Quali sono i diritti di un bambino nato da una relazione extraconiugale?

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

È risaputo che sia possibile che anche le relazioni extraconiugali possano comportare il rischio di una gravidanza non desiderata.

A volte, quando le persone che intrattengono simili relazione sono sposate e non vogliono che si venga a sapere del loro rapporto, si sceglie di abortire.

In altre situazioni, quando ad essere sposato è esclusivamente lui, la donna decide di portare a termine la gravidanza e fare nascere colui o colei che verrà definito un figlio adulterino.

Si deve distinguere tra figli nati fuori dal matrimonio e figli adulterini.

I secondi sono anche loro nati fuori dal matrimonio, ma vengono definiti tali quelli concepiti da una coppia non sposata, vale a dire da due persone che hanno un rapporto affettivo stabile ma che non si sono voluti sposare né in Chiesa né in Comune.

La riforma della filiazione approvata nel 2012 (legge 10/12/2012 n. 219/2012) ha equiparato i figli nati nel matrimonio e quelli nati fuori dallo stesso.

In presenza di un simile contesto, anche un figlio adulterino riconosciuto oppure che ottiene la prova della paternità da chi negava qualsiasi legame biologico con lui ha gli stessi diritti degli altri. Sono stati equiparati i figli legittimi, in passato si chiamavano in questo modo quelli da marito e moglie e quelli naturali, vale a dire nati da genitori non sposati.

La Suprema Corte di Cassazione, in passato si è espressa in questa direzione (Cass. sent. n. 9300/2010).

Indice:

1.I figli legittimi e naturali davanti alla legge

2.I figli adulterini devono essere riconosciuti?

3.I figli adulterini possono ereditare?

1. I figli legittimi e naturali davanti alla legge

Come accennato in precedenza, nel 2012 è stata approvata una legge che ha messo fine alle differenze tra figli legittimi, vale a dire nati nel matrimonio, e figli naturali, coloro che sono nati da coppie non sposate.

Oggi, si parla di figli senza fare distinzioni di sorta, perché hanno lo stesso status giuridico, compresi i figli adulterini, coloro che sono nati da una relazione extraconiugale, e i figli che sono stati adottati.

Esiste un’unica eccezione relativa ai figli nati da un incesto, vale a dire, da due genitori che hanno un vincolo di parentela in linea retta, come padre e figlia, madre e figlio, fratello e sorella ma anche in linea collaterale, come suocero-nuora o genero-suocera.

In simili casi la legge ammette la possibilità del non riconoscimento del bambino o della bambina.

Sulla questione si approfondisca con:

2. I figli adulterini devono essere riconosciuti?

Come scritto in precedenza, a parte che in caso di incesto, i bambini hanno diritto di essere riconosciuti dai loro genitori, sia che siano figli legittimi, sia che siano naturali o adottati.

Da questo lato il caso dei figli adulterini è più delicato.

Da una parte, per godere degli stessi diritti degli altri, ad esempio il diritto al mantenimento oppure ereditare, devono essere riconosciuti dal padre o devono avere un test del Dna che provi la paternità dell’uomo che viene ritenuto il suo genitore biologico.

Senza una prova, non si potrà ottenere niente, altrimenti chiunque si potrebbe presentare a casa di un personaggio ricco e famoso e dire:

Sono tuo figlio”, oppure “ti ricordi di quella notte in occasione di un viaggio? Questo è tuo figlio”.

Il figlio adulterino però, potrebbe non essere nato da una relazione del marito infedele, in ragione del fatto che anche la moglie si potrebbe essere concessa alla persona sbagliata ed essere rimasta incinta.

Magari per non fare chiarezza contava sul fatto di avere avuto dei rapporti anche con il coniuge nello stesso periodo.

Se si dovesse scoprire la verità, la legge consente il disconoscimento della paternità in costanza di matrimonio quando:

  • I coniugi non abitavano insieme nel periodo compreso tra il 300° ed il 180° giorno prima della nascita (periodo legale del concepimento).
  • Se e nel menzionato periodo il marito soffriva di impotenza.
  • Se la moglie ha commesso adulterio sempre nello stesso periodo nascondendo la gravidanza e la nascita del bambino al marito, se lo stesso risiede altrove per lavoro o per altri motivi.

Il disconoscimento della paternità dei figli può essere esercitato, a pena di decadenza, entro i seguenti termini:

  • Per la moglie, entro sei mesi dalla nascita del figlio o dall’avvenuta conoscenza dell’impotenza del marito.
  • Per il marito, entro un anno dalla nascita del figlio quando si trovava nel luogo nel quale è nato il figlio o dal giorno del suo ritorno nel luogo nel quale è nato il figlio se egli, al tempo della nascita, era assente, oppure entro un anno da quando è venuto a conoscenza della nascita del figlio.

3. I figli adulterini possono ereditare?

Le premesse perché un figlio adulterino non possa pretendere niente dal padre o dalla madre sono due:

Essere stato riconosciuto come figlio oppure avere una prova della paternità, ad esempio mediante un test del Dna.

In simili casi, il figlio adulterino avrebbe diritto al mantenimento, all’eredità e agli altri effetti della filiazione.

A questo proposito la Suprema Corte di Cassazione sostiene che quando viene dichiarata la paternità, il giudice può disporre che venga effettuato il pagamento del mantenimento a favore del figlio anche se la madre non dovesse richiedere  il pagamento.

Nella sentenza si legge che Il codice civile conferisce al giudice “il potere di adottare d’ufficio, in ragione dell’interesse superiore del minore, i provvedimenti che stimi opportuni per il mantenimento del minore stesso”.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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