Ordini degli avvocati: illegittimo il regolamento elettorale

Ordini degli avvocati: illegittimo il regolamento elettorale

di Redazione

Qui la sentenza: Corte di Cassazione - sez. unite civili - sentenza n. 2614 dell'1-2-2017

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È illegittimo il regolamento elettorale degli Ordini degli avvocati attualmente in vigore. Dopo i pareri negativi del Tar e del Consiglio di Stato, le sezioni unite civili della Corte di Cassazione hanno infatti annullato le elezioni degli Ordini degli avvocati di Latina e Bari con le due recentissime sentenze n. 2481 del 31 gennaio e 2614 del 1° febbraio 2017. Si resta in attesa, adesso, di una nuova legge elettorale che potrebbe essere approvata dal Parlamento già nei prossimi giorni.

Ma vediamo cosa potrebbe cambiare a breve per i consigli degli Ordini forensi.

 

La legge elettorale degli Ordini degli avvocati

L’attuale regolamento elettorale degli Ordini degli avvocati italiani è stato introdotto dal decreto ministeriale del 10 novembre 2014. Subito criticato perché di fatto “bloccava” le liste dei candidati per il consiglio, il regolamento è stato dichiarato illegittimo dal Tar nel giugno 2015 e dal Consiglio di Stato nel 2016.

In particolare, il Tar ha dichiarato illegittimi gli articoli 7 e 9 della legge elettorale, che consentono agli elettori di indicare un numero di preferenze anche pari a quello dei consiglieri da eleggere e alle liste di presentare un egual numero di candidati. Tali articoli creano una serie di problematiche in relazione al rispetto della tutela di genere.

 

Illegittime le elezioni degli Ordini di Bari e Latina

La Corte di Cassazione ha quindi annullato a sezioni unite le elezioni degli Ordini degli avvocati di Bari e Latina, svoltesi appunto con l’utilizzo della legge elettorale condannata dal Tar e dal Consiglio di Stato. Questo, è bene notare, dopo che il Consiglio Nazionale Forense si era invece espresso a favore di tali elezioni.

Il CNF aveva ritenuto legittime le elezioni perché le stesse si erano svolte prima del giudizio negativo del Tar del giugno 2015. La Cassazione ha invece stabilito che il CNF avrebbe dovuto tenere conto della sentenza del Tar nel suo giudizio perché questa era nel frattempo diventata definitiva.

 

La sentenza della Corte di Cassazione

La Cassazione ha accolto quindi le richieste di vari sindacati locali degli avvocati, dell’Associazione nazionale forense (Anf) e dell’Associazione nazionale avvocati italiani (Anai).

La sentenza della Suprema Corte non si è infatti solo pronunciata in senso contrario a quanto deciso dal CNF, ma ha anche disposto l’annullamento di tutti gli atti relativi al procedimento per l’elezione dei componenti del consiglio per il quadriennio 2015-2018.

 

La nuova legge elettorale forense

La situazione è quindi al momento particolarmente delicata. Dichiarato illegittimo il regolamento sancito dal decreto ministeriale e annullate le elezioni che hanno utilizzato tali norme, si rischia un vuoto legislativo che può essere colmato solo con la promulgazione di una nuova legge elettorale.

Fortunatamente, i senatori della Commissione Giustizia stanno già lavorando per approvare la nuova normativa entro la fine della settimana. La legge dovrà poi passare alla Camera per il voto definitivo. Come fa sapere il CNF tramite il suo sito internet, l’accelerazione del Senato “può davvero risolvere il nodo”, visto che questa volta il sistema elettorale sarebbe definito “non più da un decreto ministeriale ma da una legge vera e propria“.

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