Relazione inaugurazione per l’ anno giudiziario Corte dei conti 2005 regione Friuli Venezia Giulia
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Relazione inaugurazione per l’ anno giudiziario Corte dei conti 2005 regione Friuli Venezia Giulia

relazione

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CORTE DEI CONTI

PROCURA REGIONALE PRESSO

LA SEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE

DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

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RELAZIONE PER L?INAUGURAZIONE

DELL?ANNO GIUDIZIARIO 2005

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SIG. PRESIDENTE

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Mi sia permesso porgere anche i miei ringraziamenti per quanti hanno voluto essere presenti a questa cerimonia, manifestando in tal modo il loro interesse per questo Istituto, i cui organi giurisdizionali hanno compiuto lo scorso anno un decennio dalla loro istituzione in questa Regione.

La brevit? del tempo a disposizione e la necessit? di non abusare della Loro cortesia mi spingono a limitarmi ad un breve commento dei dati pi? rilevanti relativi all?attivit? della Sezione Giurisdizionale e di questa Procura Regionale; un quadro pi? completo potr? essere ricavato dalle tabelle allegate a questa relazione.

I dati riguardanti la Sezione Giurisdizionale mettono in evidenza, rispetto all?anno precedente, la notevole diminuzione (circa il 20%) dei giudizi pensionistici pendenti, (5495 al 31.12.2004) ed il notevole aumento (+122%) di quelli trattati (1603 nel corso del 2004), dati che hanno influito sul numero di quelli definiti, passato da 691 a 1574 (+127%): tra questi merita segnalare il triplicarsi circa dei giudizi civili definiti ed il raddoppiarsi di quelli militari.

Per quanto attiene ai giudizi di responsabilit? amministrativa, va segnalato che, malgrado ne siano stati trattati un numero maggiore lo scorso anno (26 rispetto ai 18 del 2003) ? aumentato ? anche se in misura irrisoria (da 22 a 24) ? il numero di quelli pendenti: il fenomeno ? imputabile all?attivit? della Procura Regionale, che spesso concentra negli ultimi mesi dell?anno il deposito degli atti di citazione.

Delle 24 sentenze di responsabilit? per danni erariali, emesse nel corso del 2004, 13 ? poco pi? della met?, cio? ? sono state di condanna, per un totale di euro 385.420,43.

Ridottisi infine in termini fisiologici i giudizi pensionistici di guerra: 45 pendenti all?inizio di quest?anno.

Unico dato negativo riguardante l?attivit? della Sezione Giurisdizionale ? quello relativo ai conti giudiziali in carico, in costante aumento dal 2000, passando dai 4517 di quell?anno ai 7087 attuali, cui ha fatto riscontro una diminuzione del 50% circa del numero di quelli definiti: solo 245 rispetto ai 487 del 2003.

La ragione di questo fenomeno va ricercata nella notevole carenza di personale amministrativo di revisione che ha afflitto la Sezione giurisdizionale nel corso del 2003: i dati statistici allegati non mettono infatti in evidenza che solo dal settembre scorso si ? cominciato ad implementare il personale presente, attraverso il comando di tre dipendenti, venuti a sostituire personale posto in quiescenza o trasferito ad altra sede. Va inoltre messo in evidenza che dal primo gennaio scorso ? cessato dal servizio un Magistrato in posizione aggiuntiva.

Poich? quest?anno si conclude il primo decennio di attivit? della Sezione Giurisdizionale, mi sembra utile ricordare che dal 1995 sono stati definiti complessivamente 11.319 giudizi pensionistici civili e militari, 3287 giudizi pensionistici di guerra e 249 giudizi di responsabilit?, con condanne, questi ultimi, per euro 15.850.724,91. Mediamente, in ciascuno degli anni del periodo indicato, sono stati presentati circa 700 nuovi ricorsi pensionistici.

L?ammontare complessivo dei risarcimenti dovuti per danni erariali, tuttavia, non mette in evidenza le difficolt? che si incontrano per il recupero effettivo delle somme dovute: si pensi che deve essere ancora eseguita una sentenza di condanna emessa nel novembre del 1996 per poco pi? di 750 euro. Si ? prossimi alla estinzione del debito per prescrizione, con la conseguente chiamata in giudizio del responsabile del procedimento di esecuzione.

