POS obbligatorio: arrivano le sanzioni? Il governo ci pensa

POS obbligatorio: arrivano le sanzioni? Il governo ci pensa

Redazione

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Come affermato dal sottosegretario allo Sviluppo Economico, Enrico Zanetti  ‘il Governo sta valutando l’introduzione di un credito d’imposta, ma anche di sanzioni per gli inadempienti’.

Dallo scorso 30 giugno, infatti, vige in Italia la legge 221/2012 che obbliga tutti gli esercenti privati – in società o autonomi – a poter ricevere per i pagamenti oltre 30 euro, anche il saldo in formato elettronico.

L’obbligo è finalizzato a ridurre l’uso del denaro contante e dei relativi costi legati alla minore tracciabilità delle operazioni, e a ridurre il rischio di elusione della normativa fiscale e antiriciclaggio.

“Il tavolo di lavoro – ha promesso Zanetti – proseguirà i suoi approfondimenti monitorando gli effetti del decreto sul mercato, sia in termini di volumi sia di prezzi”. Seguiranno altri incontri, anche con i professionisti, “per condividere i risultati di questo monitoraggio e per favorire una più ampia diffusione dei pagamenti elettronici nel nostro Paese e una corretta ripartizione dei costi e dei benefici tra tutti i soggetti interessati”.

Al momento, un professionista o un’impresa che si dota del POS può spendere da un minimo di 25-60 euro ad un massimo di 120-180 euro annui a seconda delle apparecchiature scelte.

Tuttavia, la norma appare ancora incompiuta, in quanto all’obbligo non è conseguita l’entrata in vigore delle possibili sanzioni per i trasgressori.

Su questo tema, Zanetti ha puntualizzato che “non è affatto detto che vengano stabilite sanzioni per chi non si dota del Pos. Il tavolo tecnico sta valutando vari aspetti tra cui logicamente anche questo, ma ci sarà poi una decisione politica”.

 Ma come rendere obbligatorio il POS se alla violazione di tale dettato non segue una sanzione?
“Non è l’intensione della pena che fa il maggior effetto sull’animo umano, ma l’estensione di essa”. 
Così Cesare Beccaria in “Dei delitti e delle pene” si soffermava sull’importanza della certezza della pena quale indice essenziale di prevenzione dei reati.

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