Regolamentazione delle Attività professionali: nuovi spiragli verso la liberalizzazione e modernizzazione dei servizi professionali italiani nel DDL Mastella

Regolamentazione delle Attività professionali: nuovi spiragli verso la liberalizzazione e modernizzazione dei servizi professionali italiani nel DDL Mastella

Capicotto Luisa

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Venerdi 1 dicembre il disegno di legge Mastella di riforma delle professioni è stato ufficialmente inserito nell’Agenda del Consiglio dei Ministri con intento di essere varato nella mattinata dopo circa dieci anni di concertazione sulla preparazione del testo da parte delle forze politiche. Il disegno di legge ha trovato approvazione dopo l’ultimo lavoro di limatura  avvenuto presso il Ministero della Giustizia nella notte del 29 novembre u.s.a seguito degli ultimi ritocchi a quanto pare sostanziali delle forze politiche.
L’andamento tormentato del DDL risulta evidente dalle numerose interruzioni che ha subito il progetto iniziale a seguito degli emendamenti approvati su proposta del Ministro per lo sviluppo economico Bersani che ha portato alla eliminazione dalla bozza del 10 ottobre delle tariffe minime per le professioni anche in materia di appalti pubblici. Successivamente ha rallentato la approvazione l’intervento del Ministro dell’Università Mussi che ha minacciato di non votare perché non coinvolto nella elaborazione del DDL. Ne è derivato l’introduzione dell’art.5 che riconosce al MUR la delega per la disciplina dei titoli di accesso alle professioni. Ultriore nodo da sciogliere è sorto per gli ordini sanitari per i quali è stata data la delega al Ministro LTurco che avrebbe dovuto istituire i cinque ordini ovvero quello degli infermieri, ostetrici, riabilitatori, tecnici sanitari, esperti della prevenzione.- La delega è scaduta il 4 settembre u.s. senza alcun risultato e il Governo dovrebbe avere rinviato di un anno l’esercizio della delega in via eccezionale in vista della imminente almeno auspicata approvazione della   riforma complessiva.
L’articolato iter del testo della riforma viene ribadito da Mantini che è dell’avviso di seguire la strada di ridurre le deleghe a aumentare gli articoli al fine di andare sempre più nel dettaglio della disciplina ed ha annunciato l’intento di promuovere un confronto tra le Commissioni parlamentari riunite della giustizia e attività produttive e le Associazioni professionali e gli ordini per rispettare la concertazione ma in tempi ristretti perché è giunto il momento dell’Azione. Il Ministro ha infatti confermato l’orientamento positivo della maggioranza di centrosinistra per il riconoscimento delle libere Associazioni professionali nell’ottica di restringere le distanze tra sistema ordinistico e associazionistico e creare un rinnovato sistema professionale dualistico sinergico che valorizzi la libera concorrenza e la competitività leale in Italia e anche in Europa dove dovrà essere fronteggiata la concorrenza a seguito della approvazione della direttiva Bolkestain.
L’ impegno di licenziare il testo del DDL entro fine anno in Parlamento senza alcuna retromarcia come è accaduto nelle passate legislature è stato ardentemente annunciato dal Guardasigilli Clemente Mastella proprio ieri 30 novembre programma presso la sala Capranica a Roma, innanzi alle associazioni non regolamentate intervenute alla Assemblea dei delegati dei II Stati generali delle Associazioni professionali del COLAP (Coordinamento libere associazioni professionali) , che conta oltre 1000 delegati in rappresentanza di oltre 170 associazioni e di 300 mila iscritti, tra i quali AGEIE:associazione giuristi economisti di impresa europei) che ha evidenziato come il testo che sarà sottoposto oggi al Governo rappresenti il più alto punto di equilibrio frutto di una seria concertazione tra tutte le forze politiche e tra gli esponenti delle professioni.
Il presidente del Colap Lupoi ha evidenziato l’importanza delle attività dell’intelletto e quindi le professioni che sono oggi l’elemento trainante dell’economia del nostro paese. “Favorirne la crescita, creare le situazioni al contorno per cui le intelligenze possano trovare l’ambiente migliore per svilupparsi, è la sfida con la quale i Governi più avanzati si stanno confrontando. L’Europa, da parte sua, ha preso coscienza che in questo ambito c’è il futuro della sua economia e sta indicando con sempre maggiore convinzione quale sia la migliore strada da perseguire”. “La regolamentazione delle associazioni – ha continuato il coordinatore nazionale –, lungi da costituire un appesantimento della normativa, rappresenta anche l’occasione di iniettare una forte dose di liberalizzazione nel sistema professionale. La regolamentazione non prevede infatti alcuna esclusiva, non fissa obblighi di iscrizione, valorizza gli aspetti di merito, riduce le rendite di posizione e limita il monopolio degli ordini professionali”.
 
Pertanto deve essere rilanciato un sistema duale e sinergico dove gli ordini vengano ricondotti al progetto originario per il quale furono creati (accertatori del possesso della conoscenza di base per l’esercizio di una attività costituzionalmente protetta, magistratura speciale per il controllo del comportamento etico del professionista) e le libere associazioni professionali vengano ammesse al rilascio degli attestati di competenza”.
 
Infine Lupoi ha espresso pieno apprezzamento per il Ddl Mastella per la riforma delle professioni evidenziando i punti principali nell’ambito di un testo che ha definito “una buona, ma timida, base di partenza”. Ha ribadito che il riconoscimento è comunque pieno e consentirà alle associazioni professionali serie, ben strutturate, con statuti democratici, senza fine di lucro, con una chiara identificazione delle attività professionali di riferimento, con un codice etico adeguato ed applicato, di ottenere l’iscrizione nel Registro e di rilasciare l’attestato di competenza di tipo europeo. Da ciò l’importanza di una vigilanza seria e di una corretta certificabilità dei requisiti professionali.
Questa la priorità espressa anche dal Ministro TREU che auspica la istituzione di enti certificatori della pratica professionale e LA necessità di garantire una formazione continua e adeguata dei professionisti che non dovrà essere esclusivo appannaggio degli ordini ma principale compito delle Associazioni quali soggetti meglio deputati alla formazione e al rilascio della imprescindibile certificazione di competenza e garanzia di una professionalità di qualità ed etica. In tale ottica il testo proposto prevede elevati requisiti e standard per ottenere il riconoscimento ed avere diritto alla registrazione.
La conclusione – a mio avviso – sembra rassicurante verso la meta della liberalizzazione delle professioni: ” se il DDL dovesse subire rallentamenti si chiederà lo stralcio dell’art.7 per accelerare il riconoscimento delle Associazioni”
Non resta che sostenere il nuovo governo e lodare l’impegno di un movimento coraggioso verso la liberalizzazione delle professioni ma rispettoso – a quanto emerge – anche degli ordini professionali in una mediata convivenza
 
di Luisa Capicotto
Dott di ricerca in diritto pubblico dell’economia – Avvocato e Socio AGEIE
 

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