Organismi di conciliazione forensi e fisco: chiarimenti dal CNF

Organismi di conciliazione forensi e fisco: chiarimenti dal CNF

di Redazione

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Il Consiglio nazionale forense ha diffuso una nota nella quale si riporta il parere
pro-veritate richiesto all’avv. Claudio Berliri per fare chiarezza sugli aspetti
fiscali connessi allo svolgimento dell’attività di mediazione, in particolare
la remunerazione di quella svolta presso gli Organismi di conciliazione degli
Ordini forensi; ciò in vista dell’entrata in vigore (dal 20 marzo) delle
disposizioni del D.Lgs. 28/2010 (anche se il decreto milleproroghe che verrà
approvato in settimana prevede uno slittamento di un anno dell’obbligatorietà
della conciliazione per le controversie in materia condominiale e di r.c. auto).
Nel parere reso si opera una distinzione sulla base della natura giuridica dell’ente.
A tal fine:
a) se trattasi di ente autonomo rispetto all’Ordine forense è soggetto
ad Ires ed Iva secondo le specifiche regole;
b) se è lo stesso Ordine forense a gestire l’Organismo, occorre accedere
ad una contabilità separata ed all’apertura di una partita Iva, relativa
specificatamente all’attività di mediazione.
Più problematica dal punto di vista fiscale la creazione di un Organismo
interno al Consiglio dell’Ordine senza contabilità separata.
Il testo
del parere
è disponibile sul sito del Consiglio nazionale forense.

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