I rifiuti elettrici ed elettronici nell’Unione Europea

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Come si legge sul sito europarl.europa.eu, i rifiuti elettrici ed elettronici sono una delle categorie di rifiuti in aumento rapido nell’Unione Europea e meno del 40% degli stessi viene riciclato.
I dispositivi elettronici e le apparecchiature elettriche rappresentano il simbolo della modernità.
Non sembra possibile immaginare di potere vivere senza lavatrice, aspirapolvere, smartphone e computer, però i rifiuti che producono sono diventati un ostacolo agli sforzi dell’Unione Europea per ridurre la loro impronta ecologica.

Indice

1. In che cosa consistono i rifiuti elettrici ed elettronici


I rifiuti elettrici ed elettronici includono una moltitudine di prodotti che vengono gettati via dopo essere stati utilizzati per un breve e lungo periodo.
I grandi elettrodomestici, come le lavatrici e le stufe elettriche, sono tra i rifiuti più raccolti e rappresentano più della metà dei rifiuti elettrici ed elettronici raccolti.
Seguono le apparecchiature informatiche e di telecomunicazione, come computer portatili e  stampanti, le apparecchiature di consumo, come videocamere, lampade fluorescenti e i pannelli fotovoltaici nonché i piccoli elettrodomestici, come l’aspirapolvere e il tostapane.
Le altre categorie, come gli attrezzi elettrici e i dispositivi medici, rappresentano il 7,2% dei rifiuti elettrici ed elettronici raccolti.

2. Perché i rifiuti elettronici si devono riciclare


I dispositivi elettrici ed elettronici gettati contengono materiali potenzialmente nocivi che inquinano l’ambiente e aumentano i rischi per le persone addette al riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici.
Per fare fronte alla questione, l’Unione Europea ha adottato una normativa rivolta a impedire l’utilizzo di determinate sostanze chimiche, come il piombo.
Molti minerali rari necessari per le moderne tecnologie provengono da paesi che non rispettano i diritti umani.
Con la finalità di sostenere inconsapevolmente conflitti armati e violazioni dei diritti umani, i deputati del Parlamento Europeo hanno adottato delle norme che impongono agli importatori europei di terre rare di effettuare dei controlli sui precedenti personali dei loro fornitori.


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3. I provvedimenti dell’Unione Europea per ridurre i rifiuti elettrici ed elettronici


Nel marzo 2020 la Commissione Europea ha presentato un piano di azione per l’economia circolare (PAEC) che tra le sue priorità fondamentali comprende la riduzione dei rifiuti elettrici ed elettronici.
La proposta definisce specificamente obiettivi immediati come il diritto alla riparazione e il miglioramento del riutilizzo, l’introduzione di un caricabatterie universale e l’istituzione di un sistema di premi per incoraggiare il riciclo dell’elettronica.
Entro la fine del 2024, l’USB di tipo C diventerà il caricatore standard per la maggior parte dei dispositivi elettronici nell’Unione Europea.
Entro il 28 aprile 2026, i laptop dovranno essere dotati di una porta USB Type-C.
Nel marzo 2023, la Commissione Europea ha presentato un’altra proposta per promuovere il cosiddetto diritto alla riparazione, che farebbe comprendere nella garanzia legale, la riparazione dei prodotti da parte dei venditori, salvo che non sia più conveniente sostituirli.
Questo garantirebbe anche il diritto a rendere le riparazioni più facili e convenienti.

4. La posizione del Parlamento Europeo


A febbraio 2021 il Parlamento Europeo ha votato per il piano d’azione per l’economia circolare, chiedendo misure aggiuntive per raggiungere un’economia a zero emissioni di carbonio, sostenibile dal lato dell’ambiente, libera dalle sostanze tossiche e completamente circolare entro il 2050.
Sono anche incluse norme più severe sul riciclo e obiettivi vincolanti per il 2030 sull’utilizzo e l’impronta ecologica dei materiali.
In relazione ai rifiuti elettrici ed elettronici, il Parlamento Europeo vuole promuovere una vita più lunga per i prodotti attraverso il loro riutilizzo e riparazione.
Il relatore del Parlamento, Jan Huitema, ha dichiarato in relazione al piano della Commissione:
È importante affrontare il PAEC in maniera globale.
I principi di circolarità devono essere applicati in tutte le fasi di una catena del valore per garantire il successo dell’economia circolare.
Ha anche affermato che si deve prestare particolare attenzione al settore dei rifiuti elettronici, visto che il tasso di riciclo è in ritardo rispetto a quello di produzione.
Nel 2017 il mondo ha prodotto 44,7 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici di cui solo il 20% è stato riciclato correttamente.
Sempre secondo Huitema il PAEC potrebbe contribuire alla ripresa economica.
Stimolare nuovi modelli aziendali innovativi genererà a sua volta la nuova crescita economica e le altre opportunità di lavoro che l’Europa avrà bisogno di ripristinare.

Dott.ssa Concas Alessandra

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