Prova nel giudizio di opposizione nel procedimento monitorio

Onere della prova del credito nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo

di Redazione

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Sovente viene sollevata dall’opponente in sede di opposizione a decreto ingiuntivo l’eccezione concernente l’inidoneità dell’estratto di saldaconto a fondare l’emanazione del decreto ingiuntivo, essendo richiesto dall’art. 50 TUB un estratto conto certificato conforme alle scritture contabili; in tali casi, deve ritenersi che la “prova scritta” ai sensi dell’art. 633 c.p.c. nei rapporti di conto corrente bancario non sia costituita soltanto dal saldaconto, ma anche dalla restante documentazione, contrattuale e non, posta a sostegno della pretesa fatta valere in via monitoria.

In ogni caso,  “con l’opposizione a decreto ingiuntivo si instaura un normale procedimento di cognizione, nel quale il creditore opposto può produrre nuove prove ad integrazione di quelle già offerte nella fase monitoria ed il giudice non valuta soltanto la sussistenza delle condizioni e della prova documentale necessarie per l’emanazione della ingiunzione, ma la fondatezza (e le prove relative) della pretesa creditoria nel suo complesso, con la conseguenza che l’accertamento dell’esistenza del credito travolge e supera le eventuali insufficienze probatorie riscontrabili nella fase monitoria” (Cass., n. 9927/2004).

L’opposizione

Qualora  nella fase di opposizione l’ammontare del credito della banca venga documentato tramite la produzione degli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto di conto corrente intrattenuto tra le parti, oltre che dai contratti, e i tassi di interesse e le condizioni risultanti dagli estratti conto siano stati oggetto di contestazioni di carattere generico, va richiamato l’insegnamento della giurisprudenza di legittimità in tema di prova del credito fornita da un istituto bancario nell’ambito del procedimento monitorio e del successivo giudizio di opposizione, secondo il quale deve distinguersi tra l’estratto di saldaconto (ora estratto conto certificato ex art. 50 TUB), la cui efficacia probatoria è limitata al procedimento monitorio e non si estende al successivo giudizio di opposizione e, in generale, agli ordinari giudizi di cognizione, e l’ordinario estratto conto – che riporta le movimentazioni debitorie e creditorie intervenute dall’ultimo saldo, con le condizioni attive e passive praticate dalla banca, ed assume una relativa incontestabilità dopo un certo periodo di tempo dalla sua comunicazione al correntista – idoneo a fungere da prova anche nella fase dell’opposizione (S.U., n. 6707/1994; n. 2751/2002; n. 12233/2003; n. 11749/2006).

La documentazione

Ne discende che, una volta fornita dalla banca tramite la produzione degli estratti conto la prova dell’ammontare del proprio credito nella fase dell’opposizione, costituisce onere del debitore effettuare puntuali e specifiche contestazioni in relazione alla parte di somma ritenuta non dovuta.

Quindi, qualora gli opponenti si siano limitati a rilievi generici, omettendo di muovere addebiti specifici e circostanziati in relazione a singole poste dalle quali discenderebbe il saldo finale, il credito della banca può ritenrsi accertato.

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