Per la Procura Regionale, il dato pi? rilevante concerne non solo la sostanziale coincidenza del numero dei fascicoli giacenti alla fine del 2003 ed al primo gennaio di questo anno, ma anche la sostanziale coincidenza del numero delle istruttorie in corso durante l?anno passato.

?Mentre infatti tra il gennaio 2000 ed il gennaio 2003 si era riusciti a ridurre il carico pendente di oltre il 30%, quest?anno va registrata una riduzione dell?arretrato del solo 6%, dato certamente migliore rispetto alle previsioni che avevo formulato all?inizio dello scorso anno, ma di poca soddisfazione sia in termini assoluti, sia in raffronto all?impegno profuso da tutti i componenti dell?Ufficio.

Ancora pi? deludente ? il dato relativo alle istruttorie in corso, diminuite nel 2004 di oltre il 60% rispetto al 1? gennaio 2000.

Non ? pienamente di conforto la consapevolezza che nel periodo indicato i dati erano gonfiati da numerosi fascicoli riguardanti questioni di massa, come i provvedimenti di revoca degli assegni di invalidit?? oggi in numero minimo, o da altrettanti numerosi fascicoli ereditati dalla ex Procura Generale di Roma (oltre 2.700), aperti prima della regionalizzazione degli uffici giurisdizionali di questa Corte e riguardanti comportamenti anche solo colposi,? fascicoli tutti chiusi con istruttorie molto semplici.

Da un paio di anni, ormai, le istruttorie riguardano soprattutto fattispecie pi? complesse, oltre che nuove rispetto alle tradizionali azioni di responsabilit? amministrativa perseguite fino al 2003: mi riferisco all?estensione della giurisdizione di questa Corte? avvenuta negli ultimi tempi ad opera di leggi (danni derivanti da una non ragionevole durata dei processi) o da sentenze della Corte di Cassazione, che, come ? noto, proprio un anno fa ha riconosciuto la giurisdizione di questa Corte sugli enti pubblici economici e sulle societ? a prevalente capitale pubblico.

Se l?analisi sin qui condotta sui dati esposti ? corretta c?? da aspettarsi per gli anni prossimi, in assenza di provvedimenti che potenzino questo Ufficio, un aumento del carico pendente, specie a fronte dell?incremento verificatosi lo scorso anno nelle denunce pervenute (da 719 a 781).

A proposito di queste, va sottolineato che si sono registrati incrementi per tutte le provenienze: sia da privati (210 nel 2004, rispetto alle 89 del 2001), sia da Enti locali (159 nello scorso anno, rispetto ai 129 del 2002), sia da Amministrazioni dello Stato (412, rispetto alle 384 del 2003) e soprattutto per quelle aperte d?ufficio: ben 109 rispetto alle 8 dell?anno precedente.

Dati che danno concreta dimostrazione dell?impegno di tutto l?Ufficio riguardano il numero delle costituzioni in mora e degli inviti a dedurre notificati, passati dai 114 del 2002 ai 354 dello scorso anno e, soprattutto, dalle audizioni personali effettuate, passate nello stesso periodo da 198 a 241.

Per quanto concerne le unit? di personale impegnato nell?attivit? di questo Ufficio, l?anno che si ? aperto registra una diminuzione nel numero dei Magistrati, in quanto dal 1? gennaio scorso ? cessata l?aggiuntiva del Collega di supporto, presente dal novembre 2003.

A parte la sincera stima e la considerazione nutrite nei confronti di detto Collega, Magistrato di esperienza e di indubbio valore, va detto che l?istituto dell?aggiuntiva non appare per nulla idoneo, non dico a risolvere, ma neppure ad alleviare, le difficolt? di una Procura in carenza di organico. Se si considera che un Magistrato in servizio in una Procura contabile pu? svolgere solo attivit? requirente, mentre Colleghi in servizio nei settori giurisdizionali e di controllo possono essere assegnati contemporaneamente ad entrambe le funzioni, si comprende che ad una Procura possono essere assegnati in aggiuntiva solo Colleghi provenienti da altri analoghi Uffici, tutti anche essi, generalmente, notevolmente sotto organico; l?effetto certo dell?istituto dell?aggiuntiva ? il depotenziamento di una Procura gi? in difficolt? per il temporaneo supporto, con scarsi risultati e con costi notevoli, ad un altro Ufficio.

