Niente adozione se la madre del minore, pur non convivente, non concorda

Redazione 24/07/18
Scarica PDF Stampa
In tema di adozione particolare, il dissenso manifestato dal genitore titolare della responsabilità genitoriale, anche se non convivente con il figlio minore, ha efficacia preclusiva ex art. 46 comma2 Legge n. 184/1993. Ciò a meno che non sia stata accertata una situazione di disgregazione del contesto familiare d’origine del minore, in conseguenza del protratto venir meno del concreto esercizio di un rapporto effettivo con il minore stesso, da parte del genitore esercente la responsabilità.

Ad affermare questo principio di diritto, la Corte di Cassazione, prima sezione civile, con ordinanza n. 18827 del 16 luglio 2018, respingendo il ricorso di due soggetti,  avverso la pronuncia con cui era stata respinta la loro richiesta di adozione di un minore.

I ricorrenti criticavano la decisione impugnata, in quanto si era data prioritaria attenzione, per negare l’adozione, all’efficacia preclusiva del dissenso espresso dalla madre naturale, senza valutare ulteriori aspetti della vicenda, compreso l’interesse preminente del minore. Non si era altresì valutato il contesto sociale e familiare di grande soddisfazione del bambino , che da ben sette anni viveva con i ricorrenti e che con loro aveva instaurato un forte legame affettivo; di contro, invece, l’ assenza di un analogo rapporto costante tra il medesimo e la madre naturale.

Non c’è disgregazione della famiglia d’origine

Una censura tuttavia respinta dalla Cassazione, secondo cui ben ha deciso la Corte d’appello nel respingere la domanda di adozione degli attuali ricorrenti, stante l’efficacia preclusiva del dissenso espresso dalla madre dell’adottando. Una statuizione corretta  quanto al dispositivo – concludono gli Ermellini – ma non esaustivamente motivata, poiché i giudici territoriali non avevano dato alcun conto della inesistenza di una disgregazione del contesto familiare d’origine del minore.

Viene pertanto colmata la lacuna motivazionale, laddove si da conto che la madre (come risulta dalle relazioni dei servizi sociali),  nonostante i suoi problemi psicologici, abbia continuato a manifestare interesse al recupero del rapporto con il figlio minore. In ciò certamente non agevolata dalla condotta assunta dai ricorrenti nel corso degli anni, i quali, durante il periodo di affidamento, non hanno aiutato il bambino a recuperare e consolidare il rapporto con la mamma, venendo meno al significato ed allo spirito dell’affido e ponendo il minore stesso, che presenta segnali di disagio psicologico, in una trama ansiosa e dannosa per la sua già provata serenità.

Non è dunque ravvisabile nella specie, precisa la Corte Suprema, quella situazione di disgregazione del contesto familiare di origine del minore che, per quanta sin qui detto, avrebbe consentito al giudice di merito di non tener canto del dissenso all’adozione manifestato dalla madre.

Volume consigliato

La donazione al minore e l’usufrutto legale

L’opera affronta gli strumenti di protezione del patrimonio immobiliare della famiglia, con particolare riferimento alle ipotesi donative che coinvolgono soggetti minori di età.Il manuale vuole essere un aiuto al professionista per affrontare le diverse ipotesi applicative e risolvere il conflitto di interessi che viene a crearsi tra genitore e figlio non ancora maggiorenne, nell’ambito dei trasferimenti immobiliari. L’Autrice offre inoltre risposte ad una serie di interrogativi legati all’usufrutto legale, istituto che si è evoluto alla luce della riforma familiare e che ancora oggi ha una propria rilevanza all’interno dell’ordinamento, ad esempio in ambito societario. L’opera analizza dunque gli aspetti e le ricadute pratiche delle operazioni donative, ripercorren- do gli orientamenti giurisprudenziali in materia.Valeria Cianciolo Avvocato del Foro di Bologna e membro dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia. Ha collaborato dal dicembre 2014 al settembre 2017 alla Rivista digitale “Questioni di Diritto di Famiglia” – Ed. Maggioli. Co-autrice e co-curatrice della monografia “Unione civile e convivenze guida commentata alla legge n. 76/2016”. Ed. Maggioli, 2016. Autrice per la casa Ed. Maggioli delle seguenti opere: “Unione civile e convivenze”, 2016; “Il Trust nel Dopo di Noi”, 2017, e-book; “La successione del coniuge superstite”, 2017, e- book. Co-autrice dell’opera “Divorzio breve, unione civile e convivenze”, Appendice al Trattato di Diritto di Famiglia, a cura di Michele A. Lupoi, Ed. Maggioli, 2017. Co-autrice del “Trattato operativo della crisi familiare”, a cura di Michele A. Lupoi, Ed. Maggioli, 2018. Soluzioni di Diritto è una collana che offre soluzioni operative per la pratica professionale o letture chiare di problematiche di attualità. Uno strumento di lavoro e di approfondimento spendibile quotidianamente. L’esposizione è lontana dalla banale ricostruzione manualistica degli istituti ovvero dalla sterile enunciazione di massime giurisprudenziali. Si giunge a dare esaustive soluzioni ai quesiti che gli operatori del diritto incontrano nella pratica attraverso l’analisi delle norme, itinerari dottrinali e giurisprudenziali e consigli operativi sul piano processuale.Direzione scientifica della collana di Nicola Graziano Magistrato dal 1999. Dal 2011 svolge le funzioni di giudice delegato ai fallimenti presso la sezione fallimentare del Tribunale di Napoli. Dal 2013 ricopre anche il ruolo di Giudice presso la Commissione Tributaria Provinciale di Napoli. È autore di nu- merose pubblicazioni nei diversi settori del Diritto. Collabora con diverse riviste giuridiche a diffusione nazionale.

Valeria Cianciolo | 2018 Maggioli Editore

18.00 €  17.10 €

Sentenza collegata

60669-1.pdf 1.27MB

Iscriviti alla newsletter per poter scaricare gli allegati

Grazie per esserti iscritto alla newsletter. Ora puoi scaricare il tuo contenuto.

Scrivi un commento

Accedi per poter inserire un commento