Opere pubbliche supercostose. Causa corruzione

Opere pubbliche supercostose. Causa corruzione

Redazione

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La relazione della Corte dei conti sul rendiconto 2011: la corruzione fa lievitare la spesa del 40%. Il disegno di legge di contrasto approda al Senato: si parte martedì

 

di Giuseppe Manfredi (tratto da www.lagazzettadeglientilocali.it)

 

Sempre più pressante l’esigenza di una normativa nuova contro la corruzione. Mentre è al via l’iter in Senato del disegno di legge, approvato dalla Camera con la fiducia posta dal governo, che è stato incardinato in commissione Giustizia (relatori Stefano Ceccanti, per il Pd, e Alberto Balboni, per il Pdl), e il ministro della Giustizia, Paola Severino fa sapere di voler seguire personalmente l’esame del provvedimento, che riprenderà da martedì prossimo, la Corte dei conti lancia un pesante allarme: la corruzione costa un 40% in più di spesa per opere pubbliche. Nella relazione sul rendiconto generale dello Stato per il 2011 presentata ieri si sottolinea “la lievitazione dei costi” per l’economia derivante dal fenomeno corruttivo. “L’interesse per il fenomeno corruttivo – sottolinea il procuratore aggiunto della Corte dei conti, Salvatore Nottola – è dato dagli ingiusti costi che esso provoca all’economia e dalla necessità di individuazione dei possibili rimedi sia per la prevenzione si per la reintegrazione del patrimonio”. Secondo la Corte dei conti, “i costi sono immediati o diretti, costituiti dall’incremento della spesa dell’intervento pubblico: c’è una lievitazione dei costi strisciante e una lievitazione straordinaria che colpisce i costi delle grandi opere, calcolata intorno al 40%”. Ma, osserva Nottola, “il danno indiretto, e forse più grave, è quello inferto all’economia nazionale, perché la corruzione allontana le imprese dagli investimenti: è stato calcolato che ogni punto di discesa nella classifica di percezione della corruzione (sembra che l’Italia attualmente sia al 69mo posto su 182) provoca la perdita del 16% degli investimenti dall’estero”. L’alto esponente della magistratura contabile si è anche soffermato sulla questione degli affidamenti all’esterno di consulenze. “L’affidamento di compiti a soggetti esterni alla pubblica Amministrazione, sotto il profilo del conferimento di incarichi di consulenza e collaborazione, è un fenomeno sempre rilevante ed inquientante nonostante gli interventi normativi tesi a ridurlo”. “Dall’attività giurisdizionale – ha sottolineato Nottola – che attiene alle responsabilità individuali, emergono le tipologie di fattispecie di illecito più rilevanti, ma sarebbe necessaria una più incisiva attenzione degli organi deputati ai controlli interni ed esterni, perché il fenomeno spesso nasconde fattispecie di elusione delle norme di riduzione del personale, con la vanificazione delle conseguenti economie, o ipotesi più gravi e inaccettabili quali la concessione di favori o addirittura illecite dazioni”. Il presidente delle Sezioni riunite della Corte dei conti, Luigi Mazzillo, nel corso della relazione ha poi affermato che “i risultati conseguiti in termini quantitativi” nell’abbattere lo scorso anni i livelli della spesa pubblica e del disavanzo “appaiono impressionanti”, “ma non basteranno se, da un lato, non si ha chiaro quale debba essere l’arco temporale di riferimento entro il quale inquadrare il giudizio sul controllo della spesa, e, dall’altro, se non si interviene, per usare una metafora, per eliminare la polvere nascosta sotto il tappeto”. “Se non si interviene, cioè, – ha precisato Mazzillo – per eliminare le persistenti zone grigie di scarsa trasparenza dei conti pubblici, che lasciano intravedere potenziali rischi di emersione di oneri latenti. Ma, soprattutto, se non si interviene puntualmente sulla qualità dell’azione amministrativa”. Anche sul fronte della sanità la situazione non è delle migliori. Il sistema sanitario non è in buona salute, con forti problemi come le lunghe liste d’attesa, le difficoltà dei pronto soccorso e i comportamenti illeciti, ha sottolineato Nottola, evidenziando in particolare che “vari segnali fanno ritenere che le condizioni di salute del nostro sistema sanitario non sono per nulla buone, e tali sono la persistente lunghezza delle liste d’attesa, le difficoltà delle strutture di pronto soccorso, i comportamenti illeciti produttivi di danno, segno di una carente e difettosa struttura organizzativa”.

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