RC professionale: polizza obbligatoria rinviata per gli esercenti le professioni sanitarie

di Redazione

Anna Costagliola

Alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo, per tutti gli iscritti agli ordini, di dotarsi di una polizza sulla responsabilità civile per rendere indenni i clienti da eventuali errori colposi posti in essere nell’esercizio della professione, il Parlamento ha approvato un emendamento inserito in extremis nel ddl di conversione del decreto legge che proroga i termini dell’intramoenia allargata (D.L. 89/2012, recante proroga di termini in materia sanitaria), che modifica, solo per gli iscritti all’ordine dei medici, il D.L. 138/2011, prevedendo lo slittamento al 2013 dell’obbligo di dotarsi della copertura assicurativa.

Deve ricordarsi, in proposito, come la norma che impone a tutti i professionisti di dotarsi di una polizza assicurativa sia contenuta nell’art. 5 della bozza del d.P.R. relativo alla riforma degli ordinamenti professionali, in attuazione dell’art. 3, D.L. 138/2011 (conv. in L. 148/2011), recante i principi cui devono uniformarsi tutte le professioni regolamentate. Tale norma è destinata ad operare non solo nei confronti degli esercenti la professione in forma individuale, ma anche nei confronti di coloro che si apprestano ad esercitarla nella forma delle nuove società tra professionisti, pena l’applicazione di sanzioni disciplinari.

Funzione della polizza è quella di tenere indenni i clienti dai danni conseguenti a perdite patrimoniali involontariamente cagionate agli stessi nell’esercizio dell’attività professionale, in ipotesi di violazione di doveri professionali, errori od omissioni commessi dal professionista nell’espletamento dell’incarico ricevuto. Una volta stipulata l’assicurazione, il professionista, al momento dell’assunzione dell’incarico, dovrà rendere noti al cliente gli estremi della polizza e il relativo massimale di copertura del danno.

Ciò che preoccupa le professioni è la estrema laconicità della normativa, mancando, ad esempio, indicazioni inerenti al tipo di sanzioni cui potrebbe andarsi incontro, ai massimali che potranno essere richiesti ai professionisti, ai rischi da coprire, agli scoperti o franchigie ammissibili e ad ulteriori svariati aspetti. Si sottolinea, in particolare, da parte del mondo dei professionisti, come in considerazione del fatto che ciascuna professione ha le sue specificità e molte di asse anche diverse specializzazioni, con rischi ed esigenze differenti, difficilmente siano immaginabili regole comuni su massimali, retroattività, ultrattività, danni assicurabili, costi e così via.

Le riportate considerazioni hanno indotto i professionisti a chiedere più volte la previsione di un periodo transitorio, necessario per consentire a tutti di mettersi in regola con il nuovo obbligo di legge senza incorrere nelle sanzioni minacciate. Per il momento è stata solo la categoria dei medici ad ottenere, a sorpresa, una proroga dei tempi di entrata in vigore dell’obbligo assicurativo. Il termine è fissato ad 1 anno dalla riforma delle professioni e comunque non oltre l’entrata in vigore di una disciplina specifica sulla responsabilità civile e le condizioni assicurative per gli esercenti le professioni sanitarie. Il settore della medicina, invero, appare quello posto maggiormente in difficoltà dalle nuove previsioni di legge, considerati soprattutto gli alti rischi, e dunque gli alti costi dei risarcimenti, che rendono difficile trovare una compagnia disponibile alla copertura assicurativa. Peraltro, con la proroga disposta si è inteso anche contrastare la cd. «medicina difensiva», espressione con la quale si indica la pratica di evitare interventi «pericolosi» per evitare di incorrere in denunce.

Lo slittamento al 2013 dell’obbligo assicurativo per le professioni sanitarie, che dovrà essere confermato in Senato, è destinato a suscitare polemiche da parte di tutti gli altri ordini professionali, che proprio in questi giorni stanno chiedendo al Governo di modificare il d.P.R. nel senso della previsione di un periodo transitorio all’obbligo di polizza professionale, per consentire ai professionisti di organizzarsi. Sul punto occorrerà attendere il Parlamento, chiamato entro oggi ad esprimere il proprio parere sul testo di riforma, anche se l’ultima parola spetta al Ministero della Giustizia.

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