Se i genitori non sono sposati quale cognome assume il figlio? 

di Concas Alessandra, Referente Aree Diritto Civile, Commerciale e Fallimentare e Diritto di Famiglia

SOMMARIO:

  1. Introduzione
  2. Quali sono i diritti di un figlio nato fuori dal matrimonio?
  3. Un figlio nato fuori dal matrimonio si deve essere riconoscere?
  4. Un figlio nato fuori dal matrimonio quale cognome prende?
  5. In che modo riconoscere un figlio nato fuori dal matrimonio?
  6. Quali sono gli effetti del riconoscimento di un figlio nato fuori dal matrimonio?
  7. In che modo si deve procedere se un figlio nato fuori dal matrimonio non viene

    riconosciuto?

Introduzione

In una coppia di conviventi la ragazza è in attesa di un bambino.

Questa la buona notizia, quella meno buona è che da un po’ di tempo le cose tra lei e il suo compagno non stanno andando per il meglio e lei ha deciso di chiedere una pausa nella loro relazione.

Il compagno non è d’accordo, anche perché  a distanza di qualche mese nascerà il bambino.

Il giovane è molto preoccupato e vuole sapere quale cognome prenderà il figlio nato fuori dal matrimonio.

Quando non si è sposati si deve procedere con il riconoscimento, vale a dire, dichiarare di essere i genitori del bambino nell’atto di nascita, in una dichiarazione davanti all’ufficiale di Stato civile, in un atto pubblico oppure in un testamento.

Esclusivamente in questo modo si acquistano lo status di figlio e il cognome del genitore che effettua il riconoscimento per primo.

In questa sede scriveremo sulla questione e le sue relative vicende giuridiche.

Quali sono i diritti di un figlio nato fuori dal matrimonio?

La legge stabilisce che i figli sono uguali e hanno gli stessi diritti, indipendentemente dal fatto che siano nati da genitori sposati, conviventi, separati o divorziati.

Non esiste più la distinzione tra figli legittimi, vale a dire, nati in costanza di matrimonio, e figli naturali, vale a dire, nati al di fuori del matrimonio.

Anche un bambino che viene concepito da genitori non sposati allo stesso modo ha il diritto di essere mantenuto, educato ed istruito sino al raggiungimento di una sua indipendenza economica.

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Se i genitori decidono di lasciarsi, quello dei due che non convive con la prole dovrà corrispondere all’ex un contributo economico periodico per sostenere le spese ordinarie nell’interesse del figlio e contribuire per metà a tutte quelle straordinarie.

Un figlio nato fuori dal matrimonio si deve essere riconoscere?

Quando si ha un figlio nato fuori dal matrimonio, i genitori devono procedere con il riconoscimento.

La madre e il padre, anche se siano sposati con altre persone, devono dichiarare, congiuntamente o separatamente, di essere i genitori del bambino.

Un simile atto, spontaneo e irrevocabile richiede il possesso dei seguenti requisiti, che sono:

  • capacità di intendere e di volere
  • avere compiuto almeno 14 anni

Se il genitore ha un’età inferiore può procedere al riconoscimento previa autorizzazione del giudice.

Se la coppia che mette al mondo un figlio è sposata, si presume che il bambino sia stato concepito da entrambi i genitori, di conseguenza non si deve procedere al riconoscimento.

Un figlio nato fuori dal matrimonio quale cognome prende?

Un figlio nato fuori dal matrimonio prende il cognome del genitore che lo ha riconosciuto per primo.

 

Se il riconoscimento viene effettuato in modo contemporaneo da entrambi i genitori, il figlio assume il cognome del padre.

Se, il riconoscimento del padre avviene in un secondo momento, il figlio può assumere il suo cognome aggiungendolo, anteponendolo o sostituendolo a quello della madre.

Il figlio che non viene riconosciuto né dal padre né dalla madre prende il nome e il cognome che gli viene dato dall’Ufficiale di Stato civile.

In che modo riconoscere un figlio nato fuori dal matrimonio?

Il riconoscimento del figlio può essere effettuato in diversi momenti.

Prima della nascita, al momento della nascita o dopo la nascita.

Se il riconoscimento è stato effettuato esclusivamente dalla madre, il padre dovrà ottenere il suo consenso.

In presenza di un rifiuto è possibile ricorrere al giudice competente che deciderà in merito  alla questione una volta assunte le informazioni necessarie e dopo avere sentito il minore, che deve avere almeno dodici anni o un’età inferiore se capace di discernimento.

In relazione alle modalità, il riconoscimento può essere fatto nell’atto di nascita, davanti all’ufficiale di Stato civile, in un atto pubblico oppure in un testamento.

Se il figlio ha compiuto i quattordici anni, è necessario anche il suo assenso, mentre se ha meno di quattordici anni, il riconoscimento può avvenire esclusivamente con il consenso dell’altro genitore che lo ha effettuato in precedenza.

Quali sono gli effetti del riconoscimento di un figlio nato fuori dal matrimonio?

Il riconoscimento produce gli effetti che seguono:

  • Rapporto di filiazione, attraverso il quale il figlio e il genitore assumono reciproci diritti e doveri
  • Legame di parentela tra il figlio e i parenti del genitore
  • Attribuzione del cognome del genitore che ha effettuato il riconoscimento

In che modo si deve procedere se un figlio nato fuori dal matrimonio non viene riconosciuto?

Se uno dei genitori non procede al riconoscimento spontaneo del figlio nato fuori dal matrimonio,  la paternità o la maternità potranno essere accertati direttamente dal giudice su istanza del genitore o del tutore che agiscono nell’interesse del minore, oppure, del figlio maggiorenne in qualsiasi momento.

Dovrà essere fornita una prova, come ad esempio una testimonianza, un documento oppure il Dna per confermare o smentire la relazione del figlio con il presunto genitore.

Il genitore che ha riconosciuto il figlio si deve occupare delle spese relative al suo mantenimento, però si può rivolgere al giudice per la dichiarazione di paternità o maternità e per ottenere il rimborso delle spese sostenute.

Potrebbe succedere che che né la madre né il padre riconoscano il figlio.

In presenza di una simile ipotesi, l’atto di nascita viene trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni che dovrà procedere alla dichiarazione dello stato di adottabilità del bambino e al suo inserimento nella famiglia ritenuta più idonea al relativo compito.

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Concas Alessandra

Giornalista iscritta all’albo dell’Ordine di Cagliari e Direttore responsabile di una redazione radiofonica web. Interprete, grafologa e criminologa. In passato insegnante di diritto e lingue straniere, alternativamente. Data la grande passione per il diritto, collabora dal 2012 con la Rivista giuridica on line Diritto.it, per la quale è altresì Coautrice della sezione delle Schede di Diritto e Referente delle sezioni attinenti al diritto commerciale e fallimentare, civile e di famiglia.


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