Riforma del processo civile: il CNF ascoltato in Senato

Riforma del processo civile: il CNF ascoltato in Senato

di Redazione

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Il CNF è stato ascoltato in audizione presso la Commissione giustizia del Senato, che sta esaminando il disegno di legge di conversione del decreto Orlando sulla Giustizia civile.
Nel corso dell’incontro il consigliere segretario Mascherin ha evidenziato l’importanza strategica di far funzionare gli strumenti alternativi al processo messi in campo dal Governo con il D.L. 132/2014, arbitrato e negoziazione assistita.

Riservandosi di inviare un documento di dettaglio a Parlamento e al Governo, lo stesso segretario ha avanzato una serie di proposte che vanno nella direzione di promuovere il ricorso efficace a questi sistemi, affidati agli avvocati e per questo supportati da competenze specifiche e adeguata tutela dei diritti dei cittadini. Tra queste:

a) la previsione di incentivi fiscali, già come previsto per la mediazione;

b) la previsione di un arbitro unico almeno per le controversie di valore contenuto, per favorire risparmio di costi e tempo;

c) la piena alternatività tra mediazione e negoziazione, tra le quali il cittadino deve poter scegliere per evitare un “corto circuito”, con conseguente perdita di tempo e maggiori costi, nei casi di obbligatorietà;

d) la validità della negoziazione come titolo per trasferimento di beni immobili sino a 50 mila euro, anche qui con evidenti risparmi di tempo e denaro per il cittadino.

Al fine di garantire adeguata assistenza anche nella procedura di negoziazione obbligatoria, Mascherin ha poi proposto di prevedere un credito fiscale per gli avvocati dei non abbienti, quale forma di compenso.

Con riferimento alle altre misure contenute nel decreto, è stata posta la questione delle separazioni “ratificate” davanti all’ ufficiale di stato civile, evidenziando il rischio di prevaricazione del coniuge debole in assenza di un suo avvocato (come nella negoziazione) o del giudice (come nelle separazioni giudiziali). Ancora, è stata stigmatizzata l’opportunità di nuovi interventi in materia di esecuzione forzata idonei a garantire forti risparmi, anche per cittadini e imprese: ad esempio l’ accesso alle banche dati pubbliche ad opera dei Consigli dell’Ordine degli avvocati su autorizzazione del presidente del Tribunale.

Infine, il consigliere segretario del CNF ha espresso apprezzamento sul metodo di dialogo tra Governo, Parlamento e operatori e sul pieno riconoscimento dell’Avvocatura come soggetto imprescindibile nella giurisdizione.

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