Pensione anticipata 2017: penalizzate le donne e i nati nel 1952?

Pensione anticipata 2017: penalizzate le donne e i nati nel 1952?

di Redazione

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La riforma delle pensioni prevista per il 2017 potrebbe portare, tra le molte novità, a una penalizzazione per le donne e per i lavoratori nati nel 1952 a cui la Legge Fornero concedeva di andare in pensione a 64 anni. Il pensionamento anticipato previsto dalla Legge Fornero resta valido anche a partire dal 2017, ma la recente circolare n. 196/2016 dell’Inps sembra limitarne la portata e i beneficiari.

Vediamo allora di fare chiarezza su chi potrà usufruire delle pensioni anticipate.

 

Leggi la circolare Inps sulle pensioni anticipate.

La Legge di Bilancio 2017 è stata approvata: leggi tutte le novità.

 

Chi può accedere alla pensione a 64 anni?

La Legge Fornero (Legge n. 214 del 22 dicembre 2011) ha stabilito che le lavoratrici dipendenti del settore privato che hanno compiuto 60 anni e maturato 20 anni di contribuzione entro il 31 dicembre 2012 avrebbero potuto accedere alla pensione anticipata al compimento dei 64 anni.

Stesso discorso per i lavoratori del settore privato con 60 anni di età e 35 anni di contribuzione al 31 dicembre 2012. L’età di 64 anni è stata poi adeguata al cambiamento della speranza di vita, ed è oggi pari a 64 anni e 7 mesi.

Potranno quindi andare in pensione anticipata tra il 2016 e il 2017 i nati nel 1952 che abbiano maturato 20 anni di contributi (se donne) e 35 anni di contributi (se uomini) al 31 dicembre 2012.

 

La condizione di attività lavorativa subordinata

La Legge Fornero prevedeva inoltre che per accedere alla pensione anticipata a 64 anni (e 7 mesi) i beneficiari avrebbero dovuto essere lavoratori dipendenti alla data di entrata in vigore della legge, il 28 dicembre 2011.

Tale requisito è stato modificato dalla nota del Ministero del lavoro n. 13672 del 26 ottobre scorso, che ha stabilito che possono accedere alla pensione anticipata anche coloro che alla data di entrata in vigore della riforma “prestavano attività di lavoro autonomo, svolgevano attività di lavoro presso una pubblica amministrazione o erano privi di occupazione“.

 

La penalizzazione per i nati nel 1952

Qual è il problema per il 2017, allora?

La circolare n. 196/2016 dell’Inps, pur riconoscendo la validità della pensione anticipata a 64 anni e 7 mesi alle condizioni sopra delineate, specifica che l’anzianità contributiva deve essere stata maturata esclusivamente nel settore privato ed esclude dal computo tutti i periodi di contribuzione volontaria e figurativa maturata in altri modi.

I nati e le nate nel 1952 che vorranno andare in pensione anticipata, dunque, non potranno contare nel calcolo della contribuzione i periodi di versamenti volontari, la maternità al di fuori del rapporto di lavoro, i periodi figurativi maturati durante il servizio militare e i riscatti per conseguimento di titoli di studio.

 

Cgil: a pagare saranno soprattutto le donne

Il Presidente del patronato Cgil Inca Morena Piccinini ha evidenziato i problemi della recente circolare Inps, che “penalizza i nati nel 1952, soprattutto le donne, nell’accesso alla pensione a 64 anni”. I nuovi paletti introdotti dalla circolare riguardo il calcolo degli anni di contribuzione creano infatti condizioni di disparità per coloro che hanno avuto carriere discontinue e frammentarie. Nella maggior parte dei casi, per l’appunto, si tratta di lavoratrici donne.

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