Riforma delle professioni, rinviata l’obbligatorietà delle assicurazioni professionali

di Redazione

Lilla Laperuta

 

Sarà operativa a partire dal 15 agosto 2013 l’attuazione del principio di cui alla lettera e) dell’art. 3 del D.L. 138/2011, obbligatorietà dell’assicurazione professionale, così come previsto dal  D.P.R. 137 del 7 agosto 2012 (G.U. 14-8-2012, n. 189), ovvero il regolamento contenente la  riforma delle professioni in attuazione dell’articolo 3, comma 5, del D.L. 138/2011, convertito, con modificazioni, dalla L. 148/2011.

Di seguito si illustrano i principali punti di novità che interessano esclusivamente il mondo delle professioni regolamentate, ovvero, le attività, riservate  o meno, il cui esercizio è consentito solo a seguito di iscrizione in ordine o collegi, allorché l’iscrizione è subordinata al possesso di qualifiche professionali o all’accertamento di specifiche professionalità (art.1). Sono tagliati fuori, dunque in ottemperanza alle indicazioni suggerite dal Consiglio di Stato, i soggetti inseriti in qualsiasi albo, registro o elenco tenuto da amministrazioni.

 

Libertà di accesso e di esercizio della professione (art.2). In coerenza con la qualificazione delle attività delle libere professioni quali servizi, operata a livello normativo europeo  (art. 57 TFUE), si afferma all’art. 2 che l’accesso alle professioni regolamentate è libero e che il relativo esercizio è fondato e fondato sull’autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnico. Ciò premessa espressamente la salvezza della ì disciplina dell’esame di Stato di cui all’art. 33 cella Costituzione.  Ancora, si prescrive il divieto limitazioni alle iscrizioni agli albi professionali che non siano fondate su espresse previsioni inerenti al possesso o al riconoscimento dei titoli previsti dalla legge per la qualifica e l’esercizio professionale, ovvero alla mancanza di condanne penali o disciplinari irrevocabili o ad altri motivi imperativi di interesse generale.

Aggregazione nazionale degli albi territoriali (art.3). Il regolamento stabilisce che presso il Consiglio Nazionale è tenuto un albo unico, formato dall’insieme degli albi territoriali. L’aggregazione suddetta, si spiega nella relazione illustrativa, è funzionale ad una migliore organizzazione e gestione delle informazioni contenute negli albi intese come banche dati.

Pubblicità informativa dei compensi (art. 4). E’ ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l’attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale,nonché i   compensi richiesti per le prestazioni. Le informazioni rese mediante pubblicità: devono essere strettamente funzionali all’oggetto , rispettare criteri di veridicità e correttezza, non possono essere equivoche  o ingannevoli nè violare l’obbligo del segreto professionale. Diversamente, il professionista commette illecito disciplinare.
Assicurazione professionale obbligatoria
(art. 5). Diventa obbligatoria per tutti i professionisti la stipula di una assicurazione per i danni derivanti al cliente dall’esercizio dell’attività professionale. La necessità del requisito di instaurazione di un rapporto con il cliente consente di escludere, si chiarisce nella relazione illustrativa,  che l’obbligo in questione possa riguardare il professionista che operi nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente. E’ specificato, poi, che l’assicurazione obbligatoria riguarda anche i danni connessi alla custodia di documenti o valori ricevuti dal cliente.
L’obbligatorietà dell’assicurazione scatta comunque il 15 agosto 2013.
Tirocini per l’accesso alla professione (art. 6). Il tirocinio professionale è obbligatorio ove previsto dai singoli ordinamenti professionali, e ha una durata massima di diciotto mesi

Formazione continua (art. 7). La formazione continua diviene obbligatoria per legge, non svolgerla costituisce illecito disciplinare. Il regolamento attribuisce al Consiglio Nazionale dell’ordine il compito di emanare (entro un anno e previo parere favorevole del Ministero della Giustizia) un regolamento che definisca: le modalità e le condizioni per l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l’organizzazione dell’attività di aggiornamento a cura degli ordini o collegi territoriali, delle associazioni professionali e dei soggetti autorizzati; i requisiti minimi, uniformi su tutto il territorio nazionale, dei corsi di aggiornamento; il valore del credito formativo professionale quale unità di misura della formazione continua.

Separazione funzionale fra organi amministrativi e disciplinari (art. 8). La disposizione contempla l’istituzione dei consigli di disciplina territoriali ai quali sono affidati i compiti di istruzione e decisione delle questioni disciplinari riguardanti gli iscritti all’albo. La norma sancisce dunque  il principio di divisione tra gli organi amministrativi (i consiglieri dell’ordine eletti) e gli organi disciplinari (consiglieri del consiglio di disciplina che sono nominati). Ferma l’incompatibilità tra la carica di consigliere dell’ordine o collegio territoriale e la carica di consigliere del corrispondente consiglio di disciplina territoriale, i consiglieri componenti dei consigli di disciplina territoriali sono nominati dal presidente del tribunale nel cui circondario hanno sede, tra i soggetti indicati in un elenco di nominativi proposti dai corrispondenti consigli dell’ordine o collegio.

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