Riforma Fallimentare: approvato il nuovo codice

Riforma Fallimentare: approvato il nuovo codice

di Redazione

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E’  stato approvato in via definitiva il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Lo scorso 10 gennaio il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok all’intervento modificativo contenuto nel testo decreto legislativo attuativo della legge n. 155 del 19 ottobre 2017.

Diverse le novità, tra la modifica dell’articolo 378. Difatti, è stato imposto l’obbligo di modifica degli statuti o degli atti societari per molte società S.r.l., le quali nel corso di quest’anno saranno vincolate a nominare un sindaco, del collegio sindacale e del revisore secondo i nuovi limiti modificati con un intervento delle soglie stabilite dall’articolo 2477 del codice civile.

La pubblicazione della riforma fallimentare con il testo del nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in Gazzetta Ufficiale è attesa per la fine del mese. Il codice diventerà operativo dopo 18 mesi.
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Le novità

Il Codice ha l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità:

  1. consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese;
  2. salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.

Le modifiche alla Legge Fallimentare prevedono:

  • la sostituzione del termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale” in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola “fallito”;
  • l’introduzione di un sistema di allerta finalizzato a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori;
  • la priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;
  • si privilegiano, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
  • si uniforma e si semplifica la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
  • si prevede la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;
  • si istituisce presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
  • si armonizzano le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.

Tra le diverse modifiche si ricorda la disciplina delle S.r.l. che, con l’intervento all’articolo 2477 del Codice Civile relativo all’obbligo di nomina del collegio sindacale e alla revisione legale dei conti, saranno chiamate a modificare statuti o atti costitutivi entro il termine di nove mesi.

S.r.l.: la modifica degli statuti

Le società a responsabilità limitata avranno nove mesi di tempo per adeguare i propri statuti o atti costitutivi, e nominare gli organi di controllo.

Il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza intervenendo sull’articolo 2477 del Codice Civile, viene previsto che la nomina dell’organo di controllo o del revisore sarà obbligatoria se la società: è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; infine, ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti.

L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore  viene meno, qualora per due esercizi consecutivi non è superato alcuno dei predetti limiti.

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