La presenza in ufficio, anche per una settimana al mese, non rende quello che costa in termini di sacrificio del Collega inviato in aggiuntiva e in termini di spese sostenute dall?Istituto per le indennit? di missione.

La soluzione va ricercata altrove. Lo scorso anno, proprio in questa sala, in occasione dell?inaugurazione dell?anno giudiziario, mi ero permesso suggerire la riassegnazione, da parte del Consiglio di Presidenza, ad attivit? istituzionali dei non pochi Colleghi autorizzati a svolgere, anche fuori ruolo, attivit? extraistituzionali. Non mi aspettavo, in verit?, di essere seguito su questa strada.

Mi permetto allora sottoporre al rappresentante del Consiglio di Presidenza, che ci onora della Sua presenza, una soluzione al problema forse meno peregrina: si potrebbe ? almeno per le sedi di Procura pi? in difficolt? ? ridurre il numero dell?organico effettivo delle Sezioni, sia giurisdizionali che di controllo, e trasferire i perdenti posto nelle Procure: le Sezioni potrebbero operare con pi? Colleghi in aggiuntiva, magari presenti nella stessa sede, o in sedi limitrofe, per ridurre le spese di missione.

?In attesa di scelte di fondo che potenzino questa Procura regionale e in vista delle difficolt? che si presentano nell?immediato futuro, si ? proceduto alla riorganizzazione di questo Ufficio affidando a tre funzionari amministrativi le funzioni del personale di Magistratura: alla dott.ssa Sonia Santorelli, Direttore anche della Segreteria, alla dott.ssa Roberta Fozzer ed alla dott.ssa Cecilia Calandrino ? mi fa piacere che i loro nomi risuonino in questa aula ? ho affidato una buona parte del migliaio di fascicoli che ho personalmente in carico, perch? siano trattati dall?inizio alla conclusione; esse dispongono l?istruttoria, mi sottopongono i provvedimenti di invito o di archiviazione, partecipano attivamente alle audizioni, stendono, se del caso, gli atti di citazione e, quando necessario, gli appelli: a me rimane, oltre ovviamente alla responsabilit? dei loro atti, la firma di quelli conclusivi sui quali si abbia concordanza di vedute.

Non so come esprimere la mia e la loro soddisfazione e spero di non veder crescere quell?arretrato che con molta difficolt? ? stato abbattuto: in un decennio di attivit? sono stati trattati e conclusi, con due soli Magistrati effettivi, ben 11.400 fascicoli e promossi 272 giudizi di primo grado e 22 di appello.

Mi rendo conto di aver contravvenuto al mio desiderio di non annoiarvi con cifre e problemi che si trascinano da tempo.

E? preferibile piuttosto riflettere su questioni di attualit?.

La norma pi? interessante dello scorso anno ? stata quella proposta nella recente legge finanziaria, e non approvata, con la quale si disponeva la sanatoria per tutte le consulenze illecitamente affidate ad esterni alla Pubblica Amministrazione.

La levata di scudi, anche degli organi di questo Istituto, ha fatto abortire, all?ultimo momento, l?emendamento proposto; esso, mi sembra, sia tuttavia emblematico della situazione: in presenza delle innumerevoli segnalazioni che, da pi? anni, sono state fatte, in ogni sede, dalle Procure contabili sull?abuso delle consulenze e degli incarichi e sugli sprechi finanziari che ne derivano si ? cercata la soluzione non in pi? restrittive e puntuali norme in materia, ma in una sanatoria che, oltre che azzerare il passato, consentisse di continuare per il futuro.

Non c?? da meravigliarsi molto se il principio di legalit?, che deve reggere ogni societ? ordinata, risvegli ormai tanto poco interesse nella collettivit?, al punto che l?argomento, proposto tra i temi di maturit? del 2004, ha trovato una minoranza di studenti disposti a trattarlo.

