Cost “affondi le sue radici nell’esigenza di assicurare il rispetto effettivo della presunzione di innocenza (o di non colpevolezza come dice la Costituzione italiana)”. Secondo la ministra, infatti, “se è vero che per l’ordinamento giuridico la persona non può essere considerata colpevole fino alla sentenza definitiva di condanna, non è men vero che, sul piano dell’effettività, con l’apertura di un processo penale l’imputato – specie se il fatto e’ reso pubblico nel circuito mediatico – è esposto a un giudizio (o meglio a un pregiudizio) di colpevolezza sociale che può avere gravi ripercussioni sulla sua reputazione, sulle sue relazioni personali e sociali, sull’attività economica e su molti altri aspetti della vita della persona”.

Riforma Giustizia entro la fine del 2021

Si è poi sottolineato come la riforma della giustizia sia la “condizione, perché arrivino in Italia non solo i 2,7 mld del pnrr destinati alla giustizia, ma i 191 mld destinati a tutta la rinascita economica e sociale italiana”. “Entro la fine del 2021 – ha dichiarato la ministra – devono essere approvate le leggi di delegazione per la riforma del processo civile, penale e del csm. Vorrei che fosse chiara la responsabilità che abbiamo anzitutto noi esponenti del governo e rappresentanti politici in parlamento. Se non approveremo queste tre importanti leggi di delegazione entro la fine dell’anno anzi prima della sessione di bilancio autunnale, mancheremo a un impegno assunto con la commissione per ottenere le risorse europee, perchè la posta in gioco sono le risorse del recovery”. La ministra ha ribadito come l’occasione sia da non mancare. “Chi si sottrae al cambiamento si dovrà assumere la responsabilità di mancare una occasione così decisiva per tutti – ha commentato la ministra – L’impresa è titanica. Nessuno ce la può fare senza il contributo, l’impegno, l’entusiasmo, la disponibilità di tutti, tanto a livello politico e che giudiziario ma dobbiamo farcela”.

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