Revisione della geografia giudiziaria: l’OUA denuncia come anche nella magistratura stiano sorgendo forti dubbi e critiche

Revisione della geografia giudiziaria: l’OUA denuncia come anche nella magistratura stiano sorgendo forti dubbi e critiche

Redazione

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L’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA) è tornato ad occuparsi del tema della revisione della geografia giudiziaria, valutando positivamente tanto le diverse prese di posizione critiche assunte nei confronti dell’attuale programma da parte di alcune sezioni dell’Anm (Chiavari, Pinerolo, Bassano), quanto la presentazione di un ddl apposito al Senato, con primo firmatario il vice presidente della Commissione Giustizia, Felice Casson. Per Nicola Marino, presidente dell’OUA, è il segno evidente che qualcosa si sta muovendo e che il muro di gomma di artificioso consenso attorno all’irrazionale chiusura di circa 1000 uffici giudiziari comincia mostrare i primi significativi segni di cedimento. Non solo, infatti, gli avvocati e i sindaci e i Comitati Civici, ma anche la magistratura comincia a guardare l’attuale provvedimento con il dovuto distacco e la necessaria obiettività. In questa direzione va anche il ddl presentato, insieme ad altri 17 firmatari, dal vice presidente della Commissione Giustizia del Senato che prevede una proroga di un anno (storica richiesta dell’OUA) e la revisione dei tagli, anche alla luce dei diversi profili di illegittimità.

L’OUA attende ora una presa di posizione trasversale di tutte le forze politiche per bloccare il processo dei programmati tagli degli uffici giudiziari, in attesa, peraltro, delle decisioni della Corte Costituzionale, che esaminerà la questione il 2 e 3 luglio 2013 (si ricorda che, allo stato, sono già 17 le rimessioni alla Consulta che pendono sulla geografia giudiziaria).

Intanto, su questo grande tema l’OUA ha proclamato due giornate di astensione per i prossimi 29 e 30 maggio, preannunciando che avanzerà al Guardasigilli, oltre alla richiesta di un intervento urgente di proroga, anche le proprie proposte per una moderna riorganizzazione degli uffici e per eliminare gli sprechi, senza compromettere i diritti dei cittadini.

 

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