Revisione legale dei conti: proposta di modifica della direttiva 2006/43/CE

Revisione legale dei conti: proposta di modifica della direttiva 2006/43/CE

Redazione

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Per riformare e rendere più attuale la normativa in materia di revisione dei conti, la Commissione europea si è impegnata a sostenere un ampio dibattito internazionale sul ruolo del revisore, sul governo societario e sull’indipendenza delle imprese di revisione contabile, così come sulla creazione di un mercato unico per i servizi di revisione contabile e sulla semplificazione delle norme applicabili alle PMI.

La direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e consolidati mira ad assicurare che gli investitori e gli altri soggetti interessati possano fare affidamento sull’accuratezza e veridicità dei bilanci onde evitare il rischio di frodi ai danni dei cittadini europei. I revisori dei conti vengono quindi connotati come figure professionali specializzate e soggette a un codice di condotta che ne assicuri l’indipendenza e l’obiettività.

Con due raccomandazioni del 2008, la Commissione europea ha poi attribuito maggiori responsabilità agli organi di sorveglianza e ha aumentato la trasparenza delle relazioni contabili.
Successivamente la Commissione è intervenuta con il Libro Verde «La politica in materia di revisione contabile: gli insegnamenti della crisi», che ha aperto una consultazione pubblica sul tema al fine di acquisire pareri dalle parti interessate sui cambiamenti da apportare alla figura del revisore legale idonei ad assicurarne l’indipendenza e ad evitare conflitti d’interesse.

Nel Libro Verde la Commissione sottolinea altresì l’importanza di un approccio differenziato e calibrato, che tenga conto delle dimensioni e delle caratteristiche delle società sottoposte a revisione legale e dei relativi revisori. Sul tema è poi intervenuto il Parlamento europeo con una risoluzione che ha accolto favorevolmente il dibattito sul ruolo del revisore dei conti.

La Commissione europea, prendendo in considerazione gli esiti della consultazione pubblica e la risoluzione del Parlamento europeo, ha formulato una proposta di emendamento della direttiva 2006/43/CE pubblicata lo scorso 30 novembre 2011.

Dalla proposta di emendamento emerge innanzitutto la necessità di un adattamento dei principi di revisione alle dimensioni delle società, imponendosi un diverso trattamento a seconda che si tratti di grandi imprese ovvero di piccole o medie imprese. Al riguardo, occorre ricordare i criteri adottati dall’Unione europea per operare la classificazione tra:

a) micro imprese: sono quelle che occupano meno di 10 dipendenti e realizzano un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro;

b) piccole imprese: sono quelle che occupano meno di 50 dipendenti e realizzano un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro;

c) medie imprese: sono quelle che occupano meno di 250 dipendenti e realizzano un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo non superiori ai 43 milioni di euro;

d) grandi imprese: sono quelle con soglie di rilevanza superiori a quelle previste per le medie imprese.

Premessa tale distinzione, secondo le indicazioni della Commissione, i principi di revisione devono essere interpretati diversamente in relazione alla società oggetto di revisione. In particolare:

a) le grandi imprese dovranno essere necessariamente assoggettate alla revisione legale dei conti mediante l’applicazione dei principi di revisione internazionale;

b) le medie imprese saranno anch’esse assoggettate alla revisione obbligatoria ma i principi di revisione applicabili dovranno essere adattati alle reali dimensioni e all’assetto organizzativo dell’ente, in modo da realizzare una revisione «semplificata». Poiché nella proposta non sono contemplati concreti criteri in base ai quali differenziare l’applicazione pei principi di revisione internazionali, l’attuazione della revisione semplificata viene demandata, in applicazione del principio di sussidiarietà, ai singoli Stati membri;

c) le piccole imprese saranno o meno sottoposte a revisione legale a seconda della decisione in tal senso operata dai singoli Stati membri. L’eventuale sottoposizione dell’ente alla revisione dei conti sarà assoggettata ai medesimi criteri di revisione semplificata previsti per le medie imprese ovvero a peculiari regole di revisione che gli Stati abbiano specificamente previsto per tali entità economiche.

Allo scopo di provvedere alla realizzazione di un «mercato unico» per i servizi di revisione legale, la Commissione prevede poi la creazione di un «passaporto europeo» per i revisori, che consenta loro di prestare servizi in tutta l’Unione europea. A tal fine si propone un alleggerimento delle formalità burocratiche per l’accesso alla revisione in uno Stato membro diverso.

Ulteriore, importante, modifica suggerita dalla Commissione attiene alla liberalizzazione delle regole di partecipazione al capitale delle società di revisione, prevedendosi anche la partecipazione di soci di capitale in deroga ai criteri attualmente vigenti che vogliono che la maggioranza dei diritti di voto sia posseduto da professionisti contabili abilitati.

Queste le principali novità destinate a trovare concreta applicazione se la proposta di modifica della direttiva 2006/43/CE dovesse essere approvata in via definitiva. (Anna Costagliola)

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