In merito, voglio ricordare qualche fatto emerso nel corso dell?anno passato: in un ente di Stato, pi? che disastrato anche se oggi in ripresa grazie al cambio degli organi al vertice, il personale in missione veniva considerato in attivit? lavorativa straordinaria, e quindi con diritto alla corresponsione del relativo trattamento economico o a riposi compensativi, anche quando?.dormiva: se poi dormiva in missione durante la domenica, il trattamento era doppio; ho verificato casi in cui un dipendente, per ogni giorno di missione continuativo, magari a poca distanza dalla sede di servizio, ha fruito di tre giorni di riposo compensativo! Richiamati, diciamo cos?, al rispetto delle regole, si pretendeva che fossero riconosciute come attivit? lavorativa, e quindi da recuperare, le ore del pasto in quanto trascorse a discorrere con altri colleghi di questioni di lavoro.

Il Direttore di un altro importante ente pubblico ha arredato alcuni uffici dell?ente con quadri acquistati, con i fondi dell?ente ovviamente, da un suo dipendente, pittore per hobby.

Il Direttore Generale di un importante ufficio dello Stato in Regione ha smantellato una antenna radio di servizio per sostituirla con un?imponente antenna da lui personalmente utilizzata per ?. studiare il contatto tra la materia e l?antimateria, o qualcosa di simile.

E? ormai generalizzato l?impiego di collaboratori coordinati e continuativi per implementare i propri dipendenti, in spregio ad una serie di norme che vanno da quelle sul turn over, al divieto di affidare attivit? istituzionali ad estranei all?Amministrazione, alle norme che hanno soppresso i co.co.co stessi e che non consentono alle pubbliche amministrazioni di avvalersi di collaboratori a progetto, alla stessa ormai ignorata Costituzione che richiede un pubblico concorso per accedere ad uffici pubblici.

La visione privatistica, meglio personalistica, degli interessi pubblici arriva al punto di confondere volutamente le norme sull?instaurazione di un rapporto di pubblico impiego con le norme che lo regolano: in altre parole, siccome determinate figure possono avere un rapporto regolato da norme di diritto privato, vengono assunte a pubblici uffici ?. privatamente: un Direttore di un ente regionale, cui chiedevo spiegazioni in merito, mi ha risposto che ha scelto ?intuitu personae?; c?? da augurarsi che non sia una locuzione nuova per riferirsi agli amici o agli amici degli amici, espressione di una cultura propria di altre realt? regionali.

In proposito appare lecito, tuttavia, nutrire qualche dubbio se si riflette sul fatto che una societ? a totale partecipazione pubblica, che fino agli inizi del 2004 aveva svolto attivit? di promozione di prodotti regionali con fondi propri, senza incidere sul bilancio pubblico, e con un presidente che non percepiva alcun emolumento, da qualche mese riceve, per la stessa attivit?, cospicui finanziamenti pubblici ? concessi, tra l?altro, da organi con competenza in altri settori produttivi -, con un presidente, affiancato per di pi? da un consigliere delegato, che gode di un non irrilevante compenso, e con consiglieri di amministrazione cui ? stato ?ridotto? (cos? mi ? stato spiegato) il gettone di presenza da 100.000 lire a 150 euro a seduta. Sembra inoltre che in detta societ? si sia verificato un notevole ammanco di cassa.

Concludo: lo scorso anno, per la prima volta per questa Procura, sono entrati nel novero dei chiamati in giudizio dei soggetti privati: si tratta di alcuni tabaccai, concessionari del gioco del lotto o della riscossione dei c.d. ?bolli auto?, che invece di riversare alle casse dello Stato le somme riscosse a tale titolo, in alcuni casi molto cospicue, hanno preferito, diciamo cos?, gestirli in proprio; nel corso di una audizione, uno di loro mi ha raccontato di averli investiti nella sua stessa attivit?, giocandoseli cio? nella sua tabaccheria, essendosi reso conto che numerosi suoi clienti erano risultati molto fortunati. Ha perso gli oltre 350.000 euro sottratti allo Stato.

Come si diceva un tempo, ?non tutto, ma di tutto?: quanto comunque per comprendere quale sia spesso l?atteggiamento di chi gestisce o ha la disponibilit? di cose pubbliche.

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