Riforma della professione forense: tutte le componenti dell’Avvocatura chiedono alla Camera l’approvazione immediata del testo licenziato al Senato

Riforma della professione forense: tutte le componenti dell’Avvocatura chiedono alla Camera l’approvazione immediata del testo licenziato al Senato

Redazione

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Presso il Consiglio nazionale forense si è tenuta una riunione cui hanno partecipato tutte le componenti (istituzionali, ordinistiche, politiche e associative) dell’Avvocatura per discutere delle novità legislative, dei problemi da queste scaturenti e dalle questioni ancora lasciate aperte che interessano la categoria. L’obiettivo è stato quello di fare il punto della situazione dopo i tentativi di aggressione alle categorie professionali, tramite la previsione di una liberalizzazione selvaggia, durante l’esame della manovra finanziaria, per assumere le necessarie iniziative e, soprattutto, per chiedere l’approvazione in tempi rapidi del disegno di legge sulla riforma forense.

In detta sede è stato riconosciuto come il testo, licenziato al Senato, affermi principi fondamentali e irrinunciabili, che valgono a rappresentare l’Avvocatura in coerenza con il ruolo che le riconosce la Costituzione. Tra questi, vengono in rilievo la specialità della professione forense, la funzione insopprimibile degli Ordini, l’assoluta diversità della professione dall’attività di impresa.

Uno dei capitoli principali della riforma riguarda proprio la distinzione tra l’attività di avvocato e l’attività d’impresa, giacchè, come sottolineato dal Presidente Alpa, “l’attività dell’avvocato si connota per essere depositaria dell’esercizio del diritto della difesa attraverso l’assistenza legale garantita ai cittadini. E non può certo essere confusa con l’attività di commercio”. Ciò implica la necessità di salvaguardare, a tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della categoria, la qualità, la deontologia e l’efficienza della professione.

Nel contesto dell’incontro si è presentata l’occasione anche per rinviare al mittente le accuse mosse all’Avvocatura, in ordine ad una propria corresponsabilità dell’elevato tasso di litigiosità degli italiani, accuse formulate in un contributo assai significativo, per la provenienza e per i contenuti, reso dal Centro studi Confindustria (CSC).

Nell’ambito delle ricordate iniziative dell’Avvocatura in ordine al rilancio della professione è da segnalare, infine, come l’Oua abbia spinto l’istituzione del Forum permanente delle professioni, “nel quale tutte le organizzazioni dei professionisti, senza divisioni, potranno sottoporre alla Politica un progetto comune di modernizzazione del settore in linea con quelle direttive europee molte volte citate quando si affronta il tema del rilancio della competitività nel nostro Paese”.

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