Riforma forense, elusa la tassatività dei casi di giurisdizione del CNF

Riforma forense, elusa la tassatività dei casi di giurisdizione del CNF

Redazione

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Lilla Laperuta

La materia dell’impugnativa dei provvedimenti dei Consigli distrettuali di disciplina è affidata alla giurisdizione del Consiglio nazionale forense. Questa la rilevante novità introdotta dall’art. 37 della legge di riforma dell’ordinamento forense approvata alla Camera il 31 ottobre e ora all’esame del Senato. Si legge testualmente al comma 2 del citato articolo che i provvedimenti del CNF su impugnazione di delibere dei consigli distrettuali di disciplina hanno natura di sentenza, sottraendo così, di fatto il sindacato sulla legittimità di detti atti alla giurisdizione del giudice amministrativo.

Non solo. L’elenco dei casi di giurisdizione di competenza del CNF ha carattere di tassatività e ricomprende nella specie soltanto i ricorsi avverso:

a) i provvedimenti adottati in materia di iscrizioni e cancellazioni dagli albi;

b) le decisioni assunte all’esito dei procedimenti disciplinari;

c) le deliberazioni del Comitato per la tenuta dell’albo speciale degli avvocati ammessi al patrocinio innanzi alle giurisdizioni superiori ed i reclami contro:

d) i risultati delle elezioni dei Consigli dell’ordine;

e) il diniego di rilascio del certificato di compiuta pratica;

f) i conflitti di competenza tra Consigli territoriali.

Al riguardo non può farsi a meno di segnalare che il Tar Lombardia, Sez. Milano, con sentenza n. 823/2012, ha avuto modo di ribadire limiti attuali della giurisdizione del Consiglio Nazionale Forense, dichiarando che i Consigli dell’ordine degli avvocati, nell’adempimento dei compiti loro demandati dalla legge quali enti pubblici esponenziali, svolgono una attività di natura amministrativa (anche quando operano in àmbito disciplinare al pari dei consigli distrettuali di disciplina n.d.r.), nell’adempimento ed in ragione di detta natura l’impugnativa dei provvedimenti e degli atti da essi emessi rientrano nella giurisdizione attribuita all’autorità giudiziaria amministrativa.

A detta giurisdizione si sottraggono, sostiene il collegio, per essere affidati a quella esclusiva del Consiglio nazionale forense, secondo le previsioni del R.D.L. n. 1578 del 1933, soltanto i ricorsi avverso gli atti citati nell’elenco di cui sopra.

Ancora, come precisato dalla Suprema Corte di Cassazione, in tale elencazione, di cui l’art. 54, R.D.L. 1578/1933., e il D.Lgs.CPS. maggio 1947, n. 597, art. 3, sottolineano la tassatività, non è compresa l’impugnativa delle delibere ricognitive e degli atti esecutivi dell’obbligo imposto dai Consigli dell’Ordine dal R.D.L. citato art. 46, di dare comunicazione alle autorità ed enti in esso indicati della radiazione degli avvocati dagli albi professionali o della loro sospensione dall’esercizio della professione